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Giustizia, da Potenza il ministro Nordio rilancia il Sì e la separazione delle carriere: «Non è un voto contro il Governo»

Al Polo bibliotecario di Potenza una sala gremita e un pubblico attento ha accompagnato l’incontro pubblico sulla riforma della giustizia promosso dal deputato di Fratelli d'Italia Salvatore Caiata, presidente dell’Ince, con il protagonismo del ministro della Giustizia Carlo Nordio

Giustizia, da Potenza il ministro Nordio rilancia il Sì e la separazione delle carriere: «Non è un voto contro il Governo»

il deputato Caiata , il ministro Nordio e il moderatore Bechis

Un appuntamento organizzato in vista del referendum del prossimo 22 e 23 marzo con l’obiettivo di illustrare ai cittadini le ragioni del Sì. In platea numerosi amministratori comunali e rappresentanti istituzionali: il presidente della Regione Vito Bardi, il vicepresidente Pasquale Pepe, gli assessori regionali Cosimo Latronico, Francesco Cupparo e Carmine Cicala, insieme ai consiglieri regionali Fazzari, Galella, Napoli, Leone, Aliandro, Picerno, Morea, Fanelli e Tataranno. Il deputato di FdI Aldo Mattia. I garanti Mignoli, Silletti, Costanzo e Padula. Presente anche il consigliere di opposizione Angelo Chiorazzo, segno di maturità istituzionale.

Nel suo intervento e nelle dichiarazioni ai giornalisti, il Guardasigilli ha ribadito con forza che «non è assolutamente una riforma contro la magistratura, non mira a porre sotto l’Esecutivo la magistratura. È una riforma fatta da un ex magistrato che ha sempre considerato sacrale la libertà e l’indipendenza della magistratura». Nordio ha invitato a leggere il testo e in particolare l’articolo 104, sottolineando che «autonomia e indipendenza della magistratura requirente e giudicante restano elementi intoccabili e non negoziabili». Tra i punti qualificanti, la separazione delle carriere, cardine della riforma: «Siamo intenzionati a portare a compimento un disegno elaborato quarant’anni fa dal professor Vassalli, che aveva introdotto un processo accusatorio sul modello anglosassone». Il ministro ha inoltre assicurato che i processi «saranno velocizzati», grazie a una maggiore efficienza degli uffici giudiziari e a una diversa composizione della corte disciplinare, che renderà «più responsabili i magistrati» nella gestione dei procedimenti e nel deposito delle sentenze. Guardando al voto referendario, Nordio si è detto fiducioso: «La sensazione è che vincerà il sì, bisogna solo vedere quale sarà la percentuale». Citando recenti sondaggi, ha evidenziato come il consenso potenziale alla riforma sia ampio, pur riconoscendo il rischio che una parte dell’elettorato possa orientarsi diversamente per ragioni politiche. «Sperare che accada quanto accaduto a Renzi tempo fa sarebbe un errore», ha aggiunto, respingendo l’idea che la consultazione possa trasformarsi in un giudizio sull’operato del Governo.

Alla domanda su eventuali dimissioni in caso di vittoria del No, la risposta è stata netta: «Assolutamente no. Il sì vincerà di sicuro e sarà un motivo di grande soddisfazione per quello che sostengo da trent’anni sulla separazione delle carriere». Nordio ha poi accennato anche al proprio futuro politico: «Il prossimo anno compio 80 anni, un impegno così gravoso è di difficile compatibilità con l’età. Il futuro è nelle mani di Giove. Ho molta nostalgia di quando scrivevo sui giornali o libri, cosa che adesso non posso più fare». Nel corso dell’incontro il ministro ha anche respinto alcune ricostruzioni giornalistiche su sue presunte dichiarazioni in materia di Antimafia, parlando di «fake news» e di citazioni impropriamente attribuite. L’iniziativa, fortemente voluta dall’onorevole Caiata, ha rappresentato un momento di confronto diretto con la cittadinanza su una riforma che il Governo considera strategica per rendere il sistema giudiziario «più efficiente, equilibrato e moderno». Una tappa lucana nel percorso referendario che entra nel vivo.

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