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Economia

Il nuovo Rinascimento dell'ottica: tra algoritmo e fattore umano nel cuore del Mezzogiorno

Il nuovo Rinascimento dell'ottica: tra algoritmo e fattore umano nel cuore del Mezzogiorno

Mentre le rotative della finanza osservano con attenzione il consolidamento della luxury  eyewear a livello globale, esiste una dinamica microeconomica, fatta di prossimità e alta specializzazione, che sta riscrivendo le regole del retail fisico. Non è più solo una questione di logistica da centro commerciale, ma di come l'indotto dell'ottica italiana stia evolvendo verso un modello di "bottega tecnologica". Il Gruppo Lama, con una flotta che sfiora i cento punti vendita in costante espansione sul territorio nazionale, rappresenta oggi un caso studio di questa resilienza: la capacità di trasformare un acquisto di necessità in un'esperienza ad alto valore aggiunto.

Nel Mezzogiorno, cuore pulsante di questa strategia, il distretto dell'ottica non è solo un generatore di volumi, ma un presidio di competenza. In un mercato del lavoro spesso accusato di eccessiva meccanicizzazione e spersonalizzazione, l'eccezione diventa regola in realtà come quella di Lama in Eboli, dove il team è il vero asset. A capo di questo team c'è Antonio Ceruso che si avvale della collaborazione lavorativa di: Grazia De Rosa, Nicoletta Di Rosario, Simona Mari, Valeria Marrone ed Emmanuel Beneduce i quali incarnano quel ritorno alla professionalità che i bilanci definiscono come " fidelizzazione", ma che nella realtà si traduce in aggiornamento continuo e sensibilità clinica.

La vera frontiera, tuttavia, è l'integrazione dell'Intelligenza Artificiale nel quotidiano. Non più un'identità astratta, ma uno strumento silente integrate nelle lenti progressive di ultima generazione. Grazie agli algoritmi di calcolo predittivo, la lente non è più una superficie statica, ma un dispositivo dinamico che "impara" dal comportamento visivo del portatore. L'IA analizza i micro-movimenti oculari e la postura, ottimizzando i campi visivi per eliminare quelle fastidiose distorsioni laterali che storicamente affliggevano le lenti multifocali. È il paradosso del nuovo millemmio: la tecnologia più avanzata, capace di processare miliardi di simulazioni di sguardo, serve a recuperare la visione più naturale possibile, rendendo il passaggio tra visione da lontano e visione da vicino fluido come un battito di ciglia. 

La clientela odierna, del resto, ha spostato l'asticella: se la convenienza rimane un prerequisito, è la qualità, intesa come precisione del montaggio e profondità della consulenza tecnica, a dettare il succo del punto vendita nel lungo periodo. In questo scenario, l'IA non sostituisce l'ottico, ma ne potenzia la capacità diagnostica, permettendo di offrire soluzioni sartoriali in un mercato che torna a premiare l'eccellenza.

Nota a piè di pagina: L'intervista corale

In un'era di e-commerce e self service perché l'ottica fisica resiste e cresce?

Coro: Perché gli occhiali non hanno solo una funzione fisiologica; sono citando Franco Battiato il veicolo "del carisma e del sintomatico mistero". Le dive del cinema lo sapevano bene. Gli occhiali non nascondevano ma rivelavano l'identità. Ed è proprio quello che cerchiamo di fare attraverso il nostro lavoro. Cerchiamo di restituire un'identità a chi entra nel nostro retail, in questo modo  il nostro approccio diventa vincente perché restituiamo l'emozione dell'acquisto. Non vendiamo un dispositivo medico, ma un modo di guardare il mondo, anche attraverso la cura dell'occhio. Abbiamo a disposizione un oculista per i nostri clienti, previa prenotazione nei giorni stabiliti e a costi accessibili per tutti.

Come si inserisce l'intelligenza Artificiale in questo processo artigianale?

Coro: L'AI è la nostra migliore alleata. Ci permette di offrire una personalizzazione che fino a pochi anni fa era impensabile, riducendo drasticamente i tipi di adattamento e ottimizzando i campi visivi attraverso calcoli biomeccanici complessi. Ma l'algoritmo da solo è freddo; serve la nostra professionalità per interpretare le sfumature della vita quotidiana di chi abbiamo di fronte. La tecnologia ci libera dalla meccanicità, permettendoci di tornare a fare quello che sappiamo fare meglio: ascoltare il cliente.

Qual è il segreto del vostro team in un contesto così competitivo?

Coro: La formazione costante. In un settore che corre veloce, fermarsi significa diventare obsoleti. La nostra forza è l'unione di sensibilità diverse, quella maschile e quella femminile, l'esperienza e l'innovazione, che si fondono per accogliere una clientela che cerca qualità sopra ogni cosa. È questa "umanità potenziata" dalla tecnologia a fare la differenza nel retail moderno. 

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