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La visione lucana di Picerno

Dal wedding allo sviluppo industriale. Dalle criticità alle opportunità. È la visione del consigliere regionale della Basilicata di Forza Italia, Fernando Picerno

La visione lucana di Picerno
Consigliere Picerno un tema che lei sta portando avanti riguarda la regolamentazione della professione di Wedding Planner. Perché una legge regionale su questo settore?
«Perché parliamo di un comparto con grandi potenzialità economiche e turistiche che può trainare la nostra economia. La proposta di legge, di cui sono primo firmatario, punta a definire requisiti professionali e formativi chiari, a promuovere la qualificazione del settore e a valorizzare le competenze locali, anche attraverso l’istituzione di un albo regionale. Questa è una professione da tutelare, valorizzare, inquadrare e sostenere».
 
In Commissione avete ascoltato le associazioni di categoria nazionali. Cosa è emerso?
«È emersa con forza la necessità di una regolamentazione chiara che riconosca il valore della consulenza professionale, della rappresentanza dei fornitori e della promozione del territorio. Oggi in Basilicata operano 28 wedding planner, otto dei quali a Matera: un dato che conferma quanto sia importante investire sulla formazione per sostenere la crescita di questo settore».
 
Lei ha lanciato anche un forte appello sull’introduzione dello psicologo nelle scuole. Perché ritiene urgente questa legge?
«I drammatici episodi di cronaca che hanno scosso la nostra regione e il Paese intero da Nord a Sud ci dicono che siamo di fronte ad una vera emergenza sociale. Il disagio psicologico giovanile non può più essere ignorato e neppure sottovalutato. I nostri ragazzi sono sempre più soli, schiacciati da ansie, paure e fragilità».
 
Cosa prevede la sua proposta di legge?
«L’introduzione dello psicologo scolastico in tutte le scuole lucane, in stretta collaborazione con i servizi sanitari e con l’Ordine degli Psicologi della Basilicata. Uno psicologo a scuola significa prevenzione, ascolto, sostegno costante. È un presidio fondamentale, non un lusso».
 
Altre Regioni si sono già mosse in questa direzione.
«Esatto. Lombardia, Lazio, Puglia hanno già avviato progetti simili. La Basilicata, purtroppo, è in ritardo. Non possiamo permetterci rinvii: ogni giorno senza strumenti di prevenzione è un giorno perso per la salute mentale dei nostri giovani. Serve un impegno bipartisan, perché questo tema non ha colore politico. È un gesto di civiltà verso le nuove generazioni».
 
Con la recente kermesse di Napoli, Forza Italia ha ricordato Silvio Berlusconi. Che figura è stata per lei?
«Silvio Berlusconi è stato molto più di un leader politico: è stato un protagonista assoluto del nostro Paese. Un grande imprenditore capace di innovare, di costruire, di creare valore e lavoro, ma anche un uomo che ha profondamente cambiato il linguaggio e il modo di fare politica in Italia. Con la fondazione di Forza Italia ha dato voce a un’area moderata, liberale, riformista ed europeista che fino ad allora non si sentiva rappresentata. Berlusconi ha saputo parlare direttamente ai cittadini, rompendo schemi e convenzioni, portando nella politica entusiasmo, ottimismo e fiducia nel futuro. Ancora oggi quella visione resta un punto di riferimento per chi crede in una politica che metta al centro la persona, la libertà e lo sviluppo».
 
Quanto è ancora attuale quella visione?
«È una visione assolutamente attuale. Berlusconi ci ha insegnato che i sogni possono diventare realtà se accompagnati da idee chiare, coraggio, sacrificio e capacità di fare. Ci ha insegnato che sviluppo economico, libertà d’impresa e attenzione alle persone devono andare di pari passo e non essere mai messi in contrapposizione. Ha sempre sostenuto che le piccole e medie imprese rappresentino la vera colonna portante del nostro sistema produttivo e che debbano essere sostenute con politiche serie, non con slogan. È una lezione che vale anche per la Basilicata, una regione che ha enormi potenzialità inespresse».
 
Che idea di Basilicata ha per il futuro?
«Immagino una Basilicata capace di affrontare con serietà e responsabilità le grandi sfide che ha davanti. Penso innanzitutto alla crisi industriale e al nodo Stellantis, che va gestito tutelando i livelli occupazionali ma anche rilanciando la competitività del nostro sistema produttivo. Il protagonismo di Melfi non deve essere messo in discussione. Penso a politiche concrete per sostenere le Pmi e trattenere i giovani, offrendo loro opportunità di lavoro, formazione e crescita professionale, evitando che siano costretti ad andare via per costruirsi un futuro. Penso ad una Basilicata che non sia luogo di partenza ma di permanenza. C’è una bella differenza, ma è necessario creare le condizioni adatte. La stagione dei concorsi degli ultimi anni ha aperto un solco, ma non è la soluzione a tutti i mali. E penso ad una Basilicata che creda davvero nelle aree interne, non considerandole territori marginali, ma come scrigni di biodiversità e di eccellenti produzioni agroalimentari, capaci di trainare l'economia dei territori. Abbiamo indubbiamente risorse strategiche da valorizzare attraverso servizi, infrastrutture, sanità di prossimità».
 
Per concludere, qual è la sfida principale?
«La sfida è trasformare le criticità in occasioni di crescita e di rilancio. Per farlo servono visione, coraggio e capacità di programmazione, ma anche la volontà di ascoltare i territori e chi li vive ogni giorno. Il presidente Bardi ha le idee chiare ed è una guida attenta, equilibrata e saggia. Forza Italia continuerà a lavorare per una Basilicata moderna, inclusiva, capace di offrire prospettive concrete alle nuove generazioni e di valorizzare le proprie eccellenze. È un impegno che portiamo avanti nel solco di quella cultura politica e di quella idea di futuro che Silvio Berlusconi ci ha lasciato in eredità».
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