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I cereali integrali che vigilano sulla glicemia sono tutti uguali?

I cereali integrali aiutano a mantenere la glicemia entro valori fisiologici. Ad esempio, le attuali indicazioni alimentari per i soggetti con diabete di tipo-2 raccomandano il consumo di questo gruppo di alimenti.

I cereali integrali che vigilano sulla glicemia sono tutti uguali?

Tuttavia, la lavorazione dei cereali integrali può influire sulla glicemia? I risultati di uno studio randomizzato e controllato, pubblicato su “Diabetes Care”, offrono importanti suggerimenti per i diabetici, ma anche per chi diabetico non è.

Le indicazioni alimentari per i soggetti con diabete di tipo-2 raccomandano il consumo di cereali integrali. Tuttavia, i cereali integrali possono differire nella lavorazione: ad esempio, il grano, il riso e l'avena possono essere macinati finemente o più grossolanamente. Per esaminare se queste differenze possano influire sulla glicemia, alcuni ricercatori hanno condotto uno studio randomizzato e incrociato che ha coinvolto 31 pazienti con diabete di tipo 2 (età media di 63 anni; emoglobina glicosilata media [HbA1c], 7,5%). [1] Ai pazienti sono stati forniti cereali integrali poco lavorati (cioè avena intatta, riso integrale e pane integrale fatto con farina macinata grossolanamente e chicchi di grano spezzati) o cereali integrali più lavorati (vale a dire avena istantanea, pasta di riso integrale e pane fatto con farina finemente macinata), in sostituzione dell'usuale assunzione di cereali. 

Dopo 2 settimane di dieta randomizzata e un periodo di washout di 2 settimane, ogni paziente è passato per 2 settimane all'altra dieta. La maggior parte dei pazienti assumeva solo farmaci orali per il diabete o farmaci orali più insulina. Tutti i pazienti avevano un monitoraggio continuo della glicemia e per ciascuno di essi è stata calcolata la glicemia postprandiale media integrata per le 3 ore dopo ogni pasto. Questa misura era inferiore del 9% dopo la colazione (P = 0,007) e del 6% inferiore per tutti i pasti analizzati insieme (P = 0,022) durante il periodo di intervento con cereali integrali meno lavorati rispetto al periodo di intervento sui cereali integrali più lavorati. Pertanto, l'assunzione di cereali integrali più grossolani ha un effetto favorevole sulla glicemia postprandiale. Questi alimenti poco elaborati sono meno disponibili rispetto ai cereali più raffinati, ma vale la pena raccomandarli a pazienti con diabete di tipo 2.  Anche i pazienti non diabetici che seguono diete a ridotto contenuto di carboidrati potrebbero essere interessati da questi risultati.

Le evidenze avevano già suggerito che le diete ricche di cereali integrali sono associate a una ridotta incidenza di diabete di tipo 2, malattia coronarica e cancro del colon-retto (2). Studi controllati e randomizzati sull'aumento dell'assunzione di cereali integrali hanno mostrato il loro potenziale beneficio nel migliorare il controllo glicemico, il peso corporeo, il profilo lipidico e altri fattori di rischio cardiometabolico negli adulti con diabete (3). Inoltre, la loro produzione ha un impatto negativo minore sulla salute del pianeta rispetto a molti altri alimenti ricchi di nutrienti (4). Non sorprende che molte linee guida nazionali (5) e le raccomandazioni per la gestione del diabete (6,7) incoraggino il consumo di cereali integrali e suggeriscano di sostituire i cereali raffinati con i quelli integrali.

Le attuali definizioni del termine “cereale integrale” consentono l'inclusione di frazioni altamente lavorate e ricostituite (8,9). Inoltre, tali prodotti finemente macinati possono essere aggiunti negli alimenti ultraprocessati, il cui consumo può portare a un aumento dell'apporto calorico e all'aumento di peso (10). Ci sono prove che la risposta glicemica acuta agli alimenti integrali è maggiore quando i cereali sono stati macinati finemente (11). Più recentemente, è stato trovato che la risposta glicemica a quattro diversi tipi di pane integrale è correlata al grado di lavorazione del grano negli adulti con diabete di tipo-2 (12).


Bibliografia

1 . Åberg S, Mann J, Neumann S, Ross AB, Reynolds AN. Whole-Grain Processing and Glycemic Control in Type 2 Diabetes: A Randomized Crossover Trial. Diabetes Care. 2020 Aug;43(8):1717-1723. doi: 10.2337/dc20-0263. Epub 2020 May 18. PMID: 32424022; PMCID: PMC7372063.

2 . Reynolds A, Mann J, Cummings J, Winter N, Mete E, Te Morenga L. Carbohydrate quality and human health: a series of systematic reviews and meta-analyses. Lancet 2019;393:434–445 

3 . Reynolds AN, Akerman AP, Mann J. Dietary fibre and whole grains in diabetes management: systematic review and meta-analyses. PLoS Med 2020;17:e1003053

4 . Clark MA, Springmann M, Hill J, Tilman D. Multiple health and environmental impacts of foods. Proc Natl Acad Sci U S A 2019;116:23357–23362

5 . U.S. Department of Health and Human Services. Dietary Guidelines for Americans 2015-2020. New York, Skyhorse Publishing, 2017

6 . American Diabetes Association. Lifestyle management: standards of medical care in diabetes. Diabetes Care 2019;42:S46–S60

7 . Dyson PA, Twenefour D, Breen C, et al. Diabetes UK evidence-based nutrition guidelines for the prevention and management of diabetes. Diabet Med 2018;35:541–547

8 . Food Standards Australia New Zealand. Food Standards Code: Standard 2.1.1. Cereal and cereal products. Commonwealth of Australia Gazette FSC 96, 2015

9 . American Association of Cereal Chemists International. Whole grain definition. Cereal Foods World 1999;45:79

10 . Hall KD, Ayuketah A, Brychta R, et al. Ultra-processed diets cause excess calorie intake and weight gain: an inpatient randomized controlled trial of ad libitum food intake [published correction appears in Cell Metab 2019;30:226]. Cell Metab 2019;30:67–77.e3

11 . Tosh SM, Chu Y. Systematic review of the effect of processing of whole-grain oat cereals on glycaemic response. Br J Nutr 2015;114:1256–1262

12 . Reynolds AN, Mann J, Elbalshy M, et al. Wholegrain particle size influences postprandial glycemia in type 2 diabetes: a randomized crossover study comparing four wholegrain breads. Diabetes Care 2020;43:476–479

https://care.diabetesjournals.org/content/43/8/1717

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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