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Aziende premiate

Concorso nazionale Ercole Olivario: due oli lucani in finale

Il tecnico alimentare Anna D’Andrea: «Aurum è un olio preziosissimo»

Concorso nazionale Ercole Olivario: due oli lucani in finale

Anna D’Andrea

Sono due le aziende lucane, tra le 98 finaliste, della ventottesima edizione del premio nazionale “Ercole Olivario”, organizzato dall’Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura in collaborazione con la Camera di commercio di Perugia, attivo dal 1993, mosso dalla volontà di valorizzazione e premiazione delle eccellenze olearie. L’olivo, pianta che da millenni colora le campagne del Paese, fu simbolo di forza e purificazione nella mitologia e nella religione e l’olio, l’oro giallo che non manca mai in tavola, protagonista di modi di dire tutti italiani “gettare olio sul fuoco” o “andare liscio come l’olio”. Essenziale il suo contributo in termini economici, sono circa un milione le imprese olivicole sul territorio nazionale e oltre 250 milioni le piante coltivate. Quali le proposte lucane selezionate da Ercole Olivario? La prima è “Vultùre DOP” di Frantoiani del Vulture, progetto nato dalla collaborazione tra i produttori e gli operatori della zona del Vulture, nel nord-est della Basilicata. Le cultivar di quest’olio sono Ogliarola del Vulture, Nocellara, Coratina e Cima di Melfi. Il Frantoio Oleario Fratelli Pace di Pietragalla, invece, approda in finale con l’olio extravergine “Aurum Denocciolato Biologico”. A illustrarci dettagli e punti di forza di questo olio il tecnico alimentare Anna D’Andrea, direttore commerciale e marketing: «È un olio particolare, denocciolato. La denocciolatura prevede l’asportazione del nocciolo prima della lavorazione della polpa delle olive. L’estrazione dell’olio dalla sola polpa conferisce un prodotto con caratteristiche nutrizionali, salutistiche ed organolettiche completamente differenti rispetto ad un olio franto con il nocciolo. Quanto sto dicendo è frutto di uno studio, sviluppato tra il 2004 e il 2005, dal nostro frantoio con diverse università: l’Università della Basilicata, l’Università di Napoli Federico ll e l’Università di Firenze. Ognuna ha dato un contributo differente. L’olio presentato al concorso, realizzato attraverso questa particolare tecnica, è ottenuto da una monocultivar, la Coratina, assolutamente biologica. Ha un nome molto significativo, Aurum, è preziosissimo. Sull’ etichetta si legge un contenuto di polifenoli pari a 641 mg/kg, un valore di antiossidanti presenti in un prodotto naturale, senza che ve ne sia aggiunta, davvero molto alto. Un olio franto con il nocciolo, in genere, ha un terzo di polifenoli all’interno».
“Aurum” è già in commercio?
«Si. Lo si può acquistare sul nostro sito, oppure attraverso il teleselling, chiamando al nostro numero verde».

Consigli d’uso. Quale olio scegliere per le diverse preparazioni?
«Le rispondo in qualità di tecnico alimentare. Il consumatore dovrebbe preferire solo e sempre l’olio extravergine di oliva per tutti gli usi in cucina e ricercarne l’assoluta qualità. Nel mondo degli extravergini ci sono tanti prodotti seri e altri meno, che fanno parte di una categoria che io soprannomino oliacci, purtroppo acquistabili sul mercato. Le persone dovrebbero approcciarsi ad un uso tecnico del prodotto in alcune preparazioni, come quella del sugo. Non dovremmo soffriggere la cipolla come tutti i grandi chef insegnano, ma versare il nostro bell’olio a crudo per preservarne caratteristiche e peculiarità».

Una curiosità. Il catalogo del Frantoio affianca, alla vendita di oli, una gamma di altri prodotti, qual è la loro storia?
«I prodotti visibili in catalogo sono realizzati da altre aziende e conservati nei nostri oli. Il tonno, ad esempio, proviene da una tonnara siciliana. Ogni nostro contratto con i fornitori include una richiesta imprescindibile, ovvero che le ricette siano nostre, saremo noi a stabilire, ad esempio, la quantità di sale o se deve essere inserito o meno dell’aglio. Nostre le ricette e nostri gli oli».

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