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07.02.2026 - 16:43
Una folla silenziosa e composta ha accompagnato oggi l’ultimo saluto a Federica Torzullo, la donna uccisa a coltellate dal marito Claudio Carlomagno. I funerali si sono svolti nella chiesa Regina Pacis di Anguillara Sabazia, gremita di familiari, amici, colleghi e cittadini, nel giorno in cui il sindaco Angelo Pizzigallo ha proclamato il lutto cittadino. Poco dopo le 14, il parroco don Paolo Quatrini ha accolto il feretro tra decine di mazzi di fiori, in un silenzio carico di dolore. Un’intera comunità si è stretta attorno alla famiglia di Federica, colpita da una tragedia che ha lasciato sgomenti e senza parole. Prima dell’inizio della cerimonia, il ricordo commosso di chi l’ha conosciuta nel quotidiano. «Il giorno prima che sparisse abbiamo preso il caffè insieme e parlato di lavoro e delle vacanze di Natale», racconta Elisabetta Misiano, collega e amica di Federica. «Il venerdì mattina la aspettavamo, ma quando non è arrivata non ci siamo preoccupati. Mai avremmo pensato a una tragedia del genere». Federica, ricordano i colleghi, era una donna riservata. «Parlava del figlio, del suo percorso professionale, ma non della sua vita privata. Non sapevamo della separazione. Era allegra, sensibile, e custodiva quel grande segreto. Ricordo il suo grande sorriso». Durante l’omelia, don Paolo Quatrini ha tracciato un ritratto intenso e affettuoso di Federica. «Un volto luminoso, il suo sorriso. Federica è sempre stata audace e determinata», ha detto davanti a una chiesa colma. Il parroco ha ricordato il lungo legame con la donna, condiviso anche attraverso il percorso scout e la celebrazione delle sue nozze. «Si vedevano la forza, il coraggio, l’intraprendenza, ma anche il tratto gentile». Per don Paolo, era evidente che Federica «non potesse essersi allontanata volontariamente». Ora, ha aggiunto, è il momento di «stringersi intorno alla famiglia». All’esterno della chiesa, nel piazzale, colleghi e colleghe hanno atteso l’uscita del feretro con palloncini colorati. Un gesto semplice, carico di simbolismo, per salutare una donna strappata alla vita in modo violento e incomprensibile. Commovente anche l’intervento del sindaco Angelo Pizzigallo, che ha preso la parola durante la cerimonia. «Oggi siamo tutti uniti da un dolore che non ha bisogno di spiegazioni, un dolore che chiede silenzio, rispetto, ascolto», ha detto. «La perdita di Federica ci ha colpito nel profondo, come una ferita aperta nel cuore della nostra comunità». «Non abbiamo risposte, ma abbiamo una presenza. Non abbiamo certezze, ma abbiamo una preghiera. Non abbiamo spiegazioni, ma abbiamo la speranza. Federica oggi viene affidata a Dio», ha proseguito il primo cittadino, parlando di un Dio «che accoglie senza giudicare, con misericordia». Rivolgendosi ai familiari, Pizzigallo ha concluso: «Il vostro dolore è il nostro dolore. In questo momento di buio, la comunità vi è accanto, con una luce discreta che non acceca ma accompagna». E infine: «La vita di Federica ci ricorda quanto siamo fragili e quanto abbiamo bisogno gli uni degli altri. Ciao Federica, riposa nella pace del Signore, e dona a tutti noi un cuore capace di amare di più».
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