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16.04.2026 - 12:08
Marsicovetere ci prova. E non lo fa per un semplice fregio da appendere al muro del municipio, ma per dimostrare che un piccolo centro del Sud può insegnare al Vecchio Continente cosa significhi non lasciare indietro nessuno. Il Comune è ufficialmente in corsa per il Premio delle Capitali Europee dell’Inclusione e della Diversità 2026. La sfida è con le grandi realtà europee, con i modelli del Nord, con le metropoli che spesso guardiamo con un misto di ammirazione e soggezione. Il meccanismo è semplice, quasi democratico nella sua essenzialità: il Public Award. Non servono commissioni barocche o mediazioni politiche. Serve il voto della gente. Quello che il sindaco Marco Zipparri sta lanciando non è un appello da campagna elettorale, ma un richiamo all’orgoglio di appartenenza. “Facciamo vincere Marsicovetere! Ogni voto è fondamentale per portare il nostro territorio sul gradino più alto del podio”, scrive il primo cittadino. E ha ragione. Perché in quei pochi secondi necessari per cliccare sul link ufficiale (https://app.sli.do/event/eRp5pFzqp4BUVW42NZnCa3/live/polls) c’è la sintesi di un lavoro che parte da lontano, fatto di barriere architettoniche abbattute e, soprattutto, di barriere mentali sbriciolate. Votare per Marsicovetere significa dire all’Europa che la diversità, in questa terra aspra e generosa, non è un problema da gestire, ma una risorsa da valorizzare. È la dimostrazione che la Basilicata è un laboratorio di civiltà dove l’accoglienza ha radici antiche e rami che guardano al futuro. C’è tempo fino al 21 aprile 2026, ore 16. Poche ore per mobilitare amici, parenti e colleghi. Non è una questione di vanità. È la voglia di vedere, per una volta, il nome di un comune lucano svettare a Bruxelles come esempio di modernità e cuore. Marsicovetere è pronta. Ora tocca a tutti i lucani non lasciarla sola davanti allo schermo. Perché se vince Marsicovetere vince un pezzo d’anima di tutta la Basilicata.
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