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Che fai quando ti ammazza tua figlia? Roberta c'è e chiede giustizia

Ho conosciuto i genitori di Roberta qualche giorno fa a San Severo, con Giuliana Sgrena. Non immaginavo che li avrei incontrati, mi sono sentita disarmata.

Che fai quando ti ammazza tua figlia? Roberta c'è e chiede giustizia

I genitori di Roberta con Giuliana Sgrena

Si costituirà parte civile il Comune di San Severo? La risposta è stata “non mancherà il sostegno”. Iniziamo anche da qui. Ora tocca a noi.

Quando t’ammazza tua figlia che fai? È un quando non un se, quindi è accaduto davvero. Non è un dolore ipotetico, è strazio profondo, è impotenza snervante, è rabbia silenziosa, è giustizia non cavillo di legge quella parola che urli dentro, è pazienza irrequieta, è schiantarsi contro una lapide senza sapere perché, è quel pellegrinaggio quotidiano nei viali dei cipressi, è ascoltare quel “se l’è cercata” che a qualcuno sfugge sempre di bocca perché colpevolizzare viene facile, è stringere mani di chi prova pietà per te che sei sopravvissuto, ma sei comunque morto, è ascoltare all’infinito quell’ultimo WhatsApp vocale che tua figlia ti ha inviato (e no, non sapeva che sarebbe stato l’ultimo, che non avrebbe più chiamato il suo papà). 

Trascorre così le sue giornate il papà di Roberta Perillo, uccisa l’11 luglio a San Severo. Questo è l’aspetto più intimo, quello del dolore privato, poi bisogna avere la forza di cambiar l’abito all’anima e ci sono gli avvocati, le carte, l’attesa per l’autopsia, la dignità. Femminicidio perché di questo si tratta, si è proprio questo, perché l’assassino è andato a casa di Roberta per recuperare qualcosa che aveva lasciato lì, la loro breve relazione era finita, ma lui non lo poteva tollerare, e poi le ha stretto le mani al collo così tanto da avere dolore a quelle mani, così forte da strapparle la vita. 

Ho conosciuto i genitori di Roberta qualche giorno fa a San Severo. Non immaginavo che li avrei incontrati, mi sono sentita disarmata. Ho potuto solo abbracciarli. Roberta, in quel lungo pomeriggio che è sfociato nella sera del foyer del teatro, è stata sempre presente, nelle parole, nell’emozione, in una sedia vuota. Ci si confrontava sulla verità, quel Manifesto per la verità di Giuliana Sgrena, che spesso si nasconde, per comodità, opportunità, che non si cerca e non si fa emergere anche per pigrizia. Ci si interrogava su come “passano” le notizie, sull’attenzione o no dei media nazionali anche perché il femminicidio di Roberta sembra un po' di seconda mano. Se ne è parlato poco, davvero poco se non a livello locale. 

Ecco, per onorare la memoria di Roberta, per restituire a sua madre e suo padre non un corpo esanime ma una parvenza, un’illusione di vita che potrà essere, anche se non si immagina davvero come, serve verità. Quella verità che poi potrà fare giustizia. Sì perché è quella che tutti aspettiamo. E loro sono lì, seduti su quelle sedie, ad ascoltare. Sono presenti perché testimoni vividi della distruzione che scatena la violenza sulle donne e quando ascoltano il nome di Roberta i loro occhi diventano lucidi ed umidi. Ma sono lì per dire noi ci siamo, ci saremo. Fino alla fine perché la fine, in fin dei conti, l’hanno già conosciuta. E il processo è dietro l’angolo, con tutte le sfumature che userà la difesa del reo confesso. Sarà doloroso, molto. 

Intanto, come ha scritto Giuliana Sgrena in un post su FB, “due genitori coraggiosi, con grande dignità, non si trincerano dietro il proprio dolore ma non devono essere lasciati soli”.  Una provocazione. Si costituirà parte civile il Comune di San Severo? La risposta è stata “non mancherà il sostegno”. Iniziamo anche da qui. Ora tocca a noi.

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Daniela Eronia

Daniela Eronia

Di me hanno detto che sono stata una giornalista molto scomoda, poi un'imprenditrice troppo intraprendente. È così: quando una donna si dedica con passione alla città che ama, per renderla migliore, finisce con il creare inquietudini. Per aggiungerne qualcuna in più, torno a scrivere, nel solito mondo. A volte sarà irriverente, altre dissacrante. Sicuramente "controverso". Comunque, se vi fa piacere deciderete voi.

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