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04.02.2026 - 10:54
"In 10 anni, in Italia, sono stati tagliati 1.091 posti letto pubblici in Oncologia Medica: nel 2013 erano 5.234, ridotti a 4.143 nel 2023". A sottolineare le carenze esistenti è il presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), Massimo Di Maio, in occasione di un convegno promosso per la Giornata mondiale contro il cancro. "Nel 30% dei centri - spiega Dio Maio - manca ancora l'assistenza domiciliare oncologica e più della metà delle strutture (52%) è priva dei coordinatori di ricerca clinica, figure essenziali per condurre le sperimentazioni. Anche aspetti importanti dell'assistenza, come la psicologia clinica e la nutrizione clinica, rimangono subottimali in molte realtà". Ma oltre a posti letto e ospedali più moderni, avverte, "servono più medici e infermieri. La scarsità di specialisti sta infatti interessando anche l'oncologia, sebbene in misura minore rispetto ad altre specialità. Inoltre vanno realizzate su tutto il territorio le Reti Oncologiche Regionali, oggi attive solo in circa la metà delle Regioni. Solo così può essere garantita la collaborazione multidisciplinare in tutto il percorso di cura". Nel 2025, in Italia, sono stati stimati circa 390.000 nuovi casi di cancro, con una sostanziale stabilità rispetto al 2024. Fortunatamente, evidenzia Rossana Berardi, presidente eletto Aiom, "aumentano le persone vive dopo la diagnosi. Dall'altro lato, questo risultato positivo determina una ripercussione su chi si prende cura di loro. La gestione ottimale del paziente oncologico è un lavoro di squadra che coinvolge operatori sanitari e caregiver e per mettere davvero la persona al centro dobbiamo proteggere anche chi cura". Oggi, afferma Berardi, "gli oncologi arrivano a dedicare oltre la metà del loro tempo ad attività burocratiche e amministrative, sottraendo energie alla relazione e alla qualità della visita". Inoltre, si stima che fino a 8 giovani oncologi su 10 siano colpiti da burnout. In parallelo, conclude Berardi, "dobbiamo riconoscere in modo strutturale il ruolo dei caregiver familiari che in Italia sono circa 7 milioni e rappresentano una parte essenziale del percorso di cura. Per questo è importante che il disegno di legge sul caregiver, approvato dal Governo il 12 gennaio 2026 e ora in discussione parlamentare, arrivi rapidamente a tutele concrete".
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