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I nodi della politica

Pesante segnale da Roma per Quarto sul mini-vitalizio

Pesante segnale da Roma per Quarto sul mini-vitalizio

È una sconfessione in piena regola. Sul tema del mini-vitalizio regionale (così è stata ribattezzata dalla stampa l'azione legislativa contestata dopo un servizio delle Iene), Piergiorgio Quarto deve essere intervenuto a livello personale e non come coordinatore regionale del partito di Giorgia Meloni. Perché da Roma è arrivata una voce pesante, quella del responsabile organizzativo nazionale di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli. Il messaggio, raccolto l'altro giorno da Cronache lucane, è chiaro, persino brutale: la linea del partito non è quella di Quarto. E quando il partito ti corregge così, non è un chiarimento. Quarto si è trovato improvvisamente senza copertura politica. La sua posizione sul vitalizio viene disinnescata dall’alto, neutralizzata, resa irrilevante. Ridotta a opinione personale. Nel linguaggio dei partiti questo è un punto di non ritorno. Perché un segretario regionale vive di una sola cosa: l'autorevolezza interna. Quando viene meno, la funzione politica evapora. Il segnale che è arrivato è piuttosto rumoroso.

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