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L'alimentazione è da Nobel perché «Il cibo è il miglior vaccino contro il caos»

Dal Nobel alla Giornata Mondiale: nell’anno della pandemia, l’alimentazione è la protagonista di due importanti giornate.

L'alimentazione è da Nobel perché «Il il cibo è il miglior vaccino contro il caos»

In un anno che sarà ricordato come quello del coronavirus, accade che in una settimana si registrano due importanti avvenimenti per l’alimentazione e la nutrizione, i quali hanno importanti ricadute anche per la prevenzione e il contrasto al COVID-19: venerdì 9 novembre la notizia del Premio Nobel per la pace al World Food Program (Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite) e venerdì 16 novembre la celebrazione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

* di Michele Fernando Panunzio, Emilia Guberti, Elena Alonzo, Guglielmo Bonaccorsi, Vittorio Carreri, Giulia Cairella, Daniele Nucci, Maria Letizia Petroni, Edgardo Valerio (Board ristretto del Gruppo di Lavoro “Alimenti e Nutrizione” della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica)

In una settimana due importanti giornate per l’alimentazione: venerdì 9 novembre la notizia del Premio Nobel per la pace al World Food Program (Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite) e venerdì 16 novembre la celebrazione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione. A proposito di quest’ultima l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) riporta sul proprio sito che: “L'azione collettiva in 150 paesi è ciò che rende la Giornata Mondiale dell'Alimentazione uno dei giorni più festeggiati del calendario ONU. Centinaia di eventi e attività divulgative riuniranno governi, aziende, ONG, media e pubblico in generale per promuovere consapevolezza e azione a livello mondiale per tutti coloro che soffrono la fame e per la necessità di garantire diete sane per tutti. La Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2020 celebra il 75° anniversario della FAO in un momento eccezionale: tutti i paesi del mondo stanno affrontano le conseguenze della pandemia globale del COVID-19. È giunto il momento di riflettere sul futuro che dobbiamo costruire insieme.” (http://www.fao.org/world-food-day/home/it/)

Il Responsabile del comitato Nobel ha definito il World Food Program una forza trainante negli sforzi per prevenire l'uso della fame come arma da guerra e di conflitto, e ha sottolineato come la pandemia COVID-19, che secondo il WFP potrebbe raddoppiare la fame in tutto il mondo, ha provocato danni molto più di guerre e carestie.

Al culmine della pandemia, mentre le compagnie aeree tagliavano i voli, il WFP gestiva la più grande compagnia aerea operativa del mondo. Il WFP è intervenuto mentre la comunità internazionale si sta mobilitando per limitare la diffusione della sindrome respiratoria acuta grave provocata dal coronavirus-2 e per ridurre la mortalità da COVID-19 ed i governi stanno cercando di mantenere a livello locale, nazionale, regionale e globale i livelli essenziali di assistenza sanitaria. [1]  E nel valutare le loro opzioni, i decisori politici devono considerare non solo gli effetti immediati sulla salute, ma anche gli effetti indiretti della pandemia e la risposta ad essa.  Ad esempio, un'analisi dell'epidemia di virus Ebola del 2014 nell'Africa occidentale ha mostrato che gli effetti indiretti dell'epidemia erano più gravi dell'epidemia stessa. [2] Sebbene i tassi di mortalità per COVID-19 possano sembrare bassi nei bambini e nelle donne in età riproduttiva, [3] questi gruppi potrebbero essere colpiti in modo sproporzionato dall'interruzione dei servizi sanitari essenziali, in particolare nei Paesi a basso e medio reddito. 

Nelle epidemie passate, i sistemi sanitari hanno lottato per mantenere i servizi essenziali e, tuttavia, la loro fruizione è diminuita. [4]  Come osserva l'Organizzazione Mondiale della Sanità: “Le persone, gli sforzi e le forniture mediche si spostano per rispondere all'emergenza. Questo spesso porta a trascurare i servizi sanitari essenziali di base essenziali. Le persone con problemi di salute non correlati all'epidemia trovano più difficile accedere ai servizi sanitari". [5] 

