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“Un colpo alla fiducia dei cittadini”: il Pd di Marsico Nuovo contro i mini vitalizi

Pd Basilicata, il percorso congressuale prosegue a ritmi serrati

Il Partito Democratico di Marsico Nuovo esprime una netta contrarietà all’emendamento approvato lo scorso 30 dicembre 2025 dal Consiglio regionale della Basilicata, che reintroduce – sotto la denominazione di “indennità differita” – un meccanismo assimilabile ai mini-vitalizi per gli ex consiglieri regionali. Secondo il circolo dem, a destare forte preoccupazione non è soltanto il contenuto della norma, ma soprattutto il metodo con cui è stata approvata. L’emendamento, infatti, è stato inserito nelle ore notturne e a ridosso della fine dell’anno, all’interno di un provvedimento collegato alla legge di bilancio, senza un adeguato confronto pubblico e in assenza di trasparenza nei confronti dei cittadini lucani. Una critica che trova piena sintonia nelle parole del commissario regionale del Partito Democratico di Basilicata, il senatore Daniele Manca, che ha definito l’emendamento “anticostituzionale e truffaldino”, denunciandone la retroattività e l’utilizzo di risorse destinate a fini sociali. Una scelta che, secondo il Pd, espone la Regione Basilicata a un inevitabile contenzioso istituzionale, rendendo necessaria l’impugnazione della norma da parte del Governo. Il Pd di Marsico Nuovo giudica la decisione politicamente sbagliata e moralmente inopportuna, soprattutto in una fase storica segnata da crescenti difficoltà economiche per famiglie, lavoratori, pensionati e giovani lucani, alle prese con servizi carenti e prospettive sempre più incerte. In questo contesto, la reintroduzione di benefici previdenziali per chi ha già ricoperto incarichi istituzionali viene definita un messaggio distante dai reali bisogni della comunità. Il circolo dem ribadisce alcuni principi ritenuti fondamentali: la politica deve essere servizio e responsabilità, non fonte di privilegi; le risorse pubbliche devono essere destinate a sanità, welfare, lavoro e sviluppo dei territori, non a trattamenti pensionistici per pochi; decisioni di tale portata non possono essere assunte di notte e senza dibattito, perché così si alimenta la sfiducia dei cittadini nelle istituzioni. Da qui la richiesta finale: ritirare immediatamente l’emendamento approvato il 30 dicembre 2025 e aprire un confronto serio, pubblico e trasparente sul tema dei costi della politica, nel pieno rispetto dei principi di equità, legalità e giustizia sociale.

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