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Giustizia e democrazia, Pepe richiama al rispetto nel dibattito sul referendum

“Voteranno per il sì indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Le dichiarazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri non potevano non infiammare un dibattito sempre più acceso in vista dell’appuntamento referendario

Giustizia e democrazia, Pepe richiama al rispetto nel dibattito sul referendum

Pasquale Pepe (archivio)

La riforma della giustizia entra nel vivo del confronto politico e istituzionale e, nelle ultime ore, ad alimentare il dibattito sono state le dichiarazioni del procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri sul referendum legato al percorso di riforma della giustizia. Parole che hanno suscitato reazioni immediate anche in Basilicata. Tra queste, quella del vicepresidente della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, che in un post pubblico ha espresso forte disappunto per i toni utilizzati dal magistrato. “Quello che sai, ma che non ti aspetti di sentire”, esordisce Pepe. “Le dichiarazioni di Nicola Gratteri sul referendum per la riforma della giustizia sono di una gravità e di una durezza che lasciano sconcertati. Le ho lette e rilette: un magistrato non dovrebbe mai esprimersi in termini che rischiano di discriminare o attaccare chi la pensa diversamente”. Secondo il vicepresidente, il punto non è la legittimità di un’opinione personale, ma il peso istituzionale di chi la esprime. “Avere un’opinione è legittimo, ed è giusto che ciascuno la esprima, ma il ruolo e la responsabilità istituzionale impongono misura, equilibrio e rispetto”, sottolinea. Pepe - esponente della Lega - richiama quindi i principi fondamentali del confronto democratico, ribadendo che il dibattito su una riforma così delicata debba mantenersi entro i confini del rispetto reciproco e della correttezza istituzionale. “È l’ennesima dimostrazione che libertà e democrazia devono prevalere sempre, nella comunità nazionale e in ogni angolo dello Stato, a partire proprio da quello in cui si trova, si spera imparziale, la dea bendata della giustizia”, conclude.

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