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Ippolito, perché le donne s’innamorano dei misogini?

L’autosabotaggio emotivo inconscio lo ritroviamo già nel mito antico, quello di Fedra ne è un caso

Ippolito, perché le donne s’innamorano dei misogini?

P.N. Guerin, Ippolito rifiuta Fedra

Se è vero che le eroine del mito sono un tantino sfigate perché si innamorano sempre del tizio sbagliato (vedi Didone, Medea, etc), Fedra è la più sfigata. Quando pensiamo a lei, pensiamo ad una matrigna che si innamora del figliastro e questa cosa (diciamolo) non ci piace molto. Sin dall’antichità, dunque, Fedra è stata additata come esempio negativo di donna: colei che non solo desidera l’adulterio ma per giunta anche col figliastro, ovvero il suo non è un semplice “crimen”, bensì un vero e proprio “scelus” (delitto contro natura), poiché – secondo le credenze antiche – andava a produrre la cosiddetta “turbatio sanguinis”, cioè il ‘turbare’, l’‘adulterare’ il sangue (da cui il termine ‘adulterio’), del padre e del figlio, contaminando irrimediabilmente la stirpe. Oltre a ciò, per il suo desiderio libidinoso, Fedra era vista come l’esatto contrario di ciò che dovrebbe essere una perfetta moglie e madre. Ma andiamo a guardare più da vicino il caso-Fedra. Figlia del re di Creta Minosse, viene data in sposa al re di Atene, Teseo, dopo che quest’ultimo aveva sedotto e abbandonato su un’isola deserta la sorella Arianna (quella che lo fece uscire dal labirinto per intenderci). Insomma, questo brav’uomo di Teseo, dopo essersi preso la sorella maggiore e averla abbandonata chissà dove, ora sposa la minore, ma le sue ‘funzioni’ di marito non le mette quasi mai in pratica. Difatti Fedra lamenta il fatto che Teseo stia sempre in giro alla ricerca di nuove imprese col fedele amico Piritoo, troppo ‘fedele’ e troppo ‘amico’ a dire di Fedra, che viene praticamente costretta a fare la vita della vedova in un enorme palazzo, mentre il marito sta con Piritoo. Qui, lei è a stretto contatto con il figliastro Ippolito, di età non molto distante dalla sua. Ippolito è un giovane votato esclusivamente alla caccia, tutto il giorno va in giro per boschi e di donne non ne vuole sentire. Quando Fedra, accecata dal furor amoroso, confessa ad Ippolito la sua passione, questi la disprezza con tale veemenza che, vinta dall’orgoglio e dal desiderio di vendetta, Fedra accusa Ippolito di stupro e poi si suicida, scatenando contro di lui le ire di Teseo stesso; solo alla fine della tragedia l’innocenza di Ippolito, ormai morente, verrà fuori ma sarà troppo tardi. Nonostante apparentemente Ippolito sia la ‘vittima’ della storia, c’è da dire che ancora più vittima di lui è Fedra; la tanto odiata nei secoli eroina in fondo non è altri che una donna sola, ‘schiacciata’ dalla passione e umiliata da un uomo misogino. Eh già, perché a ben guardare tra i tanti uomini che Fedra avrebbe potuto avere Ippolito è quello più sbagliato di tutti, proprio quello che mai e poi mai avrebbe potuto dirle di sì. Quello che Fedra non aveva capito è che non è che Ippolito non se la filava perché era la sua matrigna (certamente gli stava sul cavolo in quanto tale) ma perché lui le donne proprio non le sopportava, non ne voleva sapere, Ippolito era uno votato alla dea Diana, voleva essere ‘casto’, andare per boschi a caccia con gli amici, seguire la sua dea e basta... Questo personaggio secondo alcuni critici è un caso assai complesso, bloccato in una eterna condizione adolescenziale, che gli impone di rifiutare l’amore; proprio come un ragazzino che prova imbarazzo nei confronti dell’eros, Ippolito, pur avendo superato da tempo l’adulescentia, non riesce a diventare vir. Non è un caso che sua madre, morta quando era piccolo, fosse la regina delle Amazzoni e lui conduce uno stile di vita ‘silvestre’, divenendo ‘figlio’ devoto di un’altra madre: Artemide/Diana. Ecco perché tutti gli argumenta utilizzati da Fedra non saranno efficaci per persuaderlo all’amore: tutto ciò che incontra è ribrezzo. Orbene, a me Fedra non è mai stata simpaticissima, ma forse perché non l'avevo capita, ora un po' pena mi fa... Una sfigata in un mondo di Ippoliti. Ma perché vuole proprio Ippolito? Secoli dopo la psicanalisi parlerà di autosabotaggio emotivo inconscio. Cosa voglio dire? In fondo Fedra lo sapeva che Ippolito le avrebbe detto di no, allora perché dirglielo? Perché desiderare proprio lui? Forse che cercava un pretesto per morire? Forse che cercava un pretesto per vendicarsi una buona volta del marito Teseo che tanto male aveva fatto alla sua famiglia d’origine? Non lo sapremo mai… ma forse non sarà che ci innamoriamo degli Ippoliti perché così non dobbiamo cambiare la nostra vita? tanto sappiamo che non ci vorranno mai… ai lettori l’ardua sentenza…

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Alba Subrizio

Alba Subrizio
«E quel giorno che ha potere solo sul mio corpo e su null’altro, ponga pure fine, quando vorrà, alla mia vita. Con la miglior parte di me volerò eterno al di sopra degli astri e il mio nome non si potrà cancellare, fin dove arriva il potere di Roma sui popoli soggiogati, là gli uomini mi leggeranno, e per tutti i secoli vivrò della mia fama…». Così Publio Ovidio Nasone conclude il suo capolavoro “Le Metamorfosi”; sulla scia del grande Sulmonese. E, allora, eccomi qui a raccontarvi di miti, eziologie e pratiche del mondo antico… che fanno bene anche oggi.

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