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"Non è una riforma, è uno scippo": i balneari del Metapontino contro le aste. Faraco: "Esproprio sistemico"

"Non è una riforma, è uno scippo": i balneari del Metapontino contro le aste. Faraco: "Esproprio sistemico"

Non chiamatela riforma: è un’esecuzione coordinata. Quello a cui stiamo assistendo non è un semplice adeguamento alle norme europee, ma un esproprio spoliativo del lavoro, del sudore e del valore d’impresa costruito in decenni di sacrifici. Un intero settore produttivo, pilastro del turismo nazionale, è oggi vittima di un cortocircuito istituzionale senza precedenti. Dopo anni di promesse, la politica ha scelto la via dell'abbandono: lo Stato ha scelto il ruolo del boia delle piccole e micro imprese balneari, lasciando che il peso della burocrazia e delle sentenze giudiziarie affondi migliaia di famiglie. Questo "scippo del mare" genera un’incertezza che calpesta il diritto e spiana la strada alla speculazione della grande finanza. Sulla questione interviene duramente Pasquale Faraco, imprenditore balneare del Metapontino (Policoro, Basilicata): «Mettere all’asta il sacrificio di una vita, ignorando il lavoro e il valore dell'azienda, non è 'europeismo': è un tradimento di Stato. Sotto il vessillo ipocrita dell'Europa, stiamo assistendo a un esproprio sistemico. Non è un semplice adeguamento normativo, ma una predazione istituzionale condotta con precisione chirurgica e ferocia distruttiva: il lavoro, il sudore e il valore generato da generazioni di famiglie vengono strappati ai legittimi proprietari per essere serviti su un piatto d'argento ai giganti della finanza speculativa. Ieri, quando c'era da creare e valorizzare dal nulla, lo Stato era un fantasma. Oggi torna solo per distruggere e consegnare i frutti dei nostri sacrifici e lavoro al miglior offerente. Tutta questa operazione poggia su un colossale castello di falsità interpretative che calpestano la sovranità del nostro diritto. Si sta manipolando la legge per giustificare quello che è, a tutti gli effetti, uno scippo legalizzato. Pensano di mettere all'asta dei metri quadri, ma si sbagliano: stanno mettendo all'asta le nostre vite. Questa non è semplice sabbia; questa è la nostra storia, il nostro lavoro, sono i nostri sacrifici e l'ardore delle nostre famiglie».

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