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Memoria di ferro? Ci vuole il Rosmarino!

Diversi studi, pubblicati in letteratura scientifica e indicizzati su PubMed, suggeriscono che il Rosmarino è efficace nei deficit cognitivi e nel migliorare la memoria, sia a breve che a lungo-termine.

Memoria di ferro? Ci vuole il rosmarino!

L’efficacia è dovuta all’azione dei diterpeni rosmarinici nel bloccare la degradazione dell’acetilcolina, prezioso neurotrasmettitore.

Il Rosmarino migliora i ricordi. Questo è quanto emerge da uno studio condotto dall’equipe di Mark Moss, del Dipartimento di psicologia della Northumbria University britannica, e pubblicato in letteratura scientifica [1]. Di tale proprietà ne erano convinti anche nell’antica Grecia, tanto che gli studiosi dell'epoca erano soliti mettere delle corone di rosmarino intorno alla fronte per migliorare la memoria. Una reputazione che ha fatto guadagnare al rosmarino un posto privilegiato tra le piante nuziali tradizionali utilizzate per il bouquet, la corona ed il vestito della sposa; agli invitati, invece, venivano consegnati alcuni rametti da indossare per ricordare l'occasione ed al vino degli sposi era aggiunto del rosmarino per aiutare a ricordare i loro voti sacri. 

Shakespeare fa dire ad Ofelia nell’Amleto “Ecco del rosmarino, questo è per il ricordo” (Amleto, Atto 4, scena 5, 1603). Sir Thomas More (1478-1535), cinquant’anni prima scriveva: “Per quanto riguarda il rosmarino, l’ho fatto piantare tutt'intorno alle mura del mio giardino non solo perchè le api lo amano, ma perchè è un'erba sacra alla memoria e pertanto all'amicizia.” Molto tempo fa, era consuetudine per la sposa e lo sposo piantare il rosmarino vicino alla soglia di casa nel giorno del matrimonio. Tuttavia, il vecchio detto "dove il rosmarino fiorì, ha governato la donna", ha spinto alcuni mariti a strappare l’arbusto dal terreno, così che nessuno pensasse che non fossero in grado di comandare in famiglia. Ed è forse per questo motivo che l’uso sponsale del rosmarino decadde definitivamente verso la fine del XV secolo.

Il Rosmarino, dal latino “ros maris”, che significa "rugiada del mare" è riferito molto probabilmente al fatto di crescere spontaneo sulle dune prospicienti il mare.  Dal punto di vista della ricerca scientifica, recentemente alcuni ricercatori hanno trovato che alcune sostanze fitochimiche del rosmarino impediscono il degrado dell'acetilcolina, importante neurotrasmettitore la cui carenza è comune nei pazienti con Alzheimer. Ma andiamo con ordine. Il Rosmarino, “Rosmarinus officinalis L.”, della famiglia delle Lamiaceae, è una delle piante perenni più famose coltivate in tutto il mondo. Sia le foglie fresche che secche sono state utilizzate per il loro caratteristico aroma nella cottura alimentare o consumate in piccola quantità come tè alle erbe, mentre gli estratti di rosmarino vengono abitualmente impiegati come antiossidanti naturali per migliorare la durata di conservazione degli alimenti deperibili. A tal proposito, l'Unione europea ha approvato l'estratto di rosmarino (E392) come antiossidante naturale sicuro ed efficace per la conservazione degli alimenti [2].  La pianta è anche nota per essere impiegata in medicina tradizionale in molti paesi lontani dalla nativa regione del mediterraneo dove cresce spontaneamente. Gli usi farmacologici validati del rosmarino sono: antibatterici [3], anticiclasici [4, 5], antidiabetici [6], antiinfiammatori e antinocicettivi [7-9], antiossidanti [6-10], antitrombotici [11] [12, 13], miglioramento dei deficit cognitivi [14], antidiuretici [15] ed epatoprotettivi [16, 17]. L’altro maggior utilizzo del rosmarino è nell’industria dei profumi, dove gli oli essenziali sono impiegati quali ingredienti naturali delle fragranze. Gli usi culinari, farmacologici e aromatici del rosmarino sono attribuiti all’ampia gamma dei componenti chimici conosciuti come metaboliti secondari vegetali.  Di questi ultimi, un gruppo è costituito dai composti aromatici di piccole molecole chiamati oli essenziali che svolgono un ruolo fondamentale nella profumazione e nelle proprietà culinarie del rosmarino.  Gli oli essenziali di rosmarino rappresentati principalmente da 1,8-cineole, αlfa-pinene, camphene, αlfa-terpineolo e borneolo [18, 19] sono anche responsabili di vari effetti farmacologici antiossidanti [9] e antimicrobici [3 , 20-26], proprietà note per molti oli essenziali, così come per altri effetti, incluse le attività anticarcinogeniche [27].  L'altro gruppo di metaboliti secondari del rosmarino sono composti polifenolici compresi i flavonoidi (ad esempio: homoplantaginina, cirsimaritina, genkwanina, gallocatechina, nepetrina, esperidina e derivati ​​del luteolino) ed i derivati ​​dell'acido fenolico (ad esempio acido rosmarinico) [28-30].  Di gran lunga il più importante gruppo dei composti rosmarinici, che nel corso degli ultimi anni ha attirato maggiormente l’attenzione è quello della classe dei diterpeni polifenolici.  E proprio ai diterpeni rosmarini è stata data particolare enfasi circa il potenziale terapeutico per la malattia di Alzheimer (AD).  Numerosi studi hanno dimostrato che i sintomi clinici dell'AD sono associati alla perdita dei neuroni colinergici indotti da tossici quali: l’amiloide beta, ai radicali liberi, alle cascate infiammatorie ed ai meccanismi di eccitotossicità.  Una delle maggiori criticità per la patologia AD è riferita alla regione basale del lobo frontale cerebrale, dalla quale originano i neuroni cervicali corticali. Infatti, la perdita di neuroni in questa regione è stata correlata con il grado e la gravità dei sintomi clinici dell’Alzheimer [31]. Ad oggi, la manciata di farmaci disponibili per trattare AD sono gli inibitori dell'acetilcolinesterasi (ACHE) (ad esempio: rivastigmina, galantamina, tacrina e donepezil) e gli antagonisti del recettore N-metil-daspartato (memantina), che hanno qualche beneficio nell’alleviare i sintomi clinici dell’Alzheimer [32].  La cura per l'Alzheimer non è tuttavia ancora oggi disponibile e la ricerca di nuovi farmaci da fonti naturali potrebbe essere considerata una strategia importante per il futuro controllo della malattia. Un gruppo di composti di interesse sono i diterpeni rosmarini, per il loro potenziale terapeutico per l'Alzheimer.  

Il rosmarino possiede attività farmacologiche più efficaci tra le piante medicinali della famiglia Lamiaceae. La sua capacità antiossidante è legata alla presenza di antiossidanti come l’acido carnosico, il carnosolo, il rosmanolo, l’isorosmanolo e l’epirosmanolo [33].  La composizione esatta e la quantità di vari componenti antiossidanti dipendono dall’arbusto, dalla sua varietà [34], dalla crescita vegetale [35], dalle regioni geografiche di crescita [36], dal grado di maturità, dalle condizioni climatiche e dalle variazioni stagionali [37].  del Bano et al. [35] hanno valutato che il più alto tasso di accumulo di antiossidanti nel rosmarino era correlato con le fasi iniziali dello sviluppo della pianta. L'attività antiossidante degli estratti di rosmarino dipende per la grande parte dalla loro composizione fenolica.  Gli antiossidanti vengono generalmente isolati utilizzando vari metodi di estrazione con differenti condizioni e sistemi di solvente, utilizzando solventi lipidici (es. Esano) e solventi acquosi (es. Etanolo, metanolo e acqua) per l'estrazione classica.  Gli estratti antiossidanti da piante medicinali più utilizzati in Europa sono quelli del rosmarino perchè i più efficaci. Possono essere utilizzati come antiossidanti lipidici e chelanti dei metalli e sono in grado di neutralizzare i radicali liberi.

Bibliografia

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  • Emy82

    16 Luglio 2017 - 14:29

    Il dottor Panunzio è una persona molto cara, per la conoscenza che ritrae l'ambito della nutrizione e la conoscenza approfondita dei cibi nelle loro singole qualità e proprietà. Io mi ci trovo benissimo. Da quando ho cambiato nutrizione sono più forte sia a livello fisico che a livello emotivo-psicologico. Ho scoperto che la nutrizione corretta e la vera fonte della guarigione e dei problemi di salute. Un grande saluto al dottor Panunzio ed al suo assistente Gino... Ty

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F. Michele Panunzio

F. Michele Panunzio

La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine. Ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. Amo la prevenzione nutrizionale, fu amore a prima vista. Scelsi di fare il medico-igienista, ma anche di laurearmi in nutrizione umana, connubio perfetto per la mia professione. La collettività e l’individuo, il gruppo ed il singolo, i sani ed i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre. Rispondo alle vostre domande, inviatele a: redazione@ilmattinodifoggia.it

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