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In Basilicata cresce la raccolta differenziata di carta e cartone e la provincia di Potenza traina la regione

Nel 2020 sono state raccolte e avviate a riciclo 27.898 tonnellate di carta e cartone, con un aumento di 1.743 tonnellate (+6,7%) rispetto all’anno precedente. È quanto rileva il 26° Rapporto annuale sulla raccolta differenziata e riciclo di carta e cartone in Italia curato da Comieco. A livello provinciale, i dati dimostrano che, con 19.477 tonnellate (+6,41% rispetto al 2019) e una media pro-capite di 51,9 kg/ab, è la provincia di Potenza a trainare la raccolta nella regione

In Basilicata cresce la raccolta differenziata di carta e cartone e la provincia di Potenza traina la regione

In Basilicata nel 2020 sono state raccolte e avviate a riciclo 27.898 tonnellate di carta e cartone, con un aumento di 1.743 tonnellate (+6,7%) rispetto all’anno precedente. È quanto rileva il 26° Rapporto annuale sulla raccolta differenziata e riciclo di carta e cartone in Italia curato da Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica. «Nel 2020, la raccolta differenziata di carta e cartone cresce in tutto il Sud Italia e, in particolare, la Basilicata mette a segno il terzo miglior incremento a livello nazionale: un risultato non da poco se si considerano le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria e la conseguente riduzione della produzione dei rifiuti», – commenta Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco. «Dal punto di vista della raccolta pro-capite, ogni lucano ha raccolto 48,4 kg di carta e cartone, media in aumento rispetto al 2019 (+3 kg/ab) ma ancora distante da quella nazionale, pari a 57,2 kg/ab». Nel 2020 in Basilicata Comieco ha gestito direttamente 18.317 tonnellate – 1.980 in più rispetto al 2019 -, equivalenti al 65,7% della raccolta differenziata di carta e cartone, riconoscendo ai Comuni in convenzione oltre 1,17 milioni di euro. L’aumento del gestito di Comieco e, di conseguenza, dei corrispettivi economici riconosciuti ai Comuni lucani, è conseguenza del ritorno in convenzione di diversi Comuni i quali, a causa della pandemia e delle fluttuazioni del mercato dei maceri, hanno scelto di affidarsi alla garanzia di ritiro del Consorzio.

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