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Libri: una storia ambientata nei primi del '900 nella Caserma Lucana

Betulla spoglia: presentato a Potenza il nuovo romanzo di Mimmo Mancusi

Un militare e una bella ragazza potentina sono i protagonisti di una tormentata e tragica storia d'amore. Finale con colpo di scena

Betulla spoglia: presentato a Potenza il nuovo romanzo di Mimmo Mancusi

Mimmo Mancusi e Mimmo Sammartino

Sala Lacava del Museo provinciale gremita per l'ultimo lavoro dello scrittore, accompagnato nella presentazione dalla voce di Isabella Urbano e dalle musiche eseguite da Nicola Iannielli. Sono intervenuti Patrizia Del Puente e Mimmo Sammartino

POTENZA - Una donna senza vita è tra le braccia dell'uomo che l'ha uccisa. Indossa un vestito da sposa, perché chi l'ha strangolata ha scelto l'abito dei sogni e della felicità tra i tanti altri indumenti che hanno segnato invece  le tappe di un matrimonio fallito. Quell'abito da sposa riportava i suoi ricordi al tempo dell'amore. Le parole che Domenico Mimmo Mancusi ha impresso sulla carta vibrano nella sala Lacava del Museo provinciale di Potenza grazie alla voce di Isabella Urbano, accompagnata dalle delicate musiche al pianoforte di Nicola Iannielli. Ore 18.00. Sala gremita per la presentazione di Betulla spoglia, il nuovo romanzo di Mimmo Mancusi, funzionario del Comune con la passione per la scrittura (è responsabile della Biblioteca comunale per l'infanzia, dove da molti anni tiene un fortunatissimo laboratorio di scrittura narrativa per i ragazzi delle scuole medie e dei licei). La Potenza degli inizi del '900 fa da cornice alla storia. E la musica classica ne è la colonna sonora, mentre i quattro capitoli sono scanditi dalla foritura delle betulle, così presenti nella villa di Santa Maria. Lì la Caserma Lucana si erge imponente nel rione. Da una finestra un soldato bresciano, Aurelio Riondino, corteggia Nuzzella, orfana e bella che abita nel palazzo accanto alla villa di Santa Maria con gli zii. L'ambientazione per un potentino è molto suggestiva e quei luoghi sono poco mutati, al punto che attraversando quella strada si immagina che Nuzzella e Aurelio si stiano ancora guardando dalle rispettive finestre. Lui, Aurelio, è un poliedrico artista (suona e dipinge) costretto a trasferirsi nella Caserma Lucana solo per assecondare le manie di grandezza del suo futuro suocero, il quale vuole che la figlia sposi un capitano. Aurelio scriverà due lettere soltanto a Clotilde, la sua promessa sposa, con la quale sognava di girare l'Europa e con la quale crede di condividere la passione per la musica e la letteratura (lei suona il violino e ha un romanzo in cantiere), ma che man mano viene vista dal protagonista per quella che  realmente è: una donna priva di qualsiasi vera passione e di qualsiasi talento. Aurelio realizza anche che lei non lo ha mai amato, poiché non si è opposta al desiderio del padre di far vivere ad Aurelio una sorta di confino, a tanti chilometri di distanza e in una città che all'inizio proprio non gli piace. Inoltre Aurelio viene privato della sua passione per la musica e ne soffre al punto di disegnare i tasti di un pianoforte e, mentre suona quelle note mute, immaginare il suono delle sue composizioni preferite. Scopriamo che in realtà lui aveva cominciato a suonare per il fratello Andrea, il quale è ammalato e morirà nel corso della storia. Proprio la morte del fratello sarà l'occasione per Aurelio di ritornare dalla madre e dalla sorella che sente distanti da lui, che invece, dopo avere incontrato Nuzzella inizia a nutrire dei dubbi sul futuro matrimonio con Clotilde e a deisderare soltanto di sposare la povera contandina che ai suoi occhi è una Venere meravigliosa. Dopo varie vicissitudini Aurelio riuscirà a sposare Nuzzella, la quale inizia una metamorfosi a tratti fatidiosa: rinnega le proprie origini e disprezza il modo di vivere che aveva prima di sposare il ricco Aurelio. Ma il vero cambiamento avviene quando scopre di non potere avere figli. E teme di non valere più nulla agli occhi di Aurelio («se una donna non può avere figli non vale niente»). Tuttavia la sua disperazione si rivela breve e inizia a voler essere riconosciuta dalla società. Comincia a indebitarsi, a scegliere gli abiti più costosi, i profumi più costosi, a circondarsi di amicizie vane e si allontana sempre più da Aurelio, che per vederla felice, invece, fa qualsiasi cosa (ad esempio accontenta il desiderio di Nuzzella di avere una casa in via Pretoria, pur avendone trovata una in campagna, più economica e più grande, oppure le compra un cane di razza nonostante lei possedesse già Nero, un cane affezionato ad Aurelio e che avevano portato nella nuova casa). Aurelio man mano inizia a esasperarsi, si autoconvince , o forse realizza che Nuzzella non lo ama, ma gli basta amarla e sapere che è sua moglie. Tuttavia il crollo emotivo avverrà nel momento in cui scopre che Nuzzella lo tradisce con il suo precedente promesso sposo. Allora, come un Otello inferocito, le toglie la vita. Tutta la storia è raccontata da Aurelio ed è filtrata dalla sua visione dei fatti. Non trapela alcun pentimento per il gesto estremo, ma una nuova consapevolezza di se stesso. questa lettura del finale aprirebbe uno spiraglio di luce nel buoi di questa triste vicenda. Tuttavia un'altra lettura potrebbe invece vertere sulla totale alienazione da se stesso del personaggio, che ha commesso l'uxoricidio con fredda lucidità e, quasi come un folle, non sembra aver più quell'anima sensibile dell'artista, che si meravigliava per un tramonto. Quale è stato lo spunto per questa storia? La risposta dell'autore è stata duplice: «Il primo motivo è stato scrivere qualcosa che mio padre, quell'uomo seduto in prima fila, potesse comprendere. Mio padre è stato il primo lettore delle bozze e mi ha dato consigli. Prima avevo il desiderio di affermarmi come scrittore, ma alla soglia dei 60 anni, quando io e mio padre ci siamo scambiato i ruoli, ho capito che il mio vero obiettivo era che lui capisse profondamente quello che faccio. Ed è a lui che è dedicato il romanzo». Lo spunto pratico, invece, è nato nell'autore dalla lettura della novella Se... di Pirandello, di cui ricalca l'intreccio narrativo essenziale: un soldato costretto a scendere al Sud si innamora di una donna che lo tradisce con il suo precedente compagno. Ma il romanzo di Mancusi è tanto altro, come ha messo in luce la chiara e dotta relazione della professoressa Patrizia Del Puente, che ha trovato invece la chiave di lettura essenziale per la comprensione del romanzo nel tradimento dell'umanità: tutti all'interno del romanzo lo subiscono o ne sono protagonisti.

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