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L'editoriale

Che c’azzeccano Draghi, Monteverde, Figliuolo, Lamorgese, Speranza, Potenza, col green pass?

Cosa hanno in comune tra loro le più alte cariche del Governo italiano? Cosa c’entrano con il green pass che ci hanno imposto? Molto, in maniera del tutto contraddittoria.

Che c’azzeccano Draghi, Monteverde, Figliuolo, Lamorgese, Speranza, Potenza, col green pass?

Sei libero di affollare le piazze senza passaporto vaccinale e senza mascherine, che non sono più obbligatorie, ma non di godere, a debita distanza dagli altri e con volto coperto da mascherina, di un evento culturale pubblico.

Cosa hanno in comune tra loro le più alte cariche del Governo italiano? Le loro origini: Draghi in quel di Monteverde, in Irpinia; Figliuolo, Lamorgese e Speranza in quel di Potenza. Cosa c’entrano con il green pass che ci hanno imposto? Molto, in maniera del tutto contraddittoria. Come lor signori ben sanno, le realtà di provincia da cui provengono in questo periodo dell’anno aumentano la popolazione di almeno quattro volte rispetto agli abitanti che normalmente hanno, per il rientro di molti emigrati e, fortunatamente, per un flusso turistico che con la pandemia spinge sempre più alla riscoperta dei borghi tranquilli. Così, soprattutto di sera, i paesi irpini, lucani, molisani e quelli dei Monti dauni, si riempiono, come un uovo, di gente accalcata dallo struscio o dalle comitive vicino ai bar fino alle ore piccole, senza che nessuno si sogni, ovviamente, di chiedere il green pass per fare le vasche lungo le piazze centrali che pullulano di tavolini all’aperto. Però, se vuoi assistere ad un concerto, ad uno spettacolo, a una celebrazione religiosa, sempre all’aperto s’intende, il certificato verde di sana e robusta immunità da Covid devi avercelo, altrimenti puoi restare a casa. Morale della favola: sei libero di affollare le piazze senza passaporto vaccinale e senza mascherine, che non sono più obbligatorie, ma non di godere, a debita distanza dagli altri e con volto coperto da mascherina, di un evento culturale pubblico. Vogliamo parlare dell’obbligo del green pass imposto ai docenti e al personale scolastico, pena la sospensione dal servizio senza retribuzione, quando è evidente che il Covid può essere portato a scuola anche da studenti minori di 12 anni, a cui non è richiesto il vaccino? E che dire del certificato verde nelle mense aziendali e militari preteso agli operai o al personale delle forze dell’ordine che per tutto il giorno si trovano a lavorare, comunque, fianco a fianco su di una catena di montaggio o di pattuglia? Difficile trovare una logica anche per queste contraddizioni che accompagnano le restrizioni decise dal Governo; o, forse, si preferisce non cercarla e tacere da parte di partiti politici e sindacati, come si è taciuto dell’orgia dei festeggiamenti consentita per le vie di Roma e in tutte le piazze italiane per gli Europei di calcio; e come si tace per le adunate di massa permesse negli stadi per il prossimo campionato di calcio. 

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Antonio Blasotta

Antonio Blasotta

Alla passione per la scrittura e la comunicazione ho dedicato il mio tempo, senza mai risparmiarmi. Così, da quando avevo 15 anni, ho scritto per diversi giornali (Puglia, La Gazzetta del Mezzogiorno, il Roma), ho diretto la prima tv di Foggia, Teleradioerre; ed ho finito con il fondare la Casa Editrice "Il Castello", che, oltre ad editare diversi libri, pubblica "Il Mattino di Foggia". Divido la mia vita tra la passione editoriale e quella per la formazione relazionale e direzionale, essendo Master Trainer con licenza USA di PNL.

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