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Il caso

Sacerdote vuole curarsi e lascia la parrocchia, la Diocesi di Tursi-Lagonegro lo scomunica per «scisma»

La vicenda è stata ricostruita oggi dalla Gazzetta del Mezzogiorno. Don Domenico Martino sulle colonne del Mattino non aveva risparmiato critiche alla Chiesa cattolica e a Papa Francesco

Sacerdote vuole curarsi e lascia la parrocchia, la Diocesi di Tursi-Lagonegro lo scomunica per «scisma»

don Domenico Martino

Don Domenico Martino, il sacerdote che ha scritto più di qualche articolo sul Mattino, senza risparmiare critiche alla Chiesa cattolica e al papa Francesco, ora è accusato di scisma e di eresia. E per questo scomunicato. «Sembra una storia d'altri tempi», ha scritto oggi sull'edizione lucana della Gazzetta del Mezzogiorno Massimo Brancati, «ma è accaduta in questi giorni in Basilicata, a Senise». Don Domenico si è visto recapitare un decreto di scomunica firmato dal vescovo di Tursi-Lagonegro, monsignore Vincenzo Carmine Orofino. «La vicenda», ha sottolineato Brancati, «sembra ricalcare il caso di don Enrico Bernasconi, censurato lo scorso anno per aver detto che l'unico pontefice legittimo, e tuttora regnante, è Benedetto XVI». Ma qual è la considerata terribile azione commessa da don Domenico? «È accusato di aver abbandonato la sua parrocchia a Senise, di aver dichiarato pubblicamente l'intenzione di voler lasciare il sacerdozio e la Chiesa cattolica e di aver partecipato attivamente alle attività liturgiche e pastorali nell'ambito della cosiddetta Ecclesia Catholica Romana Antiqua – Diocesi di San Pio da Pietralcina, chiesa considerata scismatica dal Vaticano. Don Domenico aveva già comunicato sui social, lo scorso 13 maggio, che si chiamava fuori dalla Chiesa cattolica perché alle prese con problemi di salute e con la necessità di riorganizzare la sua vita. E invece di trovare comprensione, in una Diocesi che ha accolto anche qualche pecorella smarrita tra i sacerdoti che in passato sono finiti in uno scandalo che aveva come epicentro il Vallo di Diano, don Domenico si è beccato una scomunica. Di quelle sonore, che non si vedevano dai tempi di Marcel Lefebvre. Ovviamente don Domenico ha ingaggiato una battaglia legale a suon di carte bollate. Mentre la Diocesi di Lagonegro oggi è rimasta in silenzio.

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