IL MATTINO
Analisi
18.02.2026 - 20:49
Iniziato l’anno 2026, esplode il “Caso Epstein”, da premettere che i metodi dei servizi segreti americani di destabilizzazione sociale sono documentati in diverse Commissioni d’inchiesta parlamentari italiane. Essi sono stati studiati e adottati con il fine di provocare dei cambiamenti governativi in varie parti del mondo e in tutte le epoche, per cui anche questa diffusione dei “Files Epstein” sembra essere un lancio d’informazione a valanga per confondere quanto più possibile sul caso. Chi vuole entrare in questa vicenda deve essere però cosciente di poter immergersi nell’abisso del narcisismo ritualistico più pervertito e mai immaginato prima della pubblicazione ufficiale dei files Epstein, documenti censurati in numerosi righi e interi capoversi, bannati in nero per la legge della privacy. E ci sono ancora altri tre milioni di documenti, video, foto compromettenti di tutto quanto avveniva sull’isola privata di Jeffrey Epstein Little Saint James nelle Isole Vergini americane e oltre.
Cosa sono questi riti strani di cui si parla? Il libro del Levitico è il primo tentativo di riunire il popolo giudaico attorno alla Torà, la Legge, ovvero i primi cinque libri “normativi” dell’Antico Testamento che definiscono il giudaismo. Nel diciottesimo capitolo di questo libro fondamentale, al versetto 21, è scritto: «Non lascerai passare alcuno dei tuoi figli a Moloch e non profanerai il nome del tuo Dio. Io sono il Signore». Di chi si tratta: «Moloch, ebraico molek: questi sacrifici di fanciulli che si “facevano passare attraverso il fuoco”, cioè si bruciavano, sono un rito cananeo condannato dalla legge. Questo rito si era introdotto in Israele, specialmente in Gerusalemme, nel bruciatoio della valle di Ben-Hinnom (la “Geenna”). L’origine della parola Molek è fenicia: designa un tipo di sacrificio; fu d’altronde divinizzata a Ugarit, dove il nome appare nella lista degli dèi. In Israele è stato inteso come un titolo divino e un certo numero di testi parla di sacrifici offerti al dio Moleck (cioè Melek, “il re” vocalizzato come boshet, “la vergogna” [1])». Quelli in onore di Moloch erano riti che dividevano il popolo giudaico nettamente dalle ritualità dei Cananei fino ad allora diffusi in tutta la Mesopotamia, corrispondente oggi all’Iraq, parti delle Siria, Turchia meridionale e Iran occidentale. «Una norma estranea, nel versetto 21, vietava la pratica pagana del sacrificio dei bambini, con la quale i Cananei rendevano il culto al dio Moloch [2]». Si tratta quindi di un culto preesistente al giudaismo, e tantomeno al cristianesimo, anche in Atti 7 c’è infatti la condanna netta di questi riti sacrificali. La distinzione della ritualità giudaica, da quella dei popoli preesistenti sono segni distintivi fondamentali per l’identità del giudaismo, acquisita nel corso di secoli, ragion per cui il culto in onore di Moloch è considerato anche dal Talmud ebraico un abominio.
Possibile che vengano ancora eseguiti rituali di sacrifici di bambini? Purtroppo sembra non si tratti solo di teorie cospirazioniste, dai files di Epstein sta venendo alla luce di tutto, video e foto che testimoniano questo tipo di abominio di rituali ancora praticati.
Nota: [1] La Bibbia di Gerusalemme, Edizioni Dehoniane Bologna, quattordicesima edizione luglio 1996, p. 239. È un’opera degli studiosi dell’Ècole Biblique et Archéologique Française de Jérusalem, un’istituzione domenicana fondata nel 1890 da padre Marie Joseph Lagrange. La Bibbia di Gerusalemme è nata in Francia tra il 1948 e il 1953, per opera dei padri Domenicani. Ogni edizione è stata approfondita di studi biblici e archeologici aggiornati in base alle nuove scoperte archeologiche e papirologiche, è per questo molto apprezzata per i suoi approcci scientifici. Hanno partecipato anche illustri gesuiti come il cardinale Albert Vanhoye e il cardinale Carlo Maria Martini.
[2] R.E. Brown, J.A. Fitzmyer, R.E. Murphy (a cura di), Nuovo grande commentario biblico, Queriniana, Seconda edizione 1997, p. 95.
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