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20.01.2026 - 19:55
Pasquale Pepe (archivio)
In tutti i processi decisionali e di programmazione esiste una linea di demarcazione tra inseguire le emergenze e governare i processi. Per la Basilicata è innegabile il cambio di passo impresso alla politica infrastrutturale e, in particolare, alla gestione delle risorse idriche. Una nuova visione che porta una firma chiara: quella del vicepresidente della Giunta regionale e assessore alle Infrastrutture e Reti idriche, Pasquale Pepe. La candidatura di ben 18 interventi per oltre 700 milioni di euro nell’ambito del Pniissi, il Piano nazionale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, non è un risultato casuale né isolato. È il frutto di un lavoro "certosino" capace di coniugare visione politica, solidità tecnica e capacità di interlocuzione con il livello nazionale. Tre elementi che, per troppo tempo, in Basilicata sono mancati o sono stati esercitati in modo disarticolato. Oggi il quadro è diverso. La Regione Basilicata si presenta con una strategia chiara sulla gestione dell’acqua, riconoscendola per quello che è: una risorsa decisiva per lo sviluppo, per la coesione sociale e la tenuta ambientale. Come ha sottolineato lo stesso Pepe, non si tratta solo di progettazione tecnica, ma di una scelta politica consapevole, che misura la capacità di immaginare il futuro e di assumersi responsabilità. È qui che emerge la maturità politica della Lega lucana, sempre più forza di governo e sempre meno prigioniera delle letture semplificate del passato. Con Pepe la Lega sta trainando una Basilicata delle infrastrutture che ha finalmente archiviato la stagione del "cappello in mano", che non si limita a rivendicare risorse, ma che le sa programmare. La qualità dei progetti presentati, corredati da schede tecniche e quadri economici completi, testimonia un metodo moderno e di spessore: una simbiosi perfetta tra indirizzo politico e attività tecnico-amministrativa affidata ad una direzione generale guidata dal dg Altomonte, manager competente e di lungo corso, ad oggi puntuale e senza sbavature. Il lavoro svolto in sinergia con il presidente Vito Bardi, infine, ha rafforzato e non di poco il peso istituzionale della Regione, consentendo alla Basilicata di essere protagonista anche in una programmazione condivisa con altri soggetti, come l’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale e la Regione Puglia. Non subalternità, ma cooperazione tra istituzioni, con la Basilicata capace di valutare, certificare e indirizzare interventi realmente utili al proprio territorio. Il Pniissi, inoltre, si inserisce in una traiettoria già avviata. La diga del Rendina, con oltre 113 milioni di euro stanziati nel 2025, rappresenta uno degli esempi più concreti di una stagione nuova, in cui i finanziamenti non restano sulla carta ma si traducono in opere. A questi si aggiungono altri interventi già finanziati e in corso di esecuzione sui principali schemi idrici regionali. Il ringraziamento rivolto da Pepe ai tecnici e agli uffici regionali è la cifra di uno stile di governo che valorizza le competenze e costruisce risultati attraverso il lavoro di squadra. La Basilicata - dunque - torna ad essere credibile. Non più spettatrice, ma interlocutrice autorevole. E in questa fase, la Lega – attraverso l’azione di Pepe – si conferma come uno dei motori principali di questa trasformazione. Perché le infrastrutture non sono slogan: sono visione, metodo e capacità di governo. E oggi, in Basilicata, questi tre elementi stanno finalmente viaggiando nella stessa direzione.
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