Cerca

AntichiRitorni

Una figlia ‘partorita’ dal padre: ecco come nacque Atena!

L’unica donna tra gli dèi a possedere peculiarità ‘virili’ come coraggio e possanza, non a caso era la dea della guerra ma anche dell’intelligenza (unendo assieme caratteristiche maschili e femminili)

Una figlia ‘partorita’ dal padre: ecco come nacque Atena!

Atena che diede il nome alla città più importante di tutta la Grecia, dove sorge tutt’oggi l’imponente tempio a lei dedicato, il Partenone. La nascita di Atena (per i Romani Minerva) fu assai particolare.

La scorsa settimana abbiamo parlato di madri ‘divine’, per cui, per par condicio, questa domenica parleremo di padri, padri che partoriscono (avete letto bene!). E chi poteva essere il protagonista di questo mito se non il grande Zeus? L’abbiamo citato tante volte in merito ai suoi adulteri ma poco abbiamo parlato di lui in quanto ‘padre’. Eppure Zeus fu padre di molti figli e figlie, avuti sia da dee che da donne mortali, ma una era la sua prediletta, la figlia più devota e che amava di più, non foss’altro perché era la più saggia e intelligente, perché era una guerriera, perché era nata da lui: Atena. Eh già, Atena che diede il nome alla città più importante di tutta la Grecia, dove sorge tutt’oggi l’imponente tempio a lei dedicato, il Partenone. La nascita di Atena (per i Romani Minerva) fu assai particolare. Si narra infatti che Zeus si fosse invaghito della dea Metis (il cui nome vuol dire “prudenza, senno, consiglio”) e aveva giaciuto con lei, tuttavia un oracolo aveva predetto a Zeus che “i figli nati da Metis sarebbero stati più forti del padre se concepiti in modo naturale”. Il re dell’Olimpo aveva ben vivido il ricordo di suo padre Crono che aveva detronizzato il genitore Urano, e Zeus stesso poi a sua volta detronizzò Crono, per cui temeva che potesse nascere un figlio che ora lo avrebbe sfidato e preso il suo posto. Così, con l’inganno convinse Metis a tramutarsi in una mosca e la ingoiò, ma la dea continuò la sua gestazione all’interno di Zeus. Pertanto – come narra il mitografo Apollodoro - un giorno il dio avvertì un mal di testa tale da non essere sopportabile, gli sembrava che la testa gli scoppiasse, così che chiamò Efesto e gli ordinò di spaccargli la testa con un’ascia; fatto ciò, improvvisamente dalla testa del padre uscì Atena, già adulta, imponente, bellissima, armata di scudo e lancia con tanto di elmo da guerriera. Per un attimo Zeus ne fu atterrito ma subito dopo la dea posò le armi ai piedi del padre, segno della sua sottomissione al genitore. La nascita di Atena era stata piuttosto sui generis ecco perché la profezia non si avverò e Zeus poté continuare a governare incontrastato sugli dèi, per di più avendo ora la figlia al suo fianco, una figlia per la cui nascita aveva sofferto e che pertanto amava ancora di più. Fu così che Pallade Atena divenne la dea della guerra (precisamente della strategia militare) ma anche della saggezza e di altre arti, tra cui spiccava la tessitura. Come Artemide, Atena sarà per i Greci una dea vergine, ma poiché nata dal padre era considerata una ‘virago’, ovvero dotata di bellezza e grazie come una donna era al contempo maestosa e coraggiosa in armi come un uomo.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

Alba Subrizio

Alba Subrizio
«E quel giorno che ha potere solo sul mio corpo e su null’altro, ponga pure fine, quando vorrà, alla mia vita. Con la miglior parte di me volerò eterno al di sopra degli astri e il mio nome non si potrà cancellare, fin dove arriva il potere di Roma sui popoli soggiogati, là gli uomini mi leggeranno, e per tutti i secoli vivrò della mia fama…». Così Publio Ovidio Nasone conclude il suo capolavoro “Le Metamorfosi”; sulla scia del grande Sulmonese. E, allora, eccomi qui a raccontarvi di miti, eziologie e pratiche del mondo antico… che fanno bene anche oggi.

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione