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10.03.2026 - 09:53
Le elezioni provinciali a Potenza, come ogni buon voto di secondo livello che si rispetti, hanno regalato un vasto campionario politico: resurrezioni inattese, cadute fragorose e qualche capolavoro di trasformismo che meriterebbe una cattedra universitaria. Ecco i top e flop di una tornata che, dietro il linguaggio istituzionale, racconta molto più di quanto sembri.
FLOP - M5s
C’era un tempo in cui il Movimento 5 Stelle anche in Basilicata prometteva rivoluzioni civiche, tsunami elettorali e Aule aperte come scatolette di tonno. Ad oggi manca tutto. Certo, si dirà: sono elezioni di secondo livello. Votano gli amministratori, non i cittadini. Contano gli equilibri locali, le relazioni tra sindaci e consiglieri. Tutto vero. Ma proprio per questo non essere della partita è un segno di debolezza.
TOP – Carmine Davide Pace: il trasformismo che funziona
C’è chi cambia idea e chi cambia partito. Poi c’è chi ne cambia diversi attraversando con disinvoltura la geografia politica da destra a sinistra. Carmine Davide Pace appartiene chiaramente alla seconda categoria. Dopo un percorso politico degno di Google Maps — con deviazioni multiple — è approdato in Azione sotto il cappello di Marcello Pittella. Un nome una garanzia. E a quanto pare il viaggio è valso il biglietto. Risultato: seggio in Consiglio provinciale.
FLOP – Antonio Vigilante: dalle preferenze record alla doccia fredda
La politica, si sa, è una montagna russa. Ma la discesa può essere brutale. Antonio Vigilante, già vicesindaco di Potenza e recordman di preferenze alle ultime elezioni comunali, questa volta si ferma ben al di sotto delle aspettative. Una battuta d’arresto pesante, soprattutto per chi era abituato a viaggiare a velocità molto diverse. Il problema però non è solo personale. Dentro Fratelli d’Italia, in vista dei prossimi fondamentali appuntamenti elettorali, inizia a respirarsi quell’aria che pure conoscono molto bene in casa Dem: correnti, sottocorrenti, labirinti interni e inevitabili rese dei conti. Insomma, il rischio è che il primo partito di governo regionale finisca per assomigliare sempre più a ciò che per anni ha criticato. Ieri è toccato a Vigilante. Domani, con ogni probabilità, toccherà a qualcun altro.
TOP – Russo e Nardella: la Lega fa due su due
Il Carroccio lucano si prende la scena con la semplicità delle operazioni riuscite bene: selezione mirata e solida rete amministrativa. Il momento positivo si riflette inevitabilmente sul commissario regionale Pasquale Pepe che con la pazienza del tessitore sembra attraversare una sorta di stato di grazia: le partite che contano finiscono tutte nel verso giusto. Segno evidente di un lavoro certosino sui territori e dietro la scrivania. In un centrodestra dove spesso tutti vogliono fare il partito guida, la Lega sceglie una strategia più concreta: fare risultato e arrivare prima di tutti.
TOP - Simonetti fiammella speranziana
Brilla Simonetti in quota Speranza e dimostra che qualcosina in terra lucana resiste ancora per l’ex ministro della Salute — quello che, per sicurezza, si è rifugiato nel collegio napoletano. Il risultato suggerisce che una piccola fiammella di consenso almeno tra gli amministratori locali, tra un ricordo di Dpcm e una mascherina Ffp2, in Basilicata continui a sopravvivere. Resta però una domanda che aleggia con non troppa leggerezza: non sarebbe forse arrivato il momento di misurarsi nella terra natia? Perché finché si resta eletti altrove, il consenso lucano rimane una variabile interessante ma teorica. Il tutto mentre continua — con zelo e una certa pazienza istituzionale — il lavoro della commissione d’inchiesta sulla gestione pandemica, presieduta dal determinato senatore Marco Lisei che promette di riportare alla luce decisioni, numeri e responsabilità di una stagione che gli italiani tra coprifuoco e green pass ricordano fin troppo bene. Nel frattempo Simonetti brinda, Speranza osserva, e la Basilicata — con la sua proverbiale calma — manda segnali: pochi, ma abbastanza rumorosi.
FLOP – Pierluigi Smaldone: poteva andare meglio
Dal presidente del Consiglio comunale di Potenza, Pierluigi Smaldone, molti si aspettavano qualcosa in più. Non necessariamente i fuochi d'artificio, ma almeno una prova capace di lasciare un segno più netto. Invece il risultato resta tiepido. In politica, purtroppo, la zona grigia è spesso la più pericolosa: non abbastanza per vincere, troppo poco per far dimenticare la partita.
TOP – Sinisgalli e Polese: la politica di razza esiste ancora
In mezzo a correnti, scivoloni e improvvisazioni dell’ultima ora, ogni tanto capita ancora di imbattersi in un’operazione politica costruita con arguzia e metodo. Non succede spesso, ma quando accade si nota. È il caso di Sinisgalli, sostenuto da Mario Polese, che si conferma una delle poche figure capaci di muoversi con un certo istinto – quello vero – nel panorama politico lucano. Polese, cresciuto nella palestra del partito-regione, conosce bene quanto sia importante la lettura del territorio e il senso del tempo. Insomma, una piccola lezione di realismo politico: mentre molti discutono, qualcuno – ogni tanto – fa politica davvero.
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