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04.03.2026 - 20:07
Un pasticcio c’è stato, ed è sotto gli occhi di tutti. L’atterraggio dell’elicottero che ha trasportato a Potenza il ministro della Giustizia Carlo Nordio, nella serata di ieri, ha provocato danni rilevanti al manto in erba sintetica del campo di calcio “Federale”, struttura di proprietà della Figc Basilicata e utilizzata quotidianamente da diverse società sportive e dai settori giovanili. La sorpresa è arrivata questa mattina. Il terreno sintetico, probabilmente per la forza delle eliche e per il peso del velivolo della Guardia di Finanza, si è sollevato per poi riadagiarsi in modo irregolare. Il risultato è una superficie ondulata, deformata in più punti, tale da rendere il campo inutilizzabile. Il Comitato regionale della Figc ne ha disposto la chiusura immediata. Le immagini pubblicate sui social da alcune società sportive mostrano chiaramente le “onde” create sul manto, segno evidente di uno spostamento strutturale che ora richiederà verifiche tecniche approfondite. Il presidente della Figc Basilicata, Emilio Fittipaldi, per il momento ha preferito non commentare, rinviando ogni dichiarazione a un sopralluogo tecnico che servirà a quantificare l’ammontare dei danni e a valutare tempi e modalità di ripristino. Fin qui i fatti: un atterraggio, un impianto danneggiato, un campo chiuso e decine di ragazzi costretti a sospendere allenamenti e attività. Poi, come spesso accade, la vicenda è entrata rapidamente nel frullatore politico. “Prosegue la strepitosa campagna referendaria del ministro Nordio. Arriva con un elicottero della Guardia di Finanza in Basilicata per un’iniziativa elettorale e atterrando su un campo sportivo danneggia pesantemente la struttura”, ha scritto su X Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra, parlando di “guai dei ministri del governo Meloni che pagano i cittadini”. Anche il deputato del Pd Enzo Amendola ha presentato un’interrogazione parlamentare rivolta ai ministri Nordio, Salvini e Abodi, chiedendo chiarimenti sulle autorizzazioni concesse e sul rispetto delle prescrizioni Enac relative all’utilizzo di superfici in erba sintetica, oltre alle iniziative per ripristinare l’agibilità dell’impianto. È legittimo, anzi necessario chiedere conto delle responsabilità e delle procedure. Se ci sono stati errori nella scelta del punto di atterraggio o nella valutazione dei rischi, è giusto che vengano accertati e che il campo venga ripristinato in tempi rapidi. Altra cosa, però, è trasformare un danno oggettivo — che riguarda società sportive e giovani atleti — in un palcoscenico per la campagna referendaria e per la tirata al “No”. Il rischio è che la questione concreta — chi paga, quando si ripara, come si evita che accada di nuovo — venga sommersa dalla solita caciara politica.
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