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IL PIANETA VEGA

Botti di Capodanno? Inutili, dannosi e sgraditi

Perché festeggiare l'anno nuovo con rumori di guerra? I nostri fratelli animali ne sono spaventati fino a morire, e anche le persone spesso ne restano gravemente ferite. Auspichiamo altro per il 2019: pace, gioia, serenità, con festeggiamenti adeguati a questo augurio.

Botti di Capodanno? Inutili, dannosi e sgraditi

Siamo ormai vicinissimi alla notte di San Silvestro e quindi all'abitudine di far scoppiare i botti, che sono spesso però vere e proprie bombe. Nulla di piacevole a sentirsi, visto che più che salutare l'anno nuovo con gioia, mettono ansia. Dovrebbe sembrare superfluo ripeterlo ma, purtroppo, ogni anno si continua a sparare e a fare vittime. C'è chi si fa male, chi si ferisce anche seriamente; e poi ci sono loro, gli animali, che di questa improvvisa guerra non capiscono nulla; soprattutto se randagi, si trovano in mezzo a questo fuoco incrociato, a queste luci rumorose, a questo frastuono fumoso e cercano di ripararsi come possono. Cani, gatti, ma anche uccellini. Non sono messi molto meglio gli animali domestici, perché sebbene non siano sottoposti ai pericoli dello stare in strada sotto ai bombardamenti, comunque si spaventano - fino a morire! - per il rumore provocato in quei dieci minuti di fracasso. Quante voci si levano ogni anno, che invitano a non usare i botti? Alcuni sindaci li vietano pure, ma poi quasi nessuno rispetta le ordinanze. D'altra parte, chi può venire a verificare chi usa i botti e chi no? 

Sarebbe un'abitudine da perdere. Qualche effetto carino, come bengala, cascate e fontane, fuochi d'artificio da usare in sicurezza e non sotto il balcone di casa, quelli certamente sono una magia per i più piccoli e anche per i grandi. Ma quella sorta di bombe carta rumorose, quelle proprio non hanno senso. Ci abbiamo messo anni per sbarazzarci dell'abitudine di buttare dalla finestra oggetti vecchi (e che oggetti! sanitari, lavatrici e quant'altro), speriamo che la civiltà finalmente raggiunga gli italiani anche per quest'altra insana tradizione. 

Per non parlare dei botti illegali, il cui sequestro impegna le forze dell'ordine per tutto il periodo precedente le feste. E come non ricordare l'inquinamento che producono, sia durante il loro uso, sia dopo? Lo vediamo tutti, tornando a casa la notte di Capodanno oppure la mattina, uscendo: le strade sono un tappeto di botti abbandonati, per fortuna esplosi, anche se bisogna stare attenti perché non tutti potrebbero esserlo. E se la nostra incolumità è messa alla prova, figurarsi quella degli animali che non sanno con che cosa hanno a che fare.

Inoltre l'esplosione di fuochi andrebbe limitata perché libera nell'aria una gran quantità di veleni: bario, potassio, stronzio,  magnesio, alluminio, zolfo, titanio, manganese, rame, cromo, piombo, e relative polveri sottili. Il Wwf ha stimato che ogni anno in Italia muoiono almeno 5.000 animali a causa dei botti di fine anno, per lo più selvatici, in particolare uccelli (non solo passeri o pettirossi, insomma quelli cittadini, ma anche rapaci che perdono l'orientamento). Gli animali che vivono in casa sono portati a scappare (quanti hanno perso il loro amico gatto o cane per questo?), e effetti nocivi li ha anche il loro udito. Avviene anche per i poveri animali da allevamento i quali, già costretti a una vita grama, durante questa notte che dovrebbe essere di festa avvertono i botti in maniera molto più acuta di noi grazie al loro udito sviluppato e sensibile. Quindi anche mucche, conigli e cavalli subiscono le conseguenze dei nostri bagordi esplosivi.

Ma insomma, chi ve lo fa fare di bruciare i soldi dei botti per farli andare letteralmente in fumo? Fate mangiare un senzatetto con quello che dovete spendere, e festeggiate con amore e amicizia, qualche bell'articolo pirotecnico non pericoloso, auspicando per l'anno che verrà pace e gioia per tutti; di rumori di guerra ne sentiamo già abbastanza su questo pianeta.

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Alessia Roberta Scopece

Alessia Roberta Scopece

Artista, scrittrice di saggi e giornalista pubblicista, autrice radio-tv, nonché convinta vegana. Un po' Alex in Monsterland, un po' Lilac Aysel, nasce nel 1982 in un giorno di mezzo inverno. Attualmente vive su un asteroide, anche se ogni tanto si aggira sul pianeta Terra dove vivono famigliari e amici. Ha due lauree (per la terza ci stiamo lavorando), un diploma in fumetto, tanti anni di studio del pianoforte, un'associazione chiamata "LunaCometa" che si occupa della diffusione di stili di vita etici e sostenibili e di vegan lifestyle nonché del sostegno a persone disagiate. Ama gli arcobaleni, gli animali, i viaggi, le persone gentili, le stelle ed è cittadina onoraria di Vega, piccolo pianeta ubicato un po' più in là dell'Isola-che-non-c'è dove tutti sono cruelty-free. Dalla prospettiva delle immensità siderali si è resa conto che il pianeta Terra è il più bello che esista. Per questo motivo vi parlerà di Vega: per imparare che la Terra e quanto contiene meritano tanta cura, tanto rispetto e protezione e tanto amore.

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