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La risposta dell'imprenditore alla denuncia del lavoratore

Giannatempo: "Non è vero che ho licenziato Fabio Croce perché malato di sclerosi multipla"

"La società ha cercato in ogni modo di individuare una ricollocazione del dipendente in altre mansioni compatibili, previo riconoscimento allo stesso di un periodo di ferie (circa 3 mesi) notevolmente superiore a quello spettante ex lege e CCNL, ma l’esito della verifica non ha dato esito positivo"

Giannatempo: "Non è vero che ho licenziato Fabio Croce perché malato di sclerosi multipla"

Luigi Giannatempo alla presentazione di una iniziativa di solidarietà della sua azienda

"Mi preme precisare che alcuna discriminazione è stata posta in essere ai danni del lavoratore, per la cui situazione gli ho espresso personalmente un profondo rincrescimento e l’augurio di un superamento di ogni problema di salute, quando l’ho incontrato per comunicargli a voce il contenuto della lettera che avrebbe ricevuto a casa. D’altro canto un imprenditore non può e non deve far lavorare un soggetto peggiorandone le condizioni di salute"

Gentile Direttore,

in riferimento all’articolo pubblicato il giorno 1 u.s sul Vs. quotidiano “Il Mattino di Foggia” dal titolo «Io, licenziato a 39 anni perché malato di sclerosi multipla da Giannatempo proprietario di "Mercati di città"», ai sensi dell’art. 8 Legge 47/1948, io sottoscritto Luigi Giannatempo tengo a precisare, nella mia qualità di amministratore della società La Prima s.r.l., che, quanto da Voi riportato in relazione alla vicenda del dipendente Fabio Croce, non risponde al vero e anzi assume una dimensione diffamatoria. Pertanto si chiede l'immediata smentita della stessa con pari dignità ed evidenza.

Per l'esattezza il dipendente è stato licenziato in quanto dichiarato inabile nello svolgere le sue mansioni.  Ciò è accaduto per una grave e sopravvenuta patologia, non dipendente dal rapporto di lavoro, come attestato dal medico competente e senza che il lavoratore abbia presentato ricorso al competente organismo collegiale ASL. Va anche sottolineato che la società ha cercato in ogni modo di individuare una ricollocazione del dipendente in altre mansioni compatibili, previo riconoscimento allo stesso di un periodo di ferie (circa 3 mesi) notevolmente superiore a quello spettante ex lege e CCNL, ma l’esito della verifica non ha dato esito positivo.

Quanto al verbale di conciliazione, va precisato che esso segue ad una verifica dell’Ispettorato del lavoro, contestata dalla società nelle sedi opportune, alla luce della quale l’azienda in ogni caso ha ritenuto di conciliare con ciascun dipendente (circostanza che il lavoratore omette di riferire) al solo fine di evitare un contrasto giudiziale, riconoscendo individualmente alcune somme ai lavoratori - e quindi anche e non in particolare al Croce - a dimostrazione dell’assenza di qualsivoglia correlazione della transazione con la vicenda personale del lavoratore.

In conclusione mi preme precisare che alcuna discriminazione è stata posta in essere ai danni del lavoratore, per la cui situazione gli ho espresso personalmente un profondo rincrescimento e l’augurio di un superamento di ogni problema di salute, quando l’ho incontrato per comunicargli a voce il contenuto della lettera che avrebbe ricevuto a casa. D’altro canto un imprenditore non può e non deve far lavorare un soggetto peggiorandone le condizioni di salute. Al tempo stesso credo che l’immagine, la professionalità e la serietà dello stesso non possa e non debba essere lesa da fatti non veri raccontati alla stampa e che sui social network diventano carne da macello per i leoni da tastiera pronti alle minacce e alle offese. Soprattutto per chi come me lotta da anni per il territorio in cui vive. 

E' assurdo che una pubblicazione sprovveduta – senza peraltro nessun tipo di verifica con il sottoscritto che aveva il diritto di fornire la sua versione – possa minare l’integrità di un’azienda, mettendo in pericolo i livelli occupazionali odierni che contano circa 250 dipendenti, con altrettante famiglie, nonché mettere sulla gogna mediatica un imprenditore, e prima ancora, un uomo e tutta la sua famiglia (vedi i commenti contenenti anche auguri di morte), tutti i giorni impegnato per il territorio in cui vive e lavora. Senza dimenticare che il sottoscritto da anni è al fianco della ricerca nel combattere malattie rare come attestano le partecipazioni negli ultimi 7 anni alla campagna Telethon. 

Grato per la disponibilità, si attende una celere e integrale pubblicazione della presente.

Con stima 

                                                                                                                       Luigi Giannatempo 

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