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07.03.2026 - 16:50
La presenza femminile nelle amministrazioni comunali italiane resta ancora lontana dalla parità. Su 125.910 amministratori locali attualmente in carica, le donne sono 44.402, pari al 35,3% del totale, mentre gli uomini sono 81.508 (64,7%). La percentuale scende al 15% per quanto riguarda i sindaci. È quanto emerge da un'elaborazione di Centro Studi Enti Locali su dati del Ministero dell'Interno aggiornati al 3 febbraio 2026. Nonostante negli ultimi anni siano state introdotte diverse norme per favorire l'equilibrio di genere nella politica locale — dalla doppia preferenza di genere nelle elezioni comunali agli obblighi sulla composizione delle giunte — le donne continuano a rappresentare poco più di un terzo della classe politica municipale. Il divario più forte nel Mezzogiorno Le differenze territoriali restano marcate e il divario di genere risulta più accentuato in diverse regioni del Sud. Il Molise è la regione con la presenza femminile più bassa: 515 amministratrici su 1.851 incarichi complessivi, pari al 28%. In altre parole, su quattro amministratori locali in carica, tre sono uomini. Quote inferiori al 31% si registrano anche in altre regioni meridionali. In Campania le donne sono 2.545 su 8.560 amministratori (30%), mentre in Calabria si fermano al 31% (1.757 su 5.744). Valori analoghi si registrano anche in Abruzzo (31%) e Basilicata (32%). La presenza femminile risulta invece più elevata nelle amministrazioni comunali del Centro-Nord. Il valore più alto si registra in Friuli-Venezia Giulia, dove le donne sono 1.545 su 3.756 amministratori, pari al 41% del totale. Supera la soglia del 40% anche l'Emilia-Romagna, con 2.420 amministratrici su 6.028 incarichi (40%). Seguono Toscana (39,5%), Valle d'Aosta (39%) e Veneto (38%).
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