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La partita della prevenzione della salute convocando Insigne, Ibrahimovic, Lukaku e Ronaldo

La Juve può ignorare il contributo di Ronaldo o l’Inter di Lukaku o il Milan di Ibrahimovic o il Napoli di Insigne, solo perchè la loro quotazione è circa il 5% del budget delle rispettive società?

La partita della prevenzione della salute convocando Insigne, Ibrahimovic, Lukaku e Ronaldo

Credo che, come non è possibile estrapolare l’apporto di ciascun calciatore dalla propria squadra solo con lo sguardo rivolto alla percentuale del budget, così debba essere anche per il Dipartimento di prevenzione. Vediamo perchè

La Juve può ignorare il contributo di Ronaldo o l’Inter di Lukaku o il Milan di Ibrahimovic o il Napoli di Insigne, solo perchè la loro quotazione è circa il 5% del budget delle rispettive società?  Credo che la risposta sia che non è possibile estrapolare il contributo di ciascun calciatore dalla propria squadra solo con lo sguardo rivolto alla percentuale del budget. E ciò dovrebbe essere anche per il Dipartimento di Prevenzione, il cui budget è il 5% circa di quello complessivo di una ASL.  Il perchè è presto detto. Senza voler scomodare Vilfredo Pareto [1] o l’effetto “leverage” [2], basta andare con la memoria alla nota frase attribuita ad Archimede: “datemi un punto d'appoggio e solleverò il mondo”. Significa che Ronaldo, Lukaku, Ibrahimovic e Insigne hanno l’effetto di migliorare le prestazioni delle rispettive squadre nelle quali militano. E l’emergenza epidemiologica da nuovo-coronavirus ha di fatto evidenziato il ruolo strategico del Dipartimento nella gestione della pandemia, ad esempio per il tracciamento, la quarantena, le vaccinazioni, i controlli nella filiera alimentare e nei luoghi di lavoro.

Proviamo ad immaginare se non ci fosse stato il Dipartimento di prevenzione, del quale alcuni lungimiranti medici Igienisti molti anni fa hanno voluto “dotare” il nostro Servizio Sanitario Nazionale, quale disastro avrebbe potuto verificarsi. Ma il Dipartimento ha tantissime altre funzioni, come la sicurezza alimentare, la prevenzione nutrizionale, la tutela della salute nei luoghi di vita e di lavoro, la sanità animale, ecc. Tutte funzioni che questa struttura riesce a svolgere al meglio solo se è dotato adeguatamente delle risorse umane necessarie. E, purtroppo, c’è il rischio che, una volta passato il covid, si ritorni alla “normalità”.  La normalizzazione [3], nell’accezione di non aver imparato la lezione, di un ritorno al passato come se nulla fosse stato, è una pessima lezione per la Storia.  E se quest’ultima si ripete due volte, dobbiamo dar ragione al vecchio barbuto Carlo Marx allorquando affermava che: «La storia si ripete sempre due volte: la prima volta come tragedia, la seconda come farsa.». Normalizzazione è, ad esempio, lasciare depotenziati i Dipartimenti di prevenzione, così come lo sono stati prima dell’emergenza epidemica. La prevenzione mancata - quella che deve essere fatta e può essere attuata secondo le indicazione che emergono dalle evidenze scientifiche, chiamata anche “Evidence Based Prevention” [4] - ha costi elevati in termini sociali. Costi diretti e indiretti, sostenuti dai cittadini, dalla società e dalle famiglie. 

Pensiamo, ad esempio, all’epidemia di obesità, ben più vasta di quella del Covid-19 [5], o al peso endemico delle malattie croniche non trasmissibili, come quelle cardiovascolari, il cancro o il diabete, solo per citarne alcune.  Tutte patologie largamente prevenibili con programmi di prevenzione basati su evidenze, attuabili se i Dipartimenti sono adeguatamente potenziati. Ma c’è un costo “nascosto” che la società sopporta in termini di insufficiente crescita economica per la mancata prevenzione e lo illustra molto bene Barack Obama nel suo ultimo libro “Una terra promessa” dedicandole un intero capitolo. [6] Anche Daniela Bianco e Rossana Bubbico di “The European House – Ambrosetti” offrono al tema del legame stretto tra salute e crescita economica un pregiato lavoro dal significativo titolo “Il valore dell’ecosistema della salute come leva di crescita economica, coesione sociale e sviluppo sostenibile di un territorio.” [7] Ebbene in quel “ecosistema” il Dipartimento di prevenzione ha la funzione centrale di promuovere la salute e continuare ad ignorarlo è davvero un peccato. Stendhal, nel “Il Rosso e il Nero”, scriveva che “La politica nella letteratura è come un colpo di pistola nel bel mezzo di un concerto”.   Allo stesso modo si può dire per l’emarginazione del Dipartimento di prevenzione: vale la pena di irrompere con considerazioni basate sulla percentuale di budget assegnato nel prezioso dispiegarsi dei programmi di prevenzione basati su evidenze?

Bibliografia

1 . Vilfredo Pareto. L' ignoranza e il malgoverno. Lettere a «Liberty». Liberilibri, 2018.

2 . Borsa Italiana. Il leverage. (Disponibile all’indirizzo: www.borsaitaliana.it/)

3 . Rosanna Castorina, Gabriele Roccheggiani. Paradossi della fragilità. Critica della normalizzazione sociale tra neuroscienze e filosofia politica. Eterotopie, 2013.

4 . Katherine A. Raczynski, Michael M. Waldo. Evidence Based Prevention. SAGE Publications Inc, 2013.

5 . Donato Greco, Eva Benelli. Le mie epidemie. Dal colera a ebola al Covid-19, mezzo secolo di emergenze sanitarie in Italia e nel mondo. Scienza Express, 2021.

6 . Barack Obama. Una terra promessa. Garzanti, 2020, cap. 16.

7 . Daniela Bianco e Rossana Bubbico di The European House – Ambrosetti. Il valore dell’ecosistema della salute come leva di crescita economica, coesione sociale e sviluppo sostenibile di un territorio. (Disponibile al sito https://www.sipotra.it/)

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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