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IL PIANETA VEGA

Animali da circo in pensione, e poi?

Del circo senza animali si parla da anni. Forse la legge per vietarlo si fa più vicina grazie a un recente ddl anche se non si parla ancora di come dovrebbe avvenire la graduale transizione.

Animali da circo in pensione, e poi?

Andare al circo è un'esperienza che spesso nel nostro immaginario profuma di infanzia. Ricordo quando mi ci portavano, con la scuola. I compagni che si facevano le foto con i leoncini. Una volta me ne sono fatta una a cavallo di un lama. Poi crescendo la magia del circo scompare perché prendi coscienza di tante cose. Non quella dell'arte circense, quella rimane. I numeri di alcuni artisti lasciano davvero senza fiato e sono arte allo stato puro. Però gli animali...Ecco, vedere gli animali nelle gabbie, o esibirsi in numeri di cui farebbero volentieri a meno, non scalda il cuore. Le tigri e i grandi felini in gabbia, nutriti con pezzi di carne che invece dovrebbero cacciarsi da sé, per cosa? Solo per dimostrare che l'uomo può dominare anche la ferocia della natura? Proprio questo è il punto. Il circo che fa passare questo tipo di idee, perde tutta la sua arte, torna all'epoca dei fenomeni da baraccone, quando oltre agli animali anche gli esseri umani venivano strumentalizzati: la donna baffuta, la donna cannone, l'uomo ipertricotico, l'uomo elefante...E' vero, diventavano spesso agiati, ma è l'idea di fondo che non quadra. Poi l'uomo può scegliere, gli animali no, vengono catturati, messi a fare quello che li si obbliga a fare e se per una volta decidono di difendersi, finiscono pure male. Non dimenticherò mai il video di un elefante che, stanco delle catene alle zampe e delle frustate, si ribella, poi fugge ma i suoi aguzzini lo inseguono e lo uccidono. Gli ho dedicato anche un disegno, l'unico gesto di amore che forse quel povero animale abbia mai ricevuto nella sua vita di prigionia e maltrattamenti. 

Però c'è una buona notizia: anche in Italia, forse, si metterà fine ai circhi con gli animali grazie al DdL 2287 che prevede "la revisione delle disposizioni in tema di attività circensi, specificamente finalizzate alla graduale eliminazione dell’utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse”. In Europa i Paesi che hanno abolito lo sfruttamento di animali da circo sono ben 21, anche se alcuni si sono limitati solo agli animali selvatici. Certo, in un continente in cui continuano a esistere zoo e, peggio ancora, zoo nei quali gli animali in esubero vengono impunemente ammazzati con un colpo sulla fronte e poi sezionati avanti ai bambini, la cosa lascia un po' perplessi...ma meglio di niente. 
Il cammino verso un circo senza animali, comunque, non è ancora concluso, anche se si spera che questo tipo di sfruttamento scompaia al più presto. Anche per i cani: quanto addestramento, duro, è richiesto a questi compagni fedeli?

Il punto di partenza, allora, non è una legge, ma il solito discorso del cambio di mentalità: solo così tante cose potranno essere differenti. 

Cambiare mentalità vuol dire non solo comprendere che gli animali non sono oggetti da utilizzare a proprio piacimento o, in certi casi, a proprio uso e consumo, ma anche valorizzare l'espressività artistica dell'essere umano. Esempi come il Cirque du Soleil sono lampanti: un circo che, pur non essendo animalista (anzi) ha fatto un salto in avanti nella concezione di insolito, non più inteso come "animali che fanno cose che normalmente non farebbero" o "persona con caratteristiche fisiche fuori dall'ordinario". L'insolito si fa arte, sfida, gioco. Vero intrattenimento. Così sì che l'arte assolve a una funzione sociale ed estetica vera. 

Per fortuna, stando a quanto si legge da un recente comunicato della LAV, il 71,4% degli Italiani (fonte: Eurispes) è contrario a vedere animali sotto i tendoni e sulle piste. Speriamo che, fino alla fine, il legislatore ne tenga davvero conto anche se, certo, in un Paese in cui si sta prendendo il vizietto di dimenticarsi del popolo, qualche dubbio potremmo farcelo venire. Una domanda però rimane: dove andranno gli animali, una volta "licenziati" dalle piste?

E ancora: si aspetterà che siano troppo vecchi per esibirsi e messi in qualche zoo? Saranno tolti entro una certa data? Si aspetterà che passino a miglior vita prima di riconvertire tutti gli spettacoli di ciascun circo? Saranno uccisi? Anche questi sono aspetti da non sottovalutare.

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Alessia Roberta Scopece

Alessia Roberta Scopece

Artista, scrittrice di saggi e giornalista pubblicista, autrice radio-tv, nonché convinta vegana. Un po' Alex in Monsterland, un po' Lilac Aysel, nasce nel 1982 in un giorno di mezzo inverno. Attualmente vive su un asteroide, anche se ogni tanto si aggira sul pianeta Terra dove vivono famigliari e amici. Ha due lauree (per la terza ci stiamo lavorando), un diploma in fumetto, tanti anni di studio del pianoforte, un'associazione chiamata "LunaCometa" che si occupa della diffusione di stili di vita etici e sostenibili e di vegan lifestyle nonché del sostegno a persone disagiate. Ama gli arcobaleni, gli animali, i viaggi, le persone gentili, le stelle ed è cittadina onoraria di Vega, piccolo pianeta ubicato un po' più in là dell'Isola-che-non-c'è dove tutti sono cruelty-free. Dalla prospettiva delle immensità siderali si è resa conto che il pianeta Terra è il più bello che esista. Per questo motivo vi parlerà di Vega: per imparare che la Terra e quanto contiene meritano tanta cura, tanto rispetto e protezione e tanto amore.

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