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Terremoto politico nel Carroccio nostrano

A Foggia la Lega si squaglia: 2 consiglieri comunali abbandonano, un terzo si autosospende per protesta contro il partito

«Abbiamo battuto la città in ogni angolo per chiedere fiducia ai nostri concittadini, superando enormi difficoltà dettate da logore visioni della politica ancora oggi indossate da altrettanto logori personaggi che cavalcano la politica per mestiere»

A Foggia la Lega si squaglia: 2 consiglieri comunali abbandonano, un terzo si autosospende per protesta contro il partito

Fiore, Iadarola e Di Fondo

Massimiliano Di Fonso e Liliana Iadarola lasciano il Carroccio e si dichiarano indipendenti, Alfonso Fiore si prende una pausa di riflessione. La decisione traumatica in seguito alle imposizioni degli assessori da parte del partito, «non concordate con i consiglieri comunali». «Puoi prendere pure settemila voti, alla fine la logica che guida la Lega è quella del "Papeete beach": comanda Ursitti, amico di Casanova, plenipotenziario di Salvini. A questa mancanza di rispetto del consenso popolare noi non ci stiamo e ci auguriamo che dall'alto qualcuno intervenga per recuperare credibilità alla Lega», dice Massimiliano Di Fonso, il più suffragato dei candidati consiglieri leghisti in Puglia alle elezioni comunali appena trascorse.

I consiglieri comunali avevano proposto di nominare assessori il primo dei non eletti uomo (cioè Paolo La Torre, che di fatti in giunta ci è entrato) e la prima dei non eletti donna (cioè Maria Morelli), invece dal partito (cioè Ursitti) è arrivata l'imposizione di Raffaele Vacca, mentre sul terzo nominativo ancora non espresso viene avanzata una sorta di prelazione dal parte del presidente del consiglio uscente, segretario cittadino della Lega, Luigi Miranda che spinge per la sorella. 

“I recenti sviluppi che hanno spinto il Partito della Lega ad indicare due assessori in seno alla Giunta Comunale di Foggia in aperto contrasto con la ricerca ancora in atto di una volontà condivisa, costituisce un grave atto di prevaricazione che da un lato vorrebbe minare la coesione della compagine consiliare, dall’altro offende e mortifica quanti hanno concorso, con il proprio consenso popolare, a far registrare il successo elettorale della Lega,in buona parte determinante per la stessa vittoria del candidato sindaco del centrodestra al Comune di Foggia”, recita una nota diffusa dei consiglieri "dissidenti". “ Questa volontà - spiegano - costruita senza alcun metodo politico, manifestata con chiari intenti che nulla hanno a che vedere con in principi del rinnovamento invocato da Salvini, ha tratto ispirazione da personaggi approdati alla Lega sulla scia di ambizioni personali non supportate dal consenso popolare e che vedono in Raimondo Ursitti il suo maggiore, instancabile protagonista. Abbiamo battuto la Città di Foggia in ogni angolo per chiedere fiducia ai nostri concittadini, superando enormi difficoltà dettate da logore visioni della politica ancora oggi indossate da altrettanto logori personaggi che cavalcano la politica per mestiere, giocando a tutto campo per restare al centro del sistema di potere che pesa ancora su una Città che, invece, chiede a gran voce il rinnovamento della sua classe dirigente. Adesso, con questa forzatura calata dall’alto, il cui rischio era stato già ampiamente denunciato, il partito ci costringe a rompere in maniera netta, visto che il dialogo democratico interno risulta compromesso, essendo inefficace anche la denuncia di una situazione insopportabile, contraria ad ogni logica perché ispirata da chi vede solo nel proprio tornaconto il cardine del proprio impegno. Dunque una strada dolorosa ma doverosa quella che siamo costretti a scegliere per il rispetto che dobbiamo mantenere intatto verso il popolo che ci ha affidato un voto e che ora altri credono di schiacciare con i classici giochi in auge nella prima repubblica in cui sono stati eccellenti protagonisti. Una condizione che certo non penalizza noi, ma la Lega e i simboli del suo rinnovamento al magnesio. Speravamo che almeno il sindaco Landella, che è il primo consigliere dell’Assise cittadina, comprendesse quanto fosse più importante l’unità della maggioranza dell’Aula rispetto alle liturgie portate avanti da avventurieri della politica dalla quale intendiamo marcare una distanza netta, senza si è senza ma. Assumeremo quindi, già dalla prossima seduta consiliare, una funzione politica indipendente, nella speranza che almeno questo atto aiuti a riportare la politica del nuovo a sconfiggere la politica del vecchio, di cui purtroppo alcuni non riescono ad intuire i danni che ne scaturiranno”.

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