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Il caso di cronaca

Le estorsioni a Foggia viaggiano in video chiamata col figlio del boss

Avrebbero avanzato, a gennaio 2022, una pretesa estorsiva per 2.500 euro nei confronti di un piccolo imprenditore locale, alludendo nella circostanza al fatto che la richiesta di denaro fosse stata effettuata per conto della batteria "Moretti - Lanza - Pellegrino".

Il 16 febbraio scorso, a seguito del mancato versamento della somma di denaro pretesa, 2.500 euro, gli indagati avrebbero esploso diversi colpi d'arma da fuoco contro il box del commerciante. Sul posto i poliziotti recuperarono tre ogive calibro 7.65 e due bossoli.

La Polizia di Stato di Foggia - ha eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto a carico di tre soggetti, gia' noti alle forze dell'ordine, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari sulla base di gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati di tentata estorsione, danneggiamento, detenzione e porto di pistola, tutti aggravati dal metodo mafioso. Due dei tre indagati fermati a Foggia dalla Polizia, Fabio Bernardo e Andrea Carella, nel gennaio scorso - secondo l'accusa - avvicinarono la vittima del tentativo di estorsione dicendole che al telefono "in video chiamata c'era Rocco Moretti, figlio di Pasquale", ritenuto dagli inquirenti al vertice dell'omonimo clan, che voleva parlarle. "Io - ricostruisce la vittima, secondo quanto e' riportato nel decreto di fermo - scostai il telefono e dissi che non lo conoscevo e non volevo parlare con lui. In viva voce sentivo la persona da loro chiamata Rocco Moretti che mi diceva che dovevo cacciare i soldi". Al rifiuto della vittima i due si sarebbero innervositi e si sarebbero allontanati in sella ad uno scooter dicendo alla vittima che "adesso doveva aspettarsi dei dispetti". Il 16 febbraio scorso, a seguito del mancato versamento della somma di denaro pretesa, 2.500 euro, gli indagati avrebbero esploso diversi colpi d'arma da fuoco contro il box del commerciante. Sul posto i poliziotti recuperarono tre ogive calibro 7.65 e due bossoli. L'Ansa riferisce che tra gli indagati fermati dalla polizia a Foggia per un tentativo di estorsione da 2500 euro ai danni di un piccolo commerciante, figura Giuseppe Perdono', il pregiudicato di 34 anni che la notte di capodanno del 2021, esplose in aria, mentre si trovava per strada, alcuni colpi di pistola urlando: "Buon anno a tutta la malavita di Foggia". Le immagini fecero il giro del web e divennero virali. Giuseppe Perdono' e' stato fermato insieme ad Andrea Carella, 26 anni, e Fabio Bernardo, di 31, con le accuse di tentata estorsione, danneggiamento, detenzione e porto di pistola, tutte aggravate dal metodo mafioso. "Devi aggiustare la situazione", avrebbero detto i tre pretendendo la somma di denaro dalla vittima. 

I TRE NON RISPONDONO AL GIUDICE

Si sono avvalsi della facolta' di non rispondere alle domande del gip di Foggia i tre giovani foggiani - Giuseppe Perdono', Fabio Bernardo e Andrea Carella - fermati dalla squadra mobile il 22 marzo scorso per tentata estorsione aggravata dalle finalita' mafiose, danneggiamento e detenzione di armi ai danni di piccolo imprenditore di Foggia al quale avevano chiesto il 'pizzo' di 2500 euro e sparato colpi di pistola contro il suo garage. Secondo Dda e squadra mobile, i tre indagati (Perdono' e Bernardo difesi dall'avvocato Paolo Ferragonio, Carella da Ettore Cenzano) sono ritenuti vicini a Rocco Moretti junior, figlio di Pasquale e nipote di Rocco, 72 anni, storico capo mafia della societa' foggiana al vertice della batteria Moretti-Pellegrino-Lanza. Rocco Moretti jr, di cui i tre fermati avrebbero speso il nome per spaventare la vittima, non e' comunque indagato essendo detenuto da tempo in carcere anche per il blitz antimafia "Decima Azione bis" che tra novembre e dicembre 2020 porto' all'arresto di 44 foggiani.

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