Uno studio sull'epidemia di Ebola del 2014 ha stimato che la copertura dell'assistenza prenatale è diminuita di 22 punti percentuali e dei consultori familiari di 6 punti percentuali, dell'offerta di strutture di 8 punti percentuali e dell'assistenza postnatale (13 punti percentuali) . [6]  Studi qualitativi suggeriscono che queste riduzioni erano dovute alla paura di contrarre il virus Ebola nelle strutture sanitarie, alla sfiducia verso il sistema sanitario e alle notizie infondate sull'origine della malattia. [7]  Tutto ciò ha determinato, durante l'epidemia della SARS (sindrome respiratoria acuta grave) del 2003, una riduzione delle cure ambulatoriali del 23,9% a Taiwan e delle cure ospedaliere del 35,2%.  [8]  Anche i modelli simulati di pandemie influenzali contemplano forti riduzioni nell'utilizzo dei servizi sanitari. [9]  

Il 20 aprile è stato pubblicato il Rapporto globale 2020 (World Food Program 2020 - Global Report on Food Crises, https://www.wfp.org/) sulle crisi alimentari, che descrive i fattori che hanno portato a una tempesta perfetta per una crisi alimentare nell'Africa sub-sahariana. Secondo il Rapporto, il conflitto armato rimane un fattore chiave dell'insicurezza alimentare nella regione, bloccando la produzione agricola e il commercio, interrompendo le catene di approvvigionamento e provocando lo spostamento di massa della popolazione.  Le piogge insolitamente abbondanti, esacerbando la situazione dallo scorso giugno, hanno facilitato lo sviluppo di sciami di locuste, devastato i raccolti in tutta l'Africa orientale. Le misure quarantenarie in risposta alla crisi del COVID-19 stanno ritardando la consegna di presidi sanitari e l’impiego di personale per affrontare tale problema. Inoltre, i rapporti indicano che, laddove gli agricoltori possono coltivare i raccolti, i lockdown impediscono regolarmente loro di trasportare le derrate alimentari e il bestiame ai mercati; mentre, le le importazioni di riso nell'Africa subsahariana, che avevano lo scopo di compensare la carestia, sono state interrotte, determinando un aumento dei prezzi di questo alimento base della dieta africana.  Infine, le perdite salariali derivanti dai lock-down imposti dai governi stanno ulteriormente riducendo il potere d'acquisto di molte famiglie che erano già al limite della povertà, come riportato in uno studio dell'Unione Africana  il quale ha anche previsto una perdita di circa 20 milioni di posti di lavoro nella regione a causa della crisi COVID-19. [10] In tale contesto, il “Rapporto Globale sulle Crisi Alimentari” aveva stimato che 135 milioni di persone soffrissero di insicurezza alimentare nel 2019; ma le proiezioni più recenti del Programma alimentare mondiale (WFP) indicano che, a causa degli effetti economici e delle interruzioni della catena di approvvigionamento associate a COVID-19, questo numero potrebbe raddoppiare nel 2020 e coinvolgere 265 milioni di persone. Nell'annunciare queste proiezioni, il direttore esecutivo del WFP David Beasley ha avvertito: “se non ci prepariamo e agiamo ora - per garantire l'accesso, evitare carenze di finanziamenti e interruzioni del commercio - potremmo affrontare carestie multiple di proporzioni bibliche entro pochi mesi." [11] 

Il World Food Program con sede a Roma aiuta ogni anno circa 97 milioni di persone in 88 paesi. Il direttore esecutivo del World Food Program, David Beasley, ha affermato che il premio Nobel è stato come un appello "ai nostri donatori in tutto il mondo" e "ai miliardari che stanno guadagnando miliardi con COVID… un invito all'azione per non lasciare che nessuno muoia di fame... un invito all'azione per salvare e aiutare i nostri amici, i nostri fratelli, le nostre sorelle in tutto il mondo… con tutta la ricchezza che c’è nel mondo, oggi nessuno dovrebbe andare a letto affamato e tanto meno morire di fame". Solo la settimana scorsa, un rapporto della Banca UBS e del PwC* ha rilevato che la ricchezza legata alla finanza aveva raggiunto un livello record durante la pandemia, aiutata da un rally dei prezzi delle azioni. "La necessità di solidarietà internazionale e cooperazione multilaterale è più evidente che mai", ha detto in una conferenza stampa Berit Reiss-Andersen, presidente del Comitato norvegese per il Nobel.

Il WFP gestisce un servizio logistico che ha inviato carichi di dispositivi medici in oltre 120 paesi durante la pandemia per aiutare i governi e i partner sanitari che combattono il COVID-19. Ha anche fornito servizi passeggeri per traghettare operatori umanitari e sanitari dove i voli commerciali non erano disponibili. "Fino al giorno in cui avremo un vaccino, il cibo è il miglior vaccino contro il caos", ha detto il comitato del Nobel nella sua menzione per il conferimento del premio al WFP. Beasley, in viaggio in Niger, ha pubblicato una dichiarazione video sui social media lodando la “famiglia del WFP”: "sono là fuori, nei luoghi più difficili e complessi del mondo, dove ci sono guerre, conflitti, condizioni climatiche estreme - non importa. Sono là fuori e meritano questo premio ... ".A Ginevra, il portavoce del World Food Program, Thomson Phiri, ha detto ai giornalisti: “Quando tutto è andato in modalità di lock-down, il Programma alimentare mondiale era lì. Quando tutti se ne stavano andando e stavamo andando in quarantena, il Programma alimentare mondiale doveva fornire il supporto logistico che il mondo meritava e del quale il mondo aveva bisogno ". Dan Smith, direttore dello Stockholm International Peace Research Institute, ha detto che il Comitato norvegese per il Nobel ha voluto inviare un messaggio di speranza e "sostegno alla cooperazione internazionale" ed ha affermato: "La fame, come il cambiamento climatico, la pandemia e altri problemi, è un problema mondiale che può essere affrontato adeguatamente solo attraverso la cooperazione e sfortunatamente, in troppi ambienti, soprattutto tra le grandi potenze, c'è un calo di attenzione per la cooperazione". Ha osservato che, dopo essere diminuita per diversi decenni, la fame nel mondo è di nuovo in aumento dal 2016.

Le Nazioni Unite, che compiranno 75 anni questo mese, hanno vinto il premio Nobel per la pace in passato, così come molte delle sue agenzie, tra cui l'Alto Commissario per i rifugiati, il fondo per l'infanzia dell'UNICEF e le Forze di mantenimento della pace. Il Comitato norvegese per il Nobel prevede di procedere con una cerimonia di premiazione, anche se in formato ridotto a causa della pandemia, a Oslo il 10 dicembre prossimo, anniversario della morte dell'industriale svedese Alfred Nobel. Il premio Nobel per la pace vale 10 milioni di corone svedesi (873.540 sterline), ovvero circa 1,1 milioni di dollari.


Note

* PwC = PricewaterhouseCoopers è un network internazionale, operativo in 158 Paesi, che fornisce servizi di consulenza di direzione e strategica, revisione di bilancio e consulenza legale e fiscale.

Bibliografia

1 . WHO COVID-19: operational guidance for maintaining essential health services during an outbreak. [https://www.who.int/]

2 . Elston JWT, Cartwright C, Ndumbi P, Wright J. The health impact of the 2014-15 Ebola outbreak. Public Health. 2017; 143: 60-70

3. WHO Report of the WHO–China Joint Mission on coronavirus disease 2019 (COVID-19). [https://www.who.int/]

4 . Wilhelm JA, Helleringer S. Utilization of non-Ebola health care services during Ebola outbreaks: a systematic review and meta-analysis. J Glob Health. 2019; 9010406

5 . WHO. Managing epidemics: key facts about major deadly diseases. [https://www.who.int/]

6. Sochas L, Channon AA, Nam S. Counting indirect crisis-related deaths in the context of a low-resilience health system: the case of maternal and neonatal health during the Ebola epidemic in Sierra Leone. Health Policy Plan. 2017; 32: 32-39

7 . Elston JWT, Moosa AJ, Moses F et al. Impact of the Ebola outbreak on health systems and population health in Sierra Leone. J Public Health (Oxf). 2016; 38: 673-678

8 . Chang HJ, Huang N Lee CH, Hsu YJ, Hsieh CJ, Chou YJ. The impact of the SARS epidemic on the utilization of medical services: SARS and the fear of SARS. Am J Public Health. 2004; 94: 562-564

9 . Rust G, Melbourne M, Truman BI, Daniels E, Fry-Johnson Y, Curtin T. Role of the primary care safety net in pandemic influenza. Am J Public Health. 2009; 99: S316-S323

10 . Impact of the coronavirus (COVID-19) on the  african economy. (https://au.int/sites/default/)

11 . The Lancet Global Health. Food insecurity will be the sting in the tail of COVID-19. Lancet Glob Health. 2020 Jun;8(6):e737. doi: 10.1016/S2214-109X(20)30228-X.

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F. Michele Panunzio ed altri autori*

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La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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