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Ponticello di via Grippo a Potenza chiuso da oltre 10 giorni, crescono i disagi nel Rione Lucania

Ponticello di via Grippo a Potenza chiuso da oltre 10 giorni, crescono i disagi nel Rione Lucania

A più di dieci giorni dalla chiusura del ponticello di via Grippo, nel Rione Lucania, i disagi per residenti, pedoni, automobilisti e attività commerciali restano evidenti e quotidiani. Una situazione che sta progressivamente trasformando un provvedimento necessario in un problema di gestione politica e amministrativa. La sicurezza viene prima di tutto e nessuno mette in discussione la decisione di interdire il transito dopo il distacco di elementi strutturali, soprattutto considerando la natura storica dell’opera, risalente ai primi del ’900, e il vincolo dei Beni culturali che impone procedure e autorizzazioni specifiche. Proprio per questo, però, secondo il centrodestra, non è più accettabile assistere a una gestione fatta di comunicati, rinvii e rimpalli di responsabilità. A denunciare per primo la situazione, già due giorni fa, era stato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia e coordinatore cittadino del partito, Alessandro Galella. «Lo scorso 9 gennaio è stato chiuso al transito veicolare e pedonale il ponte di via Grippo per motivi di sicurezza legati al rischio di caduta dei conci in pietra della chiave di volta della struttura che sovrasta la ferrovia. Un provvedimento inevitabile – aveva dichiarato – ma che mette in luce la totale assenza di programmazione e le responsabilità dell’Amministrazione comunale». Galella aveva ricordato come si tratti di un’opera sottoposta a vincolo, «un pezzo di storia ferroviaria», sottolineando però l’assenza di misure preventive e di un piano per la mobilità alternativa. «Da giorni residenti, pendolari e operatori economici vivono disagi quotidiani, con percorsi improvvisati, traffico congestionato e rischi per l’ordinaria vita urbana. La domanda è semplice: che si fa?», aveva incalzato, chiedendo soluzioni strutturali per il ponte e temporanee per la viabilità. «Ogni giorno di ritardo è un danno alla mobilità e all’economia locale. Il sindaco Telesca e l’assessore Giuzio hanno il dovere di fornire risposte immediate e non limitarsi a comunicati generici». Sulla stessa linea intervengono ora i consiglieri comunali di centrodestra, che in una nota parlano apertamente di una gestione inadeguata dell’emergenza. «Se l’emergenza è reale, deve essere reale anche la capacità di governo – affermano –. Un quartiere non può restare tagliato fuori mentre si moltiplicano tavoli tecnici e interlocuzioni che non producono una decisione immediata». Secondo l’opposizione, il vincolo dei Beni culturali «non può diventare l’alibi dietro cui nascondere l’assenza di una linea politica e, soprattutto, la mancanza di assunzione di responsabilità». Il centrodestra riconosce la necessità di un confronto tecnico per una sistemazione definitiva dell’opera, ma lo giudica irrilevante se non accompagnato da interventi urgenti e compatibili per una riapertura in sicurezza nel più breve tempo possibile, anche attraverso soluzioni provvisorie e controllate. In caso contrario, avvertono, è inevitabile che si rafforzi la percezione di un’Amministrazione che prende tempo mentre i cittadini subiscono disagi, perdite di ore, percorsi obbligati e ricadute economiche sulle attività del rione. Nella nota viene inoltre ricordato che il Codice dei beni culturali consente, in caso di assoluta urgenza, l’esecuzione di interventi provvisori indispensabili per evitare ulteriori danni, con immediata comunicazione alla Soprintendenza e successivo invio della documentazione per gli interventi definitivi. «Urgenza e sicurezza – sottolineano – non giustificano l’immobilismo: impongono soluzioni rapide, tracciate e correttamente motivate». Tra le criticità segnalate anche la gestione della segnaletica e dell’informazione, ritenuta insufficiente: «Troppi cittadini continuano ad arrivare a ridosso della chiusura senza un preavviso adeguato, segno di una macchina comunale che rincorre i problemi invece di governarli». «Qui non è in gioco solo un ponticello – concludono i consiglieri comunali di centrodestra – ma il rispetto dovuto a un quartiere e la credibilità di chi ha il dovere di amministrare Potenza con serietà, rapidità ed efficacia».

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