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CBD: l’UE ne consente la libera circolazione (e il commercio) al suo interno

Nel novembre 2020, la Corte di Giustizia Europea ha emanato una sentenza che afferma che il cannabidiolo estratto dalla pianta di cannabis non deve essere considerato una droga

BD: l’UE ne consente la libera circolazione (e il commercio) al suo interno

Il CBD era già stato incluso nel catalogo dei novel food dell'UE nel gennaio 2019. Da allora, l'UE ha richiesto alle autorità di sicurezza alimentare test approfonditi e autorizzazioni per i prodotti a base di CBD.

Ebbene sì. Sul finire del 2020 alcuni importanti organi dell’Unione Europea hanno preso delle rivoluzionarie decisioni mettendosi alle spalle il passato proibizionista in tema di CBD. Questi eventi potrebbero avere un enorme impatto sulle normative in materia degli Stati membri, influenzandone la linea politica in direzione di nuove leggi più chiare e meno punitive.

Come noto diversi Paesi europei consentono la vendita di prodotti a base di cannabidiolo, e anche in Italia è permesso acquistare la canapa legale online o nei negozi fisici. Le normative, però, sono spesso poco chiare e lasciano spazio a interpretazioni personali che talvolta possono creare problemi a chi si interessa a questi articoli. Ma tutto questo potrebbe cambiare in meglio ora che l’Unione Europea ha preso una posizione ben precisa in merito. Nel seguente post spiegheremo in cosa consistono queste straordinarie novità.

La Corte di Giustizia Europea afferma che il CBD non è una droga
Nel novembre 2020, la Corte di Giustizia Europea ha emanato una sentenza che afferma che il cannabidiolo estratto dalla pianta di cannabis non deve essere considerato una droga.
La sentenza della Corte europea è scaturita da un processo tenutosi in Francia. Nel 2017, un tribunale francese ha condannato gli amministratori di un’azienda dedita al commercio di cartucce per sigarette elettroniche contenenti CBD. Il cannabidiolo veniva estratto dall’intera pianta della canapa in Repubblica Ceca, e poi importato in Francia, in quanto nel Paese transalpini è consentito estrarlo solo da semi e fibre. Durante le indagini sono state sequestrate grandi quantità di liquido per lo svapo e gli imputati sono stati accusati di traffico internazionale di droga.

Il tribunale di Marsiglia ha inizialmente condannato in primo grado i due amministratori a un anno e mezzo di detenzione. Gli imputati si sono, poi, appellati alla Corte di Aix-en-Provence che ha richiesto il parere della Corte di Giustizia Europea. Quest’ultima ha emanato la sua sentenza il 19 novembre 2020. La Corte si è dichiarata contraria alle misure restrittive imposte dalla Giustizia francese contro l’importazione del CBD per supposti motivi di salute pubblica. In particolare si è sottolineata la violazione del diritto di libera circolazione e commercio all’interno dell’UE di qualunque merce sia stata prodotta legalmente all’interno di uno dei Paesi membri. A questa sentenza ha fatto seguito un comunicato ufficiale della Corte Europea con il quale si attesta che il CBD non va considerato una droga, come peraltro recentemente affermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Anche l’ONU riconosce le proprietà terapeutiche del CBD
Come abbiamo visto l’OMS ha preso posizione nel dibattito intorno al CBD affermando che non possa essere equiparato alle droghe in quanto non possiede effetti psicotropi e non comporta nessun rischio di abuso. In seguito a queste considerazioni, il massimo organo internazionale in materia di salute ha suggerito all’ONU di aggiornare le tabelle della Convenzione Unica sugli stupefacenti stilata nel 1961.

In particolare è stata proposta la cancellazione del cannabidiolo dalla tabella IV che elenca le sostanze stupefacenti a forte rischio di abuso e con scarso valore terapeutico. Si è proposto, invece, l’inserimento del CBD nella tabella I che comprende quei prodotti che possono avere un’utilità in ambito farmaceutico. La decisione finale è stata presa dalla Commission on Narcotics and Drugs, riunitasi ai primi giorni di dicembre del 2020, che, con un risultato di 27 voti favorevoli, 25 contrari e un astensione, ha accettato il suggerimento dell’OMS.

La Commissione Europea ha deciso: il CBD può essere venduto come alimento
Il giorno successivo alla decisione dell’ONU di cui abbiamo parlato nelle righe precedenti la Commissione Europea ha fatto un nuovo annuncio che prosegue nel solco del superamento del proibizionismo verso il CBD.

Nel luglio del 2019 l’organo esecutivo europeo aveva comunicato una valutazione preliminare sul cannabidiolo rispetto alla quale questa sostanza era etichettata come stupefacente. Questa considerazione è stata totalmente rivista nel dicembre del 2020, quando il portavoce della Commissione per la salute pubblica e la sicurezza alimentare, Stefan de Keersmaecker, Ha annunciato:«Abbiamo preso in considerazione la recente decisione della Corte di giustizia europea, e su questa base, la Commissione ha rivisto la sua valutazione preliminare e ha concluso che il cannabidiolo non deve essere considerato una droga ai sensi delle convenzioni delle Nazioni Unite... Questo significa che il cannabidiolo può effettivamente essere qualificato come alimento».

Il CBD era già stato incluso nel catalogo dei novel food dell'UE nel gennaio 2019. Da allora, l'UE ha richiesto alle autorità di sicurezza alimentare test approfonditi e autorizzazioni per i prodotti a base di CBD. A luglio, ha smesso di esaminare le domande di autorizzazione in seguito alla dichiarazione accusatoria nei confronti del cannabidiolo di cui abbiamo parlato poc’anzi. Visti gli ultimi sviluppi, però, non ci sono più dubbi: il CBD non ha proprietà stupefacenti e può essere commercializzato come alimento.

In conclusione
Abbiamo illustrato gli ultimi straordinari sviluppi nella linea politica dell’UE e dell’ONU in tema di CBD. Entrambi gli organismi internazionali ammettono che il cannabidiolo non è uno stupefacente e sembrano riconoscerne il possibile utilizzo sia in campo farmaceutico che alimentare. Se pensiamo che solo un anno prima la Commissione Europea aveva dichiarato che il CBD va considerato una droga, l’unica cosa davvero stupefacente è il cambiamento di rotta che sembra direzionato a una graduale liberalizzazione della circolazione e dell’utilizzo del cannabidiolo.

Queste novità potrebbero avere un effetto molto positivo nei confronti delle migliori aziende nel settore della canapa light, come il noto Justbob.it, con conseguenze più che positive sull’economia di un Paese come l’Italia che in questo momento ha bisogno più che mai di una rinascita.

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