Cerca

Covid

Covid, a Galli manca il modello Speranza e attacca Meloni: "Italia tra i più precisi nel conteggiare i decessi", ma ecco cosa affermava Miozzo ex capo del Cts

"Se si vuol fare politica e propaganda è un conto, ma se si vuol parlare di scienza bisogna essere obiettivi e conoscere i fatti. Quando nel 2020 è esplosa la pandemia in Italia, la situazione era totalmente diversa da quella di altri Paesi che hanno avuto un certo vantaggio di tempo". "Si è agito sulla base di dati che emergevano mano mano" e siamo stati "tra i più precisi nel conteggiare i decessi". Lo dice Massimo Galli, che era direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Ospedale Sacco di Milano proprio mentre la pandemia dilagava in Lombardia. IL professore milanese risponde così alle parole del premier Giorgia Meloni. "Quando ci siamo resi conto di cosa fosse il Sars-Cov-2 - spiega all'ANSA - il virus già circolava nel Nord Italia: eravamo impreparati, non avevamo letti di rianimazione comparabili a quelli presenti negli ospedali tedeschi, i nostri standard erano molto inferiori a quelli di altri paesi europei. E neppure potevamo contare su una sanità territoriale in grado di farvi fronte. La scelta di chiudere tutto è stata dettata da necessità". Si era di fronte "a una pandemia nuova, imprevedibile, senza farmaci. Si navigava a vista e si cercava di prevedere agire sulla base dei dati scientifici che diventavano man mano disponibili. Gli errori semmai, conclude, "sono stati quelli di ridimensionare il problema, di abbassare le misure quando non era opportuno farlo. Se poi si vuole semplificare perché fa comodo, lo si faccia. Ma se è vero che la storia nel breve la fanno i vincitori, nel medio e lungo termine la verità delle cose emerge".

In Italia (Paese occidentale con il peggior numero di decessi in rapporto alla popolazione) proprio in merito ai numeri della pandemia, il dibattito politico e scientifico si è subito scontrato e soffermato sui decessi con Covid e sui decessi per Covid. Nel primo caso si parlava di soggetti anziani o fragili con almeno due patologie pregresse di medio-grave entità. Nel secondo caso di decessi in cui il Covid rappresentava l'unica causa. La conta dei decessi - pertanto - è sempre stata confusionaria e poco aderente alla realtà: la positività al Covid era la condizione prioritaria. Non deve stupire, ad esempio, che negli elenchi dei morti Covid siano finiti in Italia anche numerosi incidenti stradali con positività accertata post mortem. Anche questo sarà certamente oggetto della commissione d'inchiesta Covid, fortemente voluta da FdI, Lega e Italia Viva. Che i numeri italiani fossero i peggiori a livello europeo e non solo è balzato agli occhi anche degli analisti pandemici meno attenti. Perchè? Lo spiegava un anno e mezzo fa il prof. Miozzo (nel video in allegato), il ginecologo esperto di pandemie ed ex capo del Cts a Lucia Annunziata su Rai 3. Sostenitore fin dal primo momento della linea dura e di misure restrittive sempre più rigide, dalla mobilità a chi - senza violare alcuna legge (escluse le categorie con obbligo vaccinale es medici, docenti, forze armate) decideva in piena autonomia e libertà di non aderire alla campagna vaccinale.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

edizione digitale

Sfoglia il giornale

Acquista l'edizione