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15.01.2026 - 19:01
Dopo il gasolio e i pedaggi autostradali, domani scattano i primi rincari per le sigarette previsti dalla legge di Bilancio. Si comincia con le bionde del gruppo Philip Morris, che costeranno fino a 30 centesimi in più. Una misura che costerà alle tasche dei fumatori 1,47 miliardi di euro fino al 2028. L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha già reso disponibile la tabella con le variazioni di prezzo al chilo con i relativi rincari a pacchetto, che in un primo momento riguarderanno le sigarette del gruppo Philip Morris, come Marlboro, Chesterfield, Merit, Diana e Muratti. La lista riporta i prezzi aggiornati di sigarette, sigaretti, sigari, trinciati e altri tabacchi da fumo, ma al momento non riguarda i tabacchi riscaldati come Terea, Glo o Ploom. Vengono però colpite le sigarette elettroniche: Assoutenti spiega che il coefficiente per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide contenenti nicotina è stabilito pari al 18% per l’anno 2026, al 20% per il 2027 e al 22% a partire dal 2028. Invece, per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide senza nicotina è previsto nella seguente misura: 13% per l’anno 2026; 15% per l’anno 2027; 17% per l’anno 2028. La Federazione Italiana Tabaccai ha fatto sapere che "i prodotti riportati nel listino, già pubblicato sul sito internet dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, subiranno una modifica tariffaria che entrerà in vigore dal 16 gennaio 2026". Assoutenti sottolinea che la tassazione sul tabacco "porta ogni anno nelle casse dello Stato la bellezza di 15 miliardi di euro". Come ha spiegato il presidente dell'associazione, Gabriele Melluso, "l'aumento dei prezzi al pubblico di sigarette e tabacco garantirà un maggiore gettito da 1,47 miliardi di euro nel triennio: 213 milioni di euro per l’anno 2026, 465,8 milioni per l’anno 2027 e 796,9 milioni per l’anno 2028". L'associazione ricorda che nella manovra è un aumento progressivo negli anni 2026-2028 dell’importo minimo fisso delle accise su sigarette, sigaretti e tabacco trinciato, e ridetermina i coefficienti per il calcolo dell’accisa sui prodotti a tabacco riscaldato. Nello specifico l’accisa sui tabacchi lavorati passa da 29,50 euro per 1.000 sigarette del 2025 ai 32 euro del 2026, per poi salire a 35,50 euro nel 2027 e 38,50 euro nel 2028. L’importo minimo dell’accisa sui sigaretti sale da 37 a 47 euro il chilogrammo convenzionale per l’anno 2026, a 49 euro per l’anno 2027 e, a decorrere dall’anno 2028 a 51 euro il chilogrammo convenzionale. L’importo minimo dell’accisa sul trinciato (tabacco trinciato a taglio fino da usarsi per arrotolare le sigarette) sale da 148,50 euro il chilogrammo convenzionale a 161,50 euro per l’anno 2026, a 165,50 euro per l’anno 2027 e a 169,50 euro il chilogrammo a decorrere dall’anno 2028.
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