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Verso il voto universitario

Elezioni UniFg, Limone: «Se sarò rettore, una città a misura di studente»

«Credo ci siano gli spazi e le possibilità, insieme al Comune di Foggia, di ragionare su fondi comunitari dedicati a questo genere di cose, finanziamenti a progetto con cui migliorare le condizioni di vita e l’utilizzo della città da parte degli studenti»

L'università giovane di Pierpaolo Limone: moderna, concreta, con servizi eccellenti e ricerca internazionale

Pierpaolo Limone, candidato Rettore UniFg

«Se eletto proporrò al Comune di Foggia di lavorare insieme alla realizzazione di zone student friendly, quartieri con strutture e postazioni che possano agevolare la vita dei ragazzi che frequentano i nostri dipartimenti», dice il direttore del Dipartimento di Studi umanistici. Si vota il prossimo 2 luglio

Su scala più vasta l’idea è assimilabile a quella del Policlinico di Foggia e risale all’ex direttore generale Tommaso Moretti, ovvero chiudere un’intera zona e destinarla alla sua vocazione socio-economica. «Un’idea prima fortemente osteggiata proprio dagli universitari di medicina – ricordava sempre Moretti, nelle sue uscite pubbliche – ma poi divenuta il loro cavallo di battaglia,oggetto di ampia discussione, finalmente argomento di dibattito. E’ sempre un bene quando si torna sui propri passi». Pierpaolo Limone, candidato rettore dell’Università di Foggia, nella sua visionesmart di città a forma di ateneo (e viceversa) sembrerebbe favorire una visione vocazionale del territorio, segnatamente della città. Colorando le zone a seconda dei dipartimenti che ospitano, strutturandole in modo da rendere la città student friendly come nelle Capitali europee. Una dichiarazione di intenti che Limone – 44 anni, attuale direttore del dipartimento di Studi umanistici dell’Università di Foggia – ha chiarito anche durante le interviste concesse poco prima dell’inizio del confronto pubblico con l’altro candidato Lorenzo Lo Muzio, avvenuto lo scorso 20 giugno nell’aula magna del dipartimento di Giurisprudenza. «Se eletto proporrò al Comune di Foggia di lavorare insieme, di comune accordo, alla realizzazione di zone student friendly, quartieri con strutture,postazioni snelle e altro che possano agevolare la vita dei ragazzi che frequentano i dipartimenti – ha dichiarato Limone –. Credo ci siano gli spazi e le possibilità, insieme al Comune di Foggia, di ragionare su fondi comunitari dedicati a questo genere di cose, finanziamenti a progetto con cui migliorare le condizioni di vita e l’utilizzo della città da parte degli studenti. Non escludo nemmeno il ricorso a finanziamenti privati, da parti di stakeholder e sponsor che vogliono contribuire a migliorare la città come sta succedendo un po’ ovunque. Ecco perché è molto importante condividere col Comune di Foggia un piano di colorazione socio-economica della città, dalla zona umanistica di via Arpi a quella scientifica di via Napoli, alla zona economico-legale di via Caggese e largo Papa Giovanni Paolo II. Noi dobbiamo migliorare i servizi, rendere la città più a misura di studente, ascoltare le loro difficoltà nell’accedere ai mezzi pubblici e nell’attraversare strade senza segnaletica, dobbiamo occuparci delle condizioni di vita di questi ragazzi e cercare di tracciare una nuova città che sia a loro misura. La nostra idea di cura e attenzione al territorio, in questo quadro di riferimento simbolico e conoscitivo, incorpora e sviluppa i nuovi paradigmi di rete democratica della conoscenza, di produzione di patrimoni culturali condivisi, di comunità solidale, di corresponsabilità. La nostra è l’idea di un’università diffusa capace di intercettare i bisogni della città e del territorio ampio entro cui è inserita, che travalica i confini regionali per contribuire a una progressiva rigenerazione del tessuto culturale, sociale e imprenditoriale».

Colpisce in particolare l’idea di tracciare (sebbene idealmente) zone universitarie all’interno della città, una specie di cittadella universitaria diffusa che contribuirebbe alla crescita della città reale e che ne esalterebbe le caratteristiche. «Penso a quello che fanno ormai dappertutto – aggiungeLimone –. Cioè al coinvolgimento di via Arpi in un concetto flessibile della città, giacché ospita due sedi dell’università oltre al conservatorio musicale: esposizioni, manifestazioni, eventi, vita vissuta lunga l’arteria più importante della città. Ma penso anche al ruolo scientifico che avrà il distretto agrario, sanitario e salutistico di Napoli, soprattutto la chiusura al traffico dell’ingresso alla cittadella universitaria. Infine a quello che si potrebbe fare con il grande polo economico-giurisprudenziale del centro, creando sinergie e contaminazioni con gli uffici e i distretti più importanti della città. Penso insomma che l’Università di Foggia debba ritrovare la propria anima all’interno di un’anima più grande e diffusa della città, collaborando a stretto contatto con il Comune di Foggia e tutte le istituzioni locali».

 

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