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09.01.2026 - 11:26
Un atteggiamento che può anche funzionare nei talk show, ma che poco ha a che fare con il ruolo istituzionale. Un assessore non è un influencer in cerca di consenso immediato né un moderatore permaloso: dovrebbe essere il primo a reggere il peso della critica, soprattutto quando arriva da cittadini che vivono sulla propria pelle le conseguenze delle scelte politiche
Il nuovo piano traffico a Potenza sicuramente ha fatto Centro. Nel senso che chi può lo evita come la peste. Una città in tilt e automobilisti costretti a pellegrinaggi degni di un Giubileo permanente. Il verbo del momento è uno solo: senso unico. Vale per le strade, ma a quanto pare anche per il confronto. Mentre la città prova a orientarsi in un percorso creativo, l’assessore alla viabilità Francesco Giuzio combatte la sua battaglia più importante: quella sui social. Una guerra di nervi, a colpi di post, frasi cancellate e risposte selettive. A raccontarlo, senza troppi filtri, è una cittadina tra le tante e i tanti che si sono imbattuti nel confronto su Facebook e che vale più di mille conferenze stampa: “L'assessore cancella tutti i commenti e i botta e risposta non utili al suo pavoneggiarsi tipico di chi un anno e mezzo fa, con i pantaloni a coste di velluto, faceva la parte del modesto ragazzo di sinistra nella sede di Basilicata Possibile. Anche io sono stata cassata, anzi ho avuto l'onore di ricevere da parte sua il commento ‘melodrammatico’ ai miei interventi.” Un giudizio severo, ma emblematico. Perché il problema non è solo il piano traffico. È il metodo. Lo stile. È l’idea che la critica sia un contorno fastidioso, che il cittadino sia melodrammatico e che il confronto possa essere regolato come un semaforo: verde per gli applausi, rosso per tutto il resto. La stessa cittadina affonda il colpo dove fa più male: il consenso tradito. “Io mi mordo le mani ogni volta che esco di casa per averlo votato e gliel'ho anche dichiarato.” Non un hater, dunque, ma un’elettrice delusa. Una di quelle che dovrebbero far riflettere più di cento like. E invece no. Il punto più amaro arriva quando si parla di trasporto pubblico: “È incredibile la velocità con cui ha dismesso i pantaloni di velluto e ha definito un sacrificio inevitabile la soppressione dei bus urbani che portavano la mattina i ragazzi a scuola, sia in città sia dalle zone rurali.” Potenza oggi è una città a senso unico non solo nelle strade, ma nel dialogo. Chi prova a imboccare una via diversa dalla narrazione assessorile viene deviato, cancellato o bollato come “melodrammatico”. E mentre l’assessore presidia Facebook, la città resta bloccata. Il traffico, prima o poi, si può anche sistemare. Più complicato sarà rimettere in circolo la fiducia. Quella, a differenza delle auto, non fa inversione a U così facilmente.
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