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Parte in Basilicata il test della riserva ovarica, Latronico: “Un’opportunità concreta per le donne lucane”

Parte in Basilicata il test della riserva ovarica, Latronico: “Un’opportunità concreta per le donne lucane”

Cosimo Latronico

Un intervento concreto di prevenzione, informazione e tutela della salute riproduttiva femminile. Con un nuovo provvedimento, la Regione Basilicata introduce lo screening regionale di fertilità attraverso il test della riserva ovarica, rivolto alle donne residenti in Basilicata di età compresa tra i 25 e i 30 anni. A darne notizia, l’assessore alla Salute, politiche per la persona e PNRR, Cosimo Latronico: “L’obiettivo è offrire alle donne lucane uno strumento concreto per conoscere in modo più consapevole la propria condizione di fertilità, intervenendo in una fase della vita in cui l’informazione può incidere in modo significativo sulle scelte future. Non si tratta solo di un esame, ma di un’opportunità di prevenzione e orientamento”. Lo screening si rivolge alla popolazione femminile residente nella fascia di età tra i 25 e i 30 anni. L’esame previsto è il dosaggio dell’ormone Anti-Mülleriano (AMH), indicato come test di riserva ovarica e sarà effettuato nelle strutture sanitarie regionali. La prestazione sarà gratuita, su prescrizione medica. “Garantire l’accesso gratuito a questo tipo di esame – prosegue Latronico – significa rimuovere ostacoli e rendere effettivo il diritto alla prevenzione. È un segnale di attenzione verso le donne e, più in generale, verso la qualità della vita delle persone”. In concreto, le donne interessate potranno accedere a un esame utile per valutare la propria riserva ovarica, cioè un indicatore importante nell’ambito della fertilità. L’iniziativa punta a favorire una maggiore consapevolezza su questi temi e a consentire una valutazione precoce della salute riproduttiva. Il provvedimento si inserisce in una strategia più ampia di sostegno alla genitorialità e di contrasto al calo demografico, rafforzando al tempo stesso l’offerta di prevenzione del sistema sanitario regionale. “Parlare di fertilità in modo chiaro e accessibile – aggiunge l’assessore – è anche una scelta di civiltà. Significa accompagnare le persone con strumenti concreti, senza lasciare che informazioni così rilevanti restino affidate al caso o alla sola iniziativa individuale”. In caso di necessità di ulteriori valutazioni, sarà possibile accedere ai percorsi specialistici presso il Centro regionale di Procreazione Medicalmente Assistita dell’Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza. La misura è sostenuta con risorse regionali dedicate, a conferma della volontà di investire in prevenzione e servizi innovativi per la salute.

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