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Il caso di cronaca

Strage di mafia a San Marco in Lamis, «Caterino fu il basista dei killer»

I giudici della Corte d'Assise hanno riconosciuto Caterino, alias Giuann popo', come l'uomo che pedinò l'auto di Romito fino al punto in cui avvenne l'agguato. Secondo l'accusa, l'imputato agì come basista per favorire il clan dei montanari. 

Strage a San Marco in Lamis: triplice omicidio

Il maggiolino nero sul luogo della strage dove sono stati trovati altri cadaveri

La Corte d'Assise di Foggia, il 30 novembre 2020, ha condannato all'ergastolo Giovanni Caterino, imputato nel processo scaturito dall'inchiesta sulla mattanza mafiosa avvenuta il 9 agosto 2017, nei pressi della vecchia stazione ferroviaria di San Marco in Lamis, ritenendolo il basista dei tre killer incappucciati che uccisero quattro persone: Mario Luciano Romito, ritenuto a capo di un gruppo mafioso, il cognato Matteo De Palma che era alla guida dell'auto, e due contadini che si trovavano sulla strada per andare al lavoro, i fratelli Aurelio e Luigi Luciani.

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