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La città che non va

È Foggia, come le vedono e le raccontano i cittadini nel corso di un'indagine svolta, gratuitamente dall'Unione Nazionale Consumatori, sulla qualità dei servizi offerti dalle due aziende partecipate del Comune, la prima al 21,87% -bilancio 2014-, la seconda al 100%.

La città che non va

Cassonetti insufficienti, svuotati con cadenze poco opportune, sporchi, così come è scarsamente pulito nelle loro vicinanze, strade e marciapiedi puliti alla meno peggio, servizio di disinfestazione carente, un si (distinto per quasi sempre, spesso, sempre) alla differenziata, il servizio di raccolta e spazzatura ritenuto buono dal 15% circa e ottimo solo da poco più del 4%, l'inadeguatezza tra il costo della Tarsu ed il servizio ricevuto (tra i si e gli assolutamente si non si raggiunge il 4,5%).

Numero di parchimetri insufficiente, difficili da raggiungere, la segnaletica verticale scarsamente efficace, pochi parcheggi per i disabili e quelli rosa, oltre il 76% dei cittadini che non usa il trasporto pubblico locale, circa l'80% che ritiene che il numero delle cosiddette "circolari" non sia adeguato, la frequenza delle corse ritenuta "buona" solo da meno del 12%, il servizio di trasporto scolastico carente, insufficiente, i mezzi assolutamente non confortevoli ed insicuri, circa il 90% dei cittadini non soddisfatto dal servizio che ritiene inadeguato rispetto al costo del ticket, anche quelli nei pressi degli Ospedali (50 centesimi/ora) che si vorrebbero gratuiti. La giusta osservazione sulla presenza massiccia di parcheggiatori abusivi.

Di che parliamo si è capito. Di Amiu e Ataf, così come le vedono e le raccontano i cittadini nel corso di un'indagine svolta, gratuitamente dall'Unione Nazionale Consumatori, sulla qualità dei servizi offerti dalle due aziende partecipate del Comune, la prima al 21,87% -bilancio 2014-, la seconda al 100%. Alcune considerazioni. Perché non sono le stesse aziende a rilevare la soddisfazione dei clienti? Si, perché i cittadini sono dei veri e propri clienti ed il cliente, si sa...ogni azienda lo sa, deve essere diciamo "coccolato". Il quadro disegnato però, si potrebbe dire, e' sotto gli occhi di tutti ma la novità è che la stessa amministrazione ora non potrà far finta di non sapere. Con delibera di Giunta comunale sono stati fatti propri. 

Acquisiti i dati, però, ora che si fa? Si chiederà  ai propri consiglieri di amministrazione di far valere le ragioni dei cittadini, chiedendone conto, ad esempio, ai direttori? Si chiederà di cambiare marcia o ci si nasconderà, ad esempio, dietro le difficoltà economiche di Ataf e dietro le minoranze di Amiu? Soprattutto i consiglieri d'amministrazione sono stati informati? Un dato è certo. Servizi essenziali per la città, pulizia e trasporti, non sono ritenuti assolutamente all'altezza e, si sa, un'amministrazione viene valutata soprattutto per l'efficacia dei servizi offerti ai cittadini.  Un'indagine sulla qualità, quindi, si è trasformata in un'indagine sulla mancata qualità dell'agire pubblico. Insomma i cittadini sanno bene cosa c'è che non funziona (e vogliamo fermarci qui) e ben distinguono i servizi ricevuti dalle operazioni di marketing politico, dai tanti tagli di nastro di operazioni effimere. Che la città appaia sciatta, disordinata e' sotto gli occhi di tutti. L'Amministrazione ne ha voluto la conferma, anche se non è noto il numero di cittadini contattati ed il periodo in cui la rilevazione e' stata effettuata, con quali modalità, anche in questo caso mostrando una certa superficialità, forse anche una sottovalutazione. Immaginate se i dati fossero stati confortanti! La notizia non sarebbe finita nel calderone dell'albo pretorio. Questo è certo.

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Commenti all'articolo

  • andrea.cardinale48

    26 Aprile 2016 - 07:16

    Il campione è di circa 500 cittadini, la rilevazione risale al periodo antecedente il Natale, i punti di ascolto sono stati gli uffici del comune situati al CEP, a Candelaro, presso la circoscrizione di Via Scillitani e l'Urp do via Gramsci, nonché lo sportello ASL di via Grecia. Prima dell'estate ne faremo una seconda. Unione Nazionale Consumatori

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Daniela Eronia

Daniela Eronia

Di me hanno detto che sono stata una giornalista molto scomoda, poi un'imprenditrice troppo intraprendente. È così: quando una donna si dedica con passione alla città che ama, per renderla migliore, finisce con il creare inquietudini. Per aggiungerne qualcuna in più, torno a scrivere, nel solito mondo. A volte sarà irriverente, altre dissacrante. Sicuramente "controverso". Comunque, se vi fa piacere deciderete voi.

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