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Editoria, lo stato di salute/1

Il presidente del Corecom lucano chiede un intervento concreto per dare ossigeno agli operatori della comunicazione locale: «Ci sarà un crollo degli investimenti, è necessario attivarsi subito»

Marra: «Un lavoro encomiabile fatto in prima linea, cerchiamo di non depauperare queste maestranze che danno così tanto all’informazione»

Il presidente del Corecom lucano chiede un intervento concreto per dare ossigeno agli operatori della comunicazione locale: «Ci sarà un crollo degli investimenti, è necessario attivarsi subito»

Presidente del Corecom Antonio Donato Marra

L’ultima settimana di febbraio è stata un po’ uno spartiacque per la stampa lucana, la Lombardia iniziava ad entrare a piccoli passi nella fase di lockdown, scatenando il primo grande esodo dal Nord. Le ordinanze di quarantena, la chiusura totale agli inizi di marzo, i primi casi in Val d’Agri, l’estensione del contagio, il racconto quotidiano dell’isolamento lucano sempre in prima linea. Come stanno affrontando l’emergenza i media locali? Come sono stati travolti logisticamente e finanziariamente gli editori lucani? Il Mattino ha contattato il presidente del Corecom, Comitato regionale per le comunicazioni, Antonio Donato Marra che qualche giorno fa ha lanciato un appello alle istituzioni locali per salvaguardare l’encomiabile lavoro delle testate locali e degli operatori della comunicazione.

A suo parere come si sta comportando la stampa locale nel racconto quotidiano dell'emergenza?

«Ho inteso fare quel comunicato, per fare un plauso all’editoria locale. Sta affrontando in maniera egregia questo momento, rischiando in prima persona sul campo per tenerci aggiornati con notizie certe sia sul fronte dell’evoluzione sanitaria e sia sul fronte dei comportamenti da adottare. Il disegno di legge “Cura Italia”, non ha tenuto in debita considerazione le emittenti e la carta stampata, per quanto concerne i finanziamenti che ha erogato per tutte le categorie. Mi auguro che questo decreto possa essere modificato, probabilmente ci sarà il riconoscimento di un credito d’imposta nella misura del 50 per cento per i canoni di locazione dei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno per i locali in fitto. È un primo passo, ma bisogna fare di più. Inoltre si è pensato di ampliare dal 20 al 30 per cento della forbice delle trasmissioni di televendite per portare ossigeno agli imprenditori. Ci sarà un crollo degli investimenti sulla carta stampata, è necessario attivarsi subito».

L'editoria è un settore in crisi ma che nonostante tutto le testate lucane proseguono col loro lavoro. Quali sono le richieste del Corecom? Come aiutare concretamente la stampa lucana?

«Questo crollo degli investimenti porterà un blocco delle piccole testate, vi faccio un esempio. Ieri ho visto sul canale di una emittente locale lo spot di un noto negozio di abbigliamento potentino, chiuso per il momento. Nei prossimi giorni sicuramente il negozio ritirerà la pubblicità, questo è un primo danno economico per quella emittente. La richiesta del Corecom è un appello rivolto alle istituzioni regionali e nazionali. Il coordinamento nazionale in sinergia con le associazioni dei consumatori ha fatto richiesta a tutte le compagnie telefoniche di far accedere tutti i cittadini al cosiddetto traffico extra-soglia, quindi non verrà applicato il pagamento di giga ulteriori. Chiederemo allo stato e alle istituzioni di mettere dei soldi a disposizione per l’editoria e per le emittenti, così come si fa per la cassa integrazione in deroga, per le partite iva. Un provvedimento ad hoc da inserire nei prossimi decreti deve essere dedicato all’informazione locale che fornisce un servizio importantissimo. La gente è affezionata ai propri giornali ed emittenti, grazie ad essi può carpire i numeri del contagio nella propria zona».

Come presidente del Corecom Lucano, valuta l'importanza della presenza di esperti nella gestione della crisi ed in particolare della gestione delle informazioni anche dagli organi istituzionali? Come sta comunicando la nostra Regione?

«Devo essere sincero, è una critica personale che faccio, la comunicazione istituzionale balbetta un po’. Le informazioni disallineate disorientano gli addetti ai lavori e il popolo che legge. C’è un po’ di confusione, questa è la verità».

Bisogna quindi migliorare la gestione delle informazioni?

«Ci vuole una task force che allinei l’informazione politica e sanitaria, bisogna farlo al meglio. L’informazione della carta stampata locale la trovo molto puntuale, con poche défaillance a livello di fake news che vengono prontamente “smontate”. Non è un momento facile, tutte le testate lucane hanno problemi e tutte stanno lavorando egregiamente. Cerchiamo di non depauperare queste maestranze che danno così tanto all’informazione».

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