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Come tenere in forma il cervello in età avanzata?

Cervello sano anche in tarda età? Un'attività fisica da moderata a intensa sia nella mezza età che nella tarda età può proteggere dalle anomalie cerebrali strutturali in età avanzata? Che cosa suggerisce la letteratura scientifica?

Come tenere in forma il cervello in età avanzata?

Molti studi osservazionali hanno associato l'attività fisica al mantenimento della struttura e della funzione cerebrale in età avanzata. Tuttavia, i risultati degli interventi che hanno promosso l’attività fisica sono stati incoerenti nei loro effetti sulla fisiologia del cervello. Una ragione potrebbe essere che gli studi di intervento devono considerare il tipo, la quantità, l'intensità e la tempistica dell'attività fisica. Un’altra è che questi studi hanno bisogno di coinvolgere una popolazione ad alto rischio perchè siano efficaci per la prevenzione del declino cognitivo. [1] Per superare tali limiti è stato condotto uno studio prospettico di coorte di 1.604 soggetti (di età compresa tra 45 e 64 anni al basale; età media = 54 anni, 55% donne) partecipanti allo studio “Atherosclerosis Risk in Communities Study”. [3]

In questo lavoro, i ricercatori hanno analizzato gli effetti dell'attività fisica svolta nel tempo libero sul cervello mediante la risonanza magnetica. Dai dati del questionario validato, al basale e 25 anni dopo, sono stati estrapolati i livelli di attività fisica, da moderata a vigorosa dei partecipanti, così come riportati in questa tabella: nessuna (0 min/settimana),  bassa (1-74 min/settimana),  moderata (75–149 min/settimana), vigorosa (≥ 150 min/settimana).  Gli esiti della risonanza magnetica includevano le lesioni cerebrovascolari, l’iperintensità della sostanza bianca, l’integrità della sostanza bianca e i volumi della sostanza grigia. I livelli di attività fisica da parte dei partecipanti allo studio erano: 34% nessuna, 11% bassa, 16% moderata e 39% vigorosa. L'età media al momento dell'effettuazione della risonanza magnetica era di 76 anni.  Dopo gli opportuni aggiustamenti per le variabili di confondimento (età, razza, sesso, istruzione, stato di apolipoproteina E-ℇ4, fumo, volume intracranico e malattia cronica), un livello di attività fisica da moderata a vigorosa durante la mezza età è stato associato ad una maggiore integrità microstrutturale della sostanza bianca e a minori probabilità di infarti lacunari in età avanzata rispetto a nessuna attività svolta in età adulta. 

L’attività moderata o vigorosa, rispetto a nessuna o ad una bassa attività fisica svolta nella fascia di età 45-50 anni,  era associata a una maggiore presenza di materia grigia e migliori volumi corticali totali. Rispetto a nessuna o bassa attività fisica in età avanzata, l’attività moderata o vigorosa svolta in età avanzata era associata a minori probabilità di microemorragie sottocorticali, integrità della sostanza bianca più intatta, meno iperintensità della sostanza bianca e volumi di materia grigia più grandi. Un'attività fisica da moderata a intensa sia nella mezza età che nella tarda età può proteggere dalle anomalie cerebrali strutturali in età avanzata, potenzialmente attraverso meccanismi cerebrovascolari. L'inclusione dei biomarcatori della malattia di Alzheimer avrebbe fornito ulteriori dati a supporto di questi risultati. Tuttavia, l'accumularsi di prove di efficacia continua a sostenere l'importanza dell'attività fisica per ottimizzare la salute del cervello.

Bibliografia

1 . Spartano NL, Pantoni L. What Can Longitudinal Observational Studies of Physical Activity Teach Us About Prevention of Dementia? Neurology. 2021 Feb 16;96(7):297-298. doi: 10.1212/WNL.0000000000011376. Epub 2021 Jan 6. PMID: 33408143.

2 . Palta P, Sharrett AR, Gabriel KP, Gottesman RF, Folsom AR, Power MC, Evenson KR, Jack CR Jr, Knopman DS, Mosley TH, Heiss G. Prospective Analysis of Leisure-Time Physical Activity in Midlife and Beyond and Brain Damage on MRI in Older Adults. Neurology. 2021 Feb 16;96(7):e964-e974. doi: 10.1212/WNL.0000000000011375. Epub 2021 Jan 6. PMID: 33408144.

3 . The Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC) Study: design and objectives. The ARIC investigators. Am J Epidemiol. 1989 Apr;129(4):687-702. PMID: 2646917.

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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