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Nostalgia canaglia

Nostalgia canaglia

Chissà il povero Giovanni Donzelli cosa avrà pensato all’ennesimo pasticcio arrivato dal girone dantesco della Basilicata. Proprio sul terreno delicatissimo della “giustizia giusta”, quello che dovrebbe essere il vessillo morale e politico di una battaglia referendaria, si è infilato a gamba tesa il fantasma più ingombrante: il vecchio e caro clientelismo. Protagonista dell’uscita spericolata è il deputato di Fratelli d’Italia Aldo Mattia: ciociaro di nascita, formazione Coldirettiana ed eletto in Basilicata. Durante un incontro pubblico sulle ragioni del sì al referendum sulla riforma della giustizia, a Genzano di Lucania, nel tentativo di dare la spinta finale, il parlamentare - sfogliando il vecchio prontuario del consenso - si è lasciato andare a considerazioni che sembrano uscite direttamente dall’archivio storico della Prima Repubblica. Un po’ come presentarsi ad un convegno sulla mobilità sostenibile guidando una Fiat 131 Mirafiori con la marmitta bucata: il messaggio rischia di perdersi tra i fumi. Perché il punto non è soltanto la gaffe, la battuta mal calibrata o la metafora scappata di mano. Il punto è il cortocircuito politico. Basta poco: un palco, una platea amica, qualche sorriso complice e la nostalgia prende il sopravvento. Ed ecco che, mentre si discute di separazione delle carriere come simbolo di imparzialità, a qualcuno viene in mente di convincere gli elettori usando esattamente i metodi che l’hanno resa 'sospetta' per decenni. La politica, si sa, vive anche di iperboli e così mentre il premier Giorgia Meloni si muove con il bilancino del farmacista tra complessi dossier internazionali, equilibri europei e delicate partite di governo, cercando di non sbagliare una mossa, c’è sempre qualcuno nei piani più bassi del Palazzo che riesce a complicare le cose con sorprendente naturalezza.

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