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Donne lucane

Una strada di Matera porterà il nome di Vincenza Castria, protagonista lucana delle lotte contadine dagli anni Cinquanta

Riferimento per donne e lavoratori, denunciò le condizioni di arretratezza del Sud

Una strada di Matera porterà il nome di Vincenza Castria, protagonista lucana delle lotte contadine dagli anni Cinquanta

Una nuova strada in contrada San Francesco, a Matera, porterà il nome di Vincenza Castria, che ebbe un ruolo da protagonista nelle lotte contadine che interessarono la provincia lucana dagli anni Cinquanta del secolo scorso. Lo ha annunciato lo scorso 28 ottobre il sindaco di Matera Bennardi.
Non capita troppo spesso di imbattersi nella città dei Sassi (e non solo) in piazze o vie intitolate alle donne. La toponomastica raramente rende giustizia e onore alle figure femminili. Questa è una delle ragioni che hanno portato l’amministrazione comunale di Matera ad accogliere la proposta avanzata nei mesi scorsi dalla Libera Università delle Donne di Potenza di intitolare una strada a Vincenza Castria. Il suo impegno è stato incisivo per il corso della storia della Basilicata, delle donne, dei lavoratori e delle lavoratrici del Meridione. Nel dicembre del 1949 la donna è stata protagonista in prima linea delle lotte contadine, diventando, così, la portavoce di un’istanza di giustizia e di emancipazione per i lavoratori e le lavoratrici del Sud Italia, sollevando la questione dell’arretratezza della provincia del materano. La sua determinazione le ha consentito di rappresentare un punto di riferimento a livello locale e nazionale, fortemente motivata dagli ideali di uguaglianza e anche dal suo vissuto personale. Vincenza Castria in prima persona aveva vissuto le sofferenze e il dolore: era rimasta vedova del marito, il bracciante rivoluzionario Giuseppe Novello, ferito a morte proprio durante le manifestazioni contro l’occupazione delle terre del 1949. Nonostante il tragico evento, Castria ha continuato la sua battaglia per un mondo più giusto ed equo. Il suo fervore l’ha condotta a ruoli di vertice e a confrontarsi con esponenti del mondo del lavoro e delle istituzioni come Giuseppe Di Vittorio, Nilde Iotti, Teresa Noce.
Intitolare una strada a una donna come Vincenza Castria assume valore simbolico ed educativo: far conoscere una storia, non solo per coltivare la memoria, ma per portarla all’attenzione della comunità. Non è la prima volta che succede: anche Montescaglioso, la città dove nel 1922 nacque Vincenza Castria, le ha intitolato una piazza.
L’eredità di Castria oggi, a ventidue anni dalla sua morte, è stata raccolta da associazioni che si dedicano alla causa dell’equità sociale con una particolare attenzione alle donne e non solo, da tutti coloro che abbiano voglia di conoscere della storia della Basilicata, riconoscendo il ruolo di chi ha combattuto battaglie indispensabili per la dignità e per la tutela dei diritti. Le iniziative promosse da Vincenza Castria fino agli anni Novanta per denunciare le situazioni di svantaggio delle donne e dei lavoratori sono sentite e attuali ed è necessario che oggi come allora siano tradotte in azioni per un cambiamento che coinvolga la società e la cultura. Ed è in questo contesto che l’annuncio dell’intitolazione della strada a Vincenza Castria fornisce spunti di riflessione su due temi particolarmente attuali: donne e lavoro. Proprio lo scorso 26 ottobre è stato approvato anche in Senato il disegno di legge riguardante la parità salariale per contrastare il gender pay gap (la disparità salariale tra uomini e donne) e negli ultimi mesi le notizie riguardanti le morti sul lavoro si sono succedute in maniera preoccupante portando la sicurezza dei lavoratori nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica.

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