IL MATTINO
il femminicidio
19.01.2026 - 10:10
Il corpo della donna è stato rinvenuto all’interno di una buca scavata con un mezzo meccanico, ricoperta da rovi, pietre e ghiaia, in un canneto situato in un fondo adiacente a quello in cui ha sede la ditta di movimento terra della famiglia Carlomagno. Un ritrovamento che ha confermato i peggiori sospetti maturati nei giorni di ricerche e che ha dato una drammatica svolta alle indagini. Secondo l’impianto accusatorio della Procura di Civitavecchia, firmato dal procuratore Alberto Liguori, Federica Torzullo sarebbe stata uccisa “in casa tra le ultime ore dell’8 gennaio e le prime luci del 9 gennaio”. Dalle indagini emerge che la donna non sarebbe mai uscita dall’abitazione dopo le 19.30 dell’8 gennaio, mentre il marito sarebbe uscito la mattina seguente, intorno alle 7.30 per recarsi al lavoro per pochi minuti, per poi rientrare in casa. Una circostanza che contraddice la versione fornita dall’uomo, il quale ha sempre sostenuto di non essere tornato nell’abitazione. Il racconto di Claudio Agostino Carlomagno non ha convinto fin dall’inizio gli investigatori. Le dichiarazioni sui suoi spostamenti e sui rapporti con la moglie sono state giudicate “contraddittorie e illogiche”. Figlio dell’assessora comunale alla Sicurezza e titolare dell’azienda di famiglia, Carlomagno era stato proprio colui che il 9 gennaio aveva presentato denuncia di scomparsa ai Carabinieri, dopo essere stato contattato nel primo pomeriggio dai colleghi della moglie, preoccupati perché Federica non si era presentata al lavoro presso l’ufficio smistamento delle Poste dell’aeroporto di Fiumicino. Ai militari aveva raccontato di aver visto Federica per l’ultima volta in casa intorno alle 23 della sera precedente. Avevano cenato insieme al loro bambino di 10 anni, poi accompagnato dai nonni materni. Aveva inoltre riferito di aver notato la moglie preparare una valigia perché il giorno successivo sarebbe partita con il figlio e i genitori alla volta della Basilicata per partecipare al battesimo di un nipotino. In sede di denuncia aveva parlato di “normali problemi di coppia”, mentre dagli accertamenti è emerso che la coppia era in fase di separazione, con “divergenze insanabili”. A far temere il peggio erano state anche le immagini di una telecamera di videosorveglianza che aveva ripreso Federica entrare nella villetta di Anguillara senza mai uscirne, oltre alle tracce ematiche rinvenute all’interno dell’abitazione dagli esperti del Ris e dal Nucleo Investigativo di Ostia. Il cellulare della donna non ha registrato alcun movimento fuori casa e la sua auto è stata ritrovata parcheggiata nei pressi dell’abitazione. L’unico a uscire la mattina del 9 gennaio sarebbe stato il marito. L’attenzione investigativa si è quindi concentrata sull’azienda di movimento terra, dove è stato poi scoperto il corpo. “I cellulari di Federica Torzullo e di Claudio Agostino Carlomagno risultano localizzati nella zona della ditta e alla guida dell’auto c’è solo il marito”, ha spiegato il procuratore Liguori, precisando che il telefono della donna non è stato ancora ritrovato. Secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe tentato di sviare le indagini fornendo versioni incongruenti sia in sede di denuncia sia durante le sommarie informazioni, smentite dalle immagini delle telecamere e dalla geolocalizzazione dell’autovettura, che lo collocherebbero in luoghi diversi rispetto a quanto dichiarato. Federica Torzullo era originaria di Gallicchio, piccolo centro della provincia di Potenza, dove aveva annunciato l’intenzione di tornare insieme alla madre e alla sorella. Proprio da Gallicchio è giunto un messaggio di profondo cordoglio da parte dell’amministrazione comunale, che ha espresso vicinanza alla famiglia Torzullo ricordando Federica come una giovane madre la cui vita è stata spezzata da “un atto di violenza tanto assurdo quanto inaccettabile”, sottolineando come il femminicidio, spesso percepito come lontano, abbia colpito duramente anche quella comunità. Parole di dolore e riflessione sono arrivate anche dal sindaco di Sant’Arcangelo, Salvatore La Grotta, che ha ricordato come Federica fosse la nipote del dottor Raffaele Torzullo, medico stimato e conosciuto nella comunità. “Dietro un nome c’è una giovane vita spezzata e una famiglia travolta da un dolore incomprensibile – ha scritto – ma anche una ferita che riguarda tutti noi. Che il ricordo di Federica sia un richiamo alla responsabilità e all’impegno contro ogni forma di violenza”. Un’altra tragica vicenda di femminicidio che riporta al centro dell’attenzione la necessità di riconoscere e contrastare la violenza domestica, prima che diventi irreversibile.
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