Cerca

A proposito della vista di Gabrielli

Foggia e lo Stato dislocato

Il Capo della Polizia a Foggia si "limita" a passare in rassegna le truppe. Fatta eccezione per la visita all'Arcivescovo, nessun incontro col Prefetto, men che meno con le istituzioni, nessuna urgenza di riunire il Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica

Foggia e lo Stato dislocato

Il Capo della Polizia Gabrielli a Foggia

Di fronte a ben sette notizie di cronaca avvicendatesi tutte in una notte, precedente la vista a Foggia di Gabrielli, non una sola istituzione e/o associazione di categoria ha alzato la voce. In definitiva, il silenzio dell'indignazione che accompagna la percezione di uno Stato dislocato è l'impedimento maggiore a chi cerca di fare esercizio di legalità.

Non è un buon periodo per noi dell'Acquario. Le congiunture astrali, poi, oggi si sono persino indispettite con la straordinaria visita a Foggia del capo nazionale della Polizia, Franco Gabrielli, nato sotto il segno dell'Acquario, appunto, il 13 febbraio di 56 anni fa. Il numero uno delle forze dell'ordine azzurre, già direttore del Sisde, capo della Protezione Civile e prefetto di Roma, non era neppure atterrato al Gino Lisa, alle 9.30, che già la cronaca locale gli presentava il conto di: tre assalti ai bancomat di banche a Torremaggiore, San Paolo Civitate e Orta Nova; un furto con "spaccata" alla centralissima "Ottica del Re" di Foggia; una rapina nel cuore della notte, sempre a Foggia, ad un ragazzo sotto minaccia di coltello; una tentata rapina, ancora a Foggia, ai danni di una prostituta nel centrale Corso Giannone; un assalto sulla Statale 16, tra Orta Nova e Cerignola, ad un tir con tanto di sparatoria. Un bollettino da guerra, insomma, segnato dalle falange malavitose che si sono date coincidentemente appuntamento alla vigilia della vista di Gabrielli a Foggia. Il quale, pur riconoscendo che il nostro è «un territorio estremamente complicato  dove non mancano i problemi sotto il profilo della criminalità organizzata e sotto il profilo della criminalità diffusa», non va al di là della constatazione che il corpo delle nostre forze di polizia «in prospettiva debba vedere aumentare gli organici che purtroppo sono fermi al 1989». Il Capo della Polizia, insomma, a Foggia si "limita" a passare in rassegna le truppe. Fatta eccezione per la visita all'Arcivescovo, nessun incontro col Prefetto, men che meno con le istituzioni territoriali, nessuna urgenza di riunire il Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, per tastare il polso di coloro che quotidianamente si rimboccano le maniche per affrontare i problemi della criminalità. Forse Gabrielli non ne ha bisogno, considerato che, come ha affermato, «La realtà foggiana la conosciamo perché le nostre strutture di polizia sono solite informare il “Centro”». Ma l'immagine di uno Stato che, in tutte le sue espressioni territoriali, si ritrova attorno al numero uno della Polizia, all'indomani di una straordinaria notte di guerriglia criminale, ne avrebbe avuto giovamento e, soprattutto, sarebbe servita a trasmettere un poderoso messaggio rassicurante agli imprenditori e commercianti sotto lo schiaffo della malavita, e all'opinione pubblica che ha maturato una pericolosa assuefazione agli accadimenti criminosi in questa provincia. Riprova ne è il fatto che di fronte a ben sette notizie di cronaca avvicendatesi tutte in una notte, precedente la vista a Foggia del Capo della Polizia, non una sola istituzione e/o associazione di categoria ha alzato la voce. In definitiva, il silenzio dell'indignazione che accompagna la percezione di uno Stato dislocato è l'impedimento maggiore a chi cerca di fare esercizio di legalità. 

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

Antonio Blasotta

Antonio Blasotta

Alla passione per la scrittura e la comunicazione ho dedicato il mio tempo, senza mai risparmiarmi. Così, da quando avevo 15 anni, ho scritto per diversi giornali (Puglia, La Gazzetta del Mezzogiorno, il Roma), ho diretto la prima tv di Foggia, Teleradioerre; ed ho finito con il fondare la Casa Editrice "Il Castello", che, oltre ad editare diversi libri, pubblica "Il Mattino di Foggia". Divido la mia vita tra la passione editoriale e quella per la formazione relazionale e direzionale, essendo Master Trainer con licenza USA di PNL.

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione