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Appuntamento alle ore 21.15, in piazza Municipio

"Giove a Pompei" spiegato a Castell'Arquato: città di Illica, il suo librettista

Luigi Illica (1857-1919), poeta e librettista di Giacomo Puccini e Pietro Mascagni e, per una volta, di Umberto Giordano. Ogni anno lo ricorda con uno speciale Festival. Domani sera vi partecipa anche Giovanni Cipriani, per spiegare l'operata di Giordano

"Giove a Pompei" spiegato a Castell'Arquato: città Illica, il suo librettista

Prof. Giovanni Cipriani, Prorettore Università di Foggia

Bella ed inevitabile concordanza d'interessi culturali. Il borgo di Castell’Arquato, in provincia di Piacenza, che celebra - dal 27 luglio al 6 agosto - il festival internazionale dedicato al suo concittadino Luigi Illica, grande librettista e poeta; la recente riscoperta dell'operetta "Giove a Pompei" - musicata dal compositore foggiano Umberto Giordano e Alberto Franchetti, su libretto appunto di quell'Illica, oggi ricordato, ed Ettore Romagnoli; le numerosissime rappresentazioni allestite con successo in occasione del 150esimo anniversario della nascita di Giordano: sono i principali fattori che hanno imposto all'attenzione degli organizzatori della prestigiosa manifestazione festivaliera l'operetta di Umberto Giordano, che tanto è piaciuta ed ha convinto in questi mesi di rappresentazioni. Di qui l'invito all’Università di Foggia a chiudere la rassegna dedicata al librettista di “Giove a Pompei”. Invito prontamente accettato, che condurrà il prossimo 30 luglio, in terra di Romagna, il prof. Giovanni Cipriani, ordinario di Letteratura Latina presso il Dipartimento di Studi umanistici, Lettere, Beni culturali e Scienze della Formazione dell’Università di Foggia. "Io vengo chiamato dal Festival Illica - come ha spiegato lo stesso Cipriani - per i due saggi, realizzati in tempi diversi, sull’operetta, saggi che portano alla luce proprio una nutrita quantità di problematiche e di dettagli, che erano rimasti dietro le quinte della scena, circostanze che invece sono molto importanti e che lasciano aperti tanti interrogativi, a cominciare dalle ragioni che hanno condannato al silenzio un’opera del genere per tanti anni". leggi tutto

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