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La storia

Piero Pelù e Gianna Fratta, amore finito tra il rocker fiorentino e la grande direttrice d'orchestra foggiana

"Abbiamo passato anni molto belli insieme ma ora le nostre strade si sono separate. La vita continua con un bellissimo bagaglio umano da preservare col massimo rispetto reciproco", annuncia Pelù sui suoi canali social

Piero Pelù e Gianna Fratta, la separazione ufficiale: tra privacy, musica e una lezione di stile pubblico

Il matrimonio nel settembre del 2019

La coppia si era sposata nel settembre 2019, in Palazzo Vecchio a Firenze: un’unione che incrociava mondi diversi e complementari, il rock di un frontman iconico e la bacchetta di una direttrice d’orchestra affermata. Oggi la storia “è definitivamente, legalmente e rispettosamente finita”

È possibile raccontare una separazione senza scadere nel gossip, rispettando la complessità di due vite pubbliche? L’annuncio di Piero Pelù — che a 60 anni, “rocker foggiano d’adozione” che fa la spesa al Rosati, resta figura cardine del rock italiano — offre una risposta semplice e insieme ambiziosa: dire il necessario, nient’altro. Con una storia pubblicata sui suoi canali social, il “Diablo” ha ufficializzato la fine del matrimonio con Gianna Fratta, direttrice d’orchestra originaria di Foggia, sposata nel settembre 2019. Una conferma attesa, sì, perché “la notizia era risaputa da tempo”; ma anche un gesto di chiarezza e cura del linguaggio in un’epoca in cui le frasi si sbriciolano in indiscrezioni.

# UN ANNUNCIO IN PRIMA PERSONA: NIENTE GOSSIP, SOLO FATTI
“Ciao a chiunque sia interessato a cose mie personali, scrivo queste poche righe perché non sopporto il gossip e le voci di corridoio o di cortile riguardo alla vita di altre persone, quindi figuratevi quando questo accade a me.” Così ha esordito Pelù, sottraendosi al frastuono e riportando la narrazione sul terreno dei fatti: “Per evitare quindi che notizie false e/o tendenziose possano girare sconsideratamente sul mio conto vi informo che la storia tra me e Gianna è definitivamente, legalmente e rispettosamente finita. Abbiamo passato anni molto belli insieme ma ora le nostre strade si sono separate.” Non un colpo di scena, dunque, ma un atto di responsabilità pubblica che restituisce diritto di parola ai diretti interessati.

# DAL MATRIMONIO DEL SETTEMBRE 2019 ALLA SEPARAZIONE LEGALE
Erano convolati a nozze nel settembre 2019: un’unione che incrociava mondi diversi e complementari, il rock di un frontman iconico e la bacchetta di una direttrice d’orchestra affermata. Oggi la storia “è definitivamente, legalmente e rispettosamente finita”: tre avverbi che, messi in fila, disegnano un perimetro nitido. Niente recriminazioni, niente sottintesi. Solo la consapevolezza di aver condiviso “anni molto belli” e la scelta di separarsi preservando “un bellissimo bagaglio umano”. In un dibattito pubblico spesso dominato da iperboli e risentimenti, la misura delle parole vale quanto una presa di posizione.

# PELÙ, 60 ANNI TRA PALCO E QUOTIDIANO: FOGGIA NEL CUORE, LA TOSCANA NELLA VOCE
Il cantante toscano, numero uno dei Litfiba e figura che ha attraversato quattro decenni di musica italiana, si racconta da anni in equilibrio tra l’energia del palco e la semplicità del quotidiano. L’immagine del “rocker foggiano d’adozione che fa la spesa al Rosati” non è folklore: è la metafora di un radicamento affettivo che supera i confini anagrafici. A sessant’anni, il suo profilo pubblico tiene insieme militanza artistica e normalità: la musica come strumento identitario, la vita privata come spazio da proteggere. È questo doppio registro — potenza scenica e sobrietà domestica — a rendere credibile la richiesta che oggi accompagna il suo annuncio.

## LA PAROLA COME ARGINE: “RISPETTO RECIPROCO” E IL RIFIUTO DELL’INTERFERENZA
“Non ammetterò quindi nessuna interferenza esterna su questa storia personalissima”, scrive Pelù. Una frase che suona come invito e avvertimento. Invito alla misura, alla sospensione del giudizio; avvertimento a chi scambia la curiosità per diritto d’accesso. Qui la grammatica dell’annuncio ha un peso specifico: il rispetto come criterio guida, l’intimità come bene comune, non come bottino di cronaca. In un ecosistema mediatico che trasforma spesso il privato in spettacolo, rivendicare confini chiari non è solo legittimo: è salutare.

# GIANNA FRATTA, LA DIRETTRICE D’ORCHESTRA TRA CARISMA E RISERVATEZZA
Originaria di Foggia, Gianna Fratta ha costruito una carriera che parla il linguaggio dell’autorevolezza: la bacchetta, i teatri, il lavoro silenzioso che precede ogni concerto. Della sua voce, in questa vicenda, non si registrano dichiarazioni: un silenzio che non è vuoto, ma scelta di misura. E che risuona in consonanza con il registro adottato da Pelù, dove la dignità degli affetti conta più della narrazione spettacolare. Anche per questo la richiesta di non trasformare una vicenda personale in canovaccio per storie “di cortile” suona tanto più pertinente.

# PRIVACY NELL’ERA DEI SOCIAL: UNA PROVA DI MATURITÀ COLLETTIVA
Si può parlare di una separazione senza alimentare la macchina delle allusioni? La domanda, nel 2026 come nel 2019, resta un test di maturità per i media e per il pubblico. La scelta di Pelù di prendersi la parola — non per aggiungere pathos, ma per togliere rumore — ricorda che la trasparenza non coincide con l’esibizione, e che la comunicazione diretta può essere uno strumento di tutela. In questo, la sua “nota ai naviganti” è quasi un controcanto all’epoca delle dirette infinite: poche righe, contenute, che non chiedono empatia gratuita ma esigono attenzione, come avviene quando una ballata si spegne in un pianissimo e l’ascoltatore resta in ascolto.

## IL CONTESTO SOCIALE EVOCATO: “GUERRE E VIOLENZA SENZA PRECEDENTI”
C’è un passaggio cruciale nell’annuncio: “In un’epoca di guerre e violenza senza precedenti credo che dobbiamo solo volerci bene e lottare tutti uniti per la pace, il resto è solo distrazione di massa.” Non una parentesi morale, ma una cornice. Accostare il perimetro del privato all’urgenza del pubblico significa ribaltare la gerarchia delle priorità: i sentimenti come risorsa da non dissipare, l’attenzione come bene finito da indirizzare verso ciò che conta. È un messaggio politico nel senso più largo: la cultura — e la musica — come antidoto alla frammentazione, la convivenza civile come forma alta di armonia.

# IL VALORE DI UN LASCITO: UN “BAGAGLIO UMANO” CHE NON VA SPRECATO
La metafora del “bagaglio umano” è la chiave di volta del testo di Pelù. Che cosa si porta via, chi chiude una storia? Non trofei né rancori, ma esperienza: gli anni “molto belli”, le lezioni reciproche, la cura. È un modo di guardare oltre che non cancella il passato, lo sedimenta. E che chiede al pubblico di fare lo stesso: lasciare sedimentare, non scavare. In musica, potremmo dire, è l’arte del silenzio giusto tra due note: quello che permette alla melodia di respirare.

# TRA LITFIBA E VITA VISSUTA: L’IMMAGINE DI UN ARTISTA INTERO
Pelù resta “il numero uno dei Litfiba”, l’icona che ha attraversato stagioni, città, linguaggi. Ma è anche l’uomo che saluta “tutte e tutti” con una gratitudine laica e immediata, e che non ha paura di riconoscere limiti e confini. Questo annuncio non aggiorna solo una voce biografica: racconta un modo di stare nello spazio pubblico. Una postura che non abdica al dialogo con i fan, agli impegni, al palco; e che rivendica, con la stessa forza, il diritto a una zona franca. In altre parole: la coerenza di un artista intero, che non confonde il rumore con l’energia, né la curiosità con la partecipazione.

## FOGGIA SULLO SFONDO: UN’ADOZIONE AFFETTIVA CHE RESTA
La traccia foggiana — l’adozione affettiva, la spesa al Rosati, gli affetti che hanno legato Pelù al territorio — non si esaurisce in un dettaglio di costume. È il segno di una prossimità concreta, quella che rende un artista riconoscibile anche fuori dal recinto del palco. In giornate come questa, in cui si aspettano titoli squillanti, quelle immagini di vita ordinaria tornano a galla come contrappeso: ricordano che esistono biografie intrecciate ai luoghi, prima che ai like.

# UNA RICHIESTA CHIARA AL PUBBLICO: ASCOLTARE, NON INVADERE
Che cosa resta, dopo l’annuncio? Un perimetro definito: il rispetto reciproco tra Piero Pelù e Gianna Fratta; la richiesta esplicita di evitare “interferenze esterne”; un orizzonte valoriale che mette al centro pace e convivenza civile. A chi segue la musica — e a chi la racconta — spetta il compito meno appariscente e più impegnativo: continuare ad ascoltare senza travalicare. Perché non tutto ciò che è dicibile è anche raccontabile; e perché la forza di certe storie sta, a volte, nella loro compostezza.

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