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04.03.2026 - 14:36
Antonio Bochicchio
“Il 2026 sarà un anno decisivo per la Basilicata, quello in cui sarà necessario imprimere una svolta a un’economia che continua a ristagnare, come evidenziato anche dall’ultimo rapporto della Banca d’Italia pubblicato alla fine del 2025. Un dato ancora più preoccupante se si considera che la nostra regione ha registrato performance inferiori rispetto alla media del Mezzogiorno”. Lo dichiara il capogruppo di Avs-Psi-Lbp in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio. “La criticità principale – afferma Bochicchio – oltre alle fragilità strutturali che storicamente caratterizzano il territorio, riguarda la fase complessa che attraversano il comparto industriale e quello manifatturiero. Fatturato e produzione risultano in calo, con inevitabili ricadute sui lavoratori e sulle loro famiglie. L’avvio della produzione dei nuovi modelli nello stabilimento Stellantis di Melfi può rappresentare un segnale positivo e contribuire a contenere la contrazione produttiva, rafforzando anche l’indotto. Resta tuttavia l’incertezza legata all’andamento delle vendite in un mercato internazionale sempre più competitivo. Su queste dinamiche i margini di intervento diretto sono limitati. Proprio per questo riteniamo necessario aprire un confronto strutturato con il Governo nazionale – che abbiamo già definito vertenza Basilicata – finalizzato alla definizione di un Piano strategico per la regione che metta a sistema politiche industriali, energetiche e di innovazione. Un tavolo permanente di concertazione tra Governo, Regione, parti sociali e rappresentanze produttive potrebbe consentire di individuare priorità condivise e strumenti adeguati per accompagnare la transizione industriale e sostenere le aree produttive strategiche”. “Un’attenzione particolare – evidenzia Bochicchio – merita il settore petrolifero. La Banca d’Italia ha segnalato una flessione del valore della produzione estrattiva, con possibili effetti sulle royalties destinate agli enti locali. Allo stesso tempo, dalla Val d’Agri emergono preoccupazioni legate alla riduzione delle attività e ai timori occupazionali. È necessario che ogni eventuale nuova iniziativa nel campo delle ricerche e delle prospezioni sia inserita in una cornice chiara di programmazione, capace di garantire trasparenza, tutela del lavoro e ricadute certe per il territorio”. “Tuttavia – prosegue l’esponente socialista – vi sono anche comparti che mostrano segnali di tenuta grazie agli effetti degli investimenti del Pnrr, ma occorre consolidare questi risultati e trasformarli in sviluppo duraturo. Le tensioni internazionali e le instabilità nei mercati delle materie prime impongono una strategia prudente e lungimirante. Anche il turismo continua a rappresentare un elemento di forza, frutto dell’impegno degli amministratori locali e delle comunità, ma può esprimere appieno le proprie potenzialità solo attraverso una regia regionale più coordinata e integrata. La Basilicata ha dimostrato capacità di resilienza, ma le difficoltà crescenti richiedono una programmazione più incisiva. Non possiamo affidarci esclusivamente alle rendite del passato. Le famiglie stanno affrontando un contesto economico complesso, con segnali di maggiore vulnerabilità, si pensi ai 60 mila lucane e lucani che hanno rinunciato alle cure nel 2024, segnali che devono essere monitorati con attenzione. È opportuno valutare strumenti di sostegno mirati, anche attraverso una più efficace programmazione delle royalties petrolifere, delle compensazioni ambientali e delle risorse europee, per rafforzare la coesione sociale e sostenere il potere d’acquisto dei cittadini”. “Il nostro obiettivo – conclude Bochicchio – non è alimentare contrapposizioni ideologiche, ma promuovere una collaborazione istituzionale leale e costruttiva. La Basilicata ha contribuito in modo significativo alla crescita del Paese e può continuare a farlo se messa nelle condizioni di valorizzare le proprie competenze e le proprie risorse. Chiediamo che diventi la terra di una nuova scommessa legata a produzioni tecnologiche avanzate, anche in ragione della prossimità alle risorse energetiche di cui l’intero Paese ha bisogno e per le quali i lucani hanno sostenuto sacrifici rilevanti. Questa è una legittima prerogativa dopo anni di generosità e cooperazione responsabile. Serve una visione condivisa, capace di attrarre investimenti, sostenere l’innovazione e creare lavoro stabile e qualificato. La Regione deve svolgere fino in fondo il proprio ruolo di interlocutore attivo e propositivo, affinché le politiche nazionali tengano conto in modo strutturale delle specificità e delle potenzialità del territorio lucano. È questa la partita dell’imminente futuro”.vvv
